credit photo: Francesco Passaretta - photo agency calcio femminile italiano
In questo campionato di serie C in cui il livello delle squadre coinvolte si mostra sempre maggiore ed offre ai tifosi e agli amanti della disciplina delle belle prestazioni, settimana dopo settimana, non si può non menzionare la Pro Sesto. La squadra lombarda che milita nel girone A si trova, attualmente, al secondo posto in classifica con 42 punti guadagnati in 17 giornate di campionato (14 vittorie e 3 sconfitte totali) e ha dimostrato sul campo di saper come superare anche i momenti più difficili della stagione, mettendo in ogni partita tanto impegno e cuore.

Calcio Femminile Italiano ha raggiunto per un’intervista Susanna Ciocca, difensore classe 2003 della Pro Sesto che, della squadra allenata da Marco Pierangeli, è (nonostante la giovane età) un punto fermo e rappresenta bene l’anima del progetto e dei valori che il club intende portare avanti.

I primi calci ad un pallone Susanna li ha dati in in casa ed in oratorio, per poi proseguire, come spesso accade alle bambine che vogliono giocare a calcio, assieme ai maschi dove comunque la sua presenza era un’eccezione. Nel momento in cui è entrata a far parte di una squadra femminile, ha avuto la contezza di essere parte di un gruppo.
Ha poi realizzato che la sua passione poteva essere anche più di questo mentre giocava per il Mozzanica (che poi è diventato Atalanta) e ha affrontato nelle fasi finali e nazionali squadre come il Milan, la Roma, la Juventus e l’Inter.
“Ho iniziato a giocare a calcio quando ero molto piccola: avevo 6/7 anni e giocavo all’oratorio estivo però ho video di me anche a 3/4 anni che già mi vedono impegnata a giocare a pallone in casa. Se si parla di passione secondo me il momento cruciale è stato quando ho iniziato a giocare in una squadra femminile; quando giochi con i maschi sei la femminuccia della squadra, sei sempre l’eccezione mentre giocando con una squadra femminile diventi parte integrante di un gruppo.
Non credo ci sia stato un momento preciso in cui ho realizzato che sarebbe veramente potuto diventare qualcosa di più: più giocavo e più mi innamoravo dello sport e non volevo smettere. Ero in seconda media quando ho iniziato a giocare nell’Atalanta, perché il Mozzanica è diventato Atalanta,
e ho iniziato ad affrontare squadre come Milan, Inter, Juve e Roma. Sono andata anche al sud a fare le fasi finali e le fasi nazionali: lì mi sono resa conto di quanto effettivamente potesse crescere il calcio. Pensando ad un momento preciso, è lì che ho realizzato che poteva effettivamente diventare qualcosa di più”.
Il proseguo del suo percorso da calciatrice ha visto la classe 2003 militare nella Pro Sesto dove, dopo un primo anno di assestamento, è riuscita a ritagliarsi un proprio spazio da titolare. Essendo una delle ragazze che milita da più tempo nel club lombardo, la numero 5 ogni anno da il meglio di sé sia in campo che nel cercare di trovare un punto d’incontro con le nuove arrivate in vista degli obiettivi comuni.
“Gioco nella Pro Sesto da ormai cinque anni e sono, assieme a qualche altra ragazza, tra le calciatrici che vive questo gruppo da più tempo, in un certo modo, penso di rappresentare anche la società. Sono arrivata in squadra quando ancora militava in serie B: in quel periodo, in realtà, ho giocato ben poco, solo un paio di partite. Mi allenavo con loro, però. L’anno dopo, quando la squadra è retrocessa in serie C e moltissime giocatrici sono andate via, siamo ripartite da capo con una una nuova squadra e uno staff nuovo: si trattava di un nuovo inizio, ho trovato così l’occasione di potermi fare strada e così è stato. Non che prima non mi impegnassi, però in quel momento sapevo di potermi guadagnare un ruolo da titolare e mi sono comportata di conseguenza. Da allora ogni anno per me è una sfida: essendo una di quelle presenti da più tempo cerco di impegnarmi sia a far gruppo che a costruire tutto ciò che serve per poter puntare alla vetta.
Il gruppo squadra, secondo me, conta veramente tanto all’interno di una società, per cui ogni anno si propone l’impegno costante così da trovare un accordo tra tutte le persone coinvolte nel progetto”. 
Il fatto che il gruppo squadra sia molto affiatato è certamente un aspetto positivo nel trovare un accordo. A questo proposito Susanna Ciocca ha scelto di definire trasversale, accogliente e spettacolare la rosa della Pro Sesto e ha spiegato questa scelta particolare pensando al fatto che il gruppo non si limita a stare assieme in campo, ma la loro amicizia viene portata anche al di fuori di questo.
E’ accogliente infatti ogni ragazza porta alle compagne un po’ di sé, nessuna viene esclusa, infine è anche spettacolare nel senso che, nonostante ognuna delle atlete abbia impegni e vite diverse, l’impegno e l’abnegazione nel raggiungere gli obiettivi tutte assieme sono una costante.
“Dico trasversale, accogliente, e spettacolare. Trasversale perché il nostro gruppo non attraversa solo una dimensione, quella del campo e quella della società, ma viene portato anche all’esterno durante le serate, le giornate estive in cui non siamo effettivamente obbligate a a vederci. Non ci limitiamo ad essere compagne di squadra ma, posso dire senza dubbi, siamo veramente amiche anche fuori dal campo e questa secondo me è una cosa veramente meravigliosa. Accogliente perché, come ho già detto, ogni persona che viene in squadra e poi rimane durante gli anni ha cercato sempre di dare qualcosa anche alle altre e, insieme a noi che già c’eravamo, di creare un gruppo squadra molto bello. Nessuno viene messo da parte ed escluso. Spettacolare: Sono ovviamente di parte però ogni singola ragazza di questa squadra è spettacolare sia come persona che come compagna di squadra e giocatrice. Moltissime lavorano, studiano all’università o alle superiori. Abbiamo storie diverse e vite diverse ma siamo lì, ad ogni allenamento, ad ogni partita, tutte insieme ad affrontare il campionato o la coppa. Io amo tutte le mie compagne, sono e siamo un gruppo spettacolare”.
Ci sono stati diversi momenti cruciali nella stagione della Pro Sesto che sono serviti per dare una svolta al campionato. Susanna ne ha citato due in particolare, uno negativo ed uno positivo. Quello negativo è senza dubbio la sconfitta subita contro l’Angelo Baiardo, mentre quello positivo è la vittoria in Coppa Italia di serie C contro il Moncalieri: in quel caso la rimonta è avvenuta nel secondo tempo; il risultato è servito per dare una botta di adrenalina alla squadra in vista dei prossimi impegni.
“Ce n’è uno negativo. La sconfitta contro il l’Angelo Baiardo effettivamente ci è pesata molto  più delle altre che abbiamo subìto. Penso che quel momento ci abbia dato una scossa. Se devo parlare di un momento ancora più importante, secondo me la pausa tra il primo e il secondo tempo della partita in coppa contro Moncalieri è stata cruciale. Abbiamo vinto 2-1 ma in quel momento lì stavamo sotto di 1-0 e a quel punto ci siamo dette ‘o tutto o niente’: In coppa non avevamo nulla più da perdere, dovevamo solo mettere anima e corpo per poter recuperare, e così  poi è stato. Vincere ci ha dato una spinta aggiuntiva rispetto a un periodo che non stava andando male però aveva bisogno di uno stimolo in più”.
E’ innegabile che la Pro Sesto sia cresciuta dall’inizio dell’anno, questo è visibile specie nella capacità di gestione della gara e nel riuscire a trovare la forza di portare a proprio favore le partite più ostiche.
“Rispetto all’inizio del campionato siamo complessivamente migliorate, questo perché, come succede in ogni squadra, più si gioca assieme più si diventa una squadra coesa però posso dire che, a mio parere, il miglioramento c’è nella gestione della partita, in quei momenti in cui si sta perdendo e si riesce a trovare la concentrazione per affrontare quel momento ed andare avanti. Un esempio è la partita fatta contro la Caronnese: nel primo tempo era una partita molto difficile per noi perché loro l’avevano preparata per contenerci quindi continuavamo a non trovare spazio per inserirci. Io ero molto agitata e molte mie compagne mi hanno tranquillizzata. Alla fine siamo riuscite a trovare lo spazio per inserirci e abbiamo segnato, poi abbiamo consolidato il risultato”.
Quando le è stato chiesto se secondo lei il calcio femminile sia in crescita così come si dice, Ciocca ha affermato che sì, c’è stato un innegabile miglioramento della situazione calcistica femminile che però non è globale. I campionati cadetti, infatti, vivono in una condizione di precarietà che passa per l’assenza di fondi delle squadra che talvolta hanno pure difficoltà ad iscriversi ai campionati d’appartenenza.
“E’ innegabile che il calcio femminile stia crescendo, stanno aumentando anche le tesserate  però c’è ancora veramente tanto da lavorare. Parlo per me stessa, mi sento molto precaria di anno in anno perché non si può mai sapere cosa succederà nella società.
Sono poche le società grandi che hanno anche le capacità economiche per sostenere i costi dei campionati, questo è un argomento su cui discutere. A livello di sponsor, poi, pochi nutrono un interesse, anche lì c’è un problema di fondi e in più è innegabile che ci sia veramente un un divario tra la serie A e quelle cadette: sembrano veramente campionati distanti anni luce ma non lo sono, nei fatti. Sempre per una questione economica ci sono squadre che hanno possibilità e squadre che ne hanno molte meno”.
Federica Pistis
Sono nata in provincia di Cagliari il 29/08/1992. Mi sono laureata in scienze dell'educazione e della formazione primaria e ora frequento la magistrale di pedagogia presso l'Unimarconi di Roma. La mia passione per il calcio è nata quando ho iniziato a seguire questo sport perchè mio fratello è un grande tifoso del Milan e io cercavo un punto d'incontro con lui. Ho iniziato a guardare le partite, e a comprenderne i meccanismi poi è arrivato quello femminile che mi ha conquistata al punto da sentire un po' mie anche le loro imprese.

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