Una finale di Supercoppa orientata inizialmente all’equilibrio (primo tempo segnato, infatti, dall’1-1 offerto da Vangsgaard che replica a Giugliano), poi ribaltata totalmente dalla numero 10 bianconera: decisiva, infatti, Cristiana Girelli (subentrata a Cambiaghi) che ha regalato la vittoria alla Juventus. Un finale assolutamente non scontato, con una avversaria giallorossa aggressiva, rapida e dominante: è la “Vecchia Signora”, però, ad alzare al cielo il prestigioso trofeo!

Per l’occasione è stata redatta una analisi circa il rendimento della rosa bianconera, con top e flop lato Juve.

Quanto andato in scena in data odierna non appare certamente scontato: raggiunto l’obiettivo del sesto scudetto nella storia, della Coppa Italia e della Serie A Women’s Cup, la vincitrice uscente aveva in chiaro la volontà di aprire il 2026 con un ulteriore traguardo. Se si pensa al campionato, fa impressione ripensare al cammino juventino: dopo un avvio da “roller coaster”, la squadra di Canzi (questo glielo si deve riconoscere) ha saputo avanzare con determinazione, trovando il momentaneo secondo posto statistico. Provvisoriamente, quindi, l’agguato proprio alla diretta avversaria della competizione appena archiviata, collocata periodicamente (durante le stagioni, s’intende) tra quelle capaci di disegnare il buio torinese.

Ora, però, si metta da parte il viaggio 2025/2026. Individualmente, le performance sfoggiate presso lo Stadio Adriatico “G. Cornacchia” di Pescara risultano discordanti: come da titolo, infatti, una difesa Juve da museo delle cere in fasi alterne, che ha modificato l’andamento della gara; il possesso palla? A tratti monotematico, con un blitz in pressing dato più che altro da Stolen Godø. La norvegese è apparsa propositiva sotto porta, con idee di prima intenzione a far da cornice ad un lavoro più che sufficiente. A confermare la tesi la conclusione mancina qualche minuto dopo il vantaggio giallorosso.

Nella sezione “top” a trovare spazio è anche Cecilia Salvai: quest’ultima ha saputo impattare, sopratutto quando le energie sembravano assecondare la Roma. Qualche piccola sbavatura nella lettura, ma efficace e puntuale nel lavoro nella propria area amica.

Promossa a pieni voti anche De Jong. Il portiere (nel caso ancora fosse un dubbio) ha dato modo di lanciare un messaggio di sicurezza nella difesa dei pali Juve, sopratutto in quella che non è altro che la pre parentesi imminente partenza di Peyraud-Magnin. Da netto “wow” l’intervento difendi-risultato sulla agguerritissima Viens, ma buona la qualità generale della sua partita.

Difficile trovare altri punti fermi da promozione piena (un plus naturalmente Cristiana Girelli, subentrata per lasciare il segno con il solito istinto da campionessa); valore aggiunto, però, Chiara Beccari, attivissima sul fronte assist (non per niente è suo lo spunto sfociato nel goal del pareggio).

Non così flop, ma in tale circostanza quella che si è vista è stata una Michela Cambiaghi un po’ sottotono; da premiare l’intenzione, ma pare soffrire troppo qualche fisicità. Può e sa fare sicuramente molto meglio (la 36 è tra le calciatrici della rosa a mostrarsi solitamente di livello sulle sortite offensive). A seguire Mathilde Harviken, poco incisiva a tessere la maglia difensiva e troppo poco attenta nel momento del duello con Viens, costato il vantaggio AS.

Un pomeriggio ad ogni modo da ricordare per entrambe le formazioni che proseguiranno ora il percorso in categoria.

Eleonora Mereu
Aspirante giornalista cagliaritana. Quella per lo sport femminile? Una passione nata anni fa, che mi spinge ora ad impugnare una penna per dar voce, nel mio piccolo, alle piccole e grandi realtà. Con le ragazze della Nazionale ho imparato ad apprezzare ancora di più il settore, percependo quanto scrivere sia un privilegio più che una missione, che va portato avanti con rispetto ed un reale sentimento per il movimento.

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