Photo Credit: Francesco Passaretta - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

«Quello che non sai è che quel maglioncino non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente ceruleo», direbbe l’iconica Maryl Streep nel cult Il Diavolo veste Prada a una Anne Hathaway del tutto ignara di quello che l’aspetterà nel corso del film. Moda e calcio possono coesistere, e lo dimostra proprio la Serie A femminile.

Il Como Women nella sua ultima linea ha unito eleganza e classe a un design semplice, ma davvero d’impatto: mantenendo il bianco e il nero, li ha applicati a una serie di kit che mettono l’eleganza davanti a tutto, senza però perdere il focus legato alla vestibilità in campo. Al di là di questo caso piuttosto isolato, in cui si è provato a portare l’eleganza all’interno del calcio, è nata una nuova moda: il blokecore.

Le appassionate e gli appassionati di calcio potrebbero cominciare a fare leva su questa tendenza come una “scusa” per poter uscire indossando una maglia della loro beniamina – o del loro beniamino. Il blokecore è infatti una nuova tendenza che prevede indossare la maglia di una squadra abbinata a un altro capo d’abbigliamento, solitamente casual. In sostanza, se una persona indossa la maglia della Roma, della Juventus o dell’Inter, per citarne alcune, e vi abbina un pantalone, un jeans o una gonna e un paio di scarpe da ginnastica, sta seguendo il blokecore.

Se poi la maglia che si sceglie di indossare è vintage e ha quindi il sapore di un’altra epoca, meglio ancora. Il blokecore è infatti nato strizzando l’occhio alla cultura calcistica degli anni ’80 e ’90 e affonda le sue radici in Inghilterra, dove la passione per il calcio e per il vintage sono parecchio diffusi nei negozi. Altri elementi chiave sono cappelli, borse a tracolla e occhiali: quella maglia non è più un gioiello da sfoggiare soltanto allo stadio, bensì un vero e proprio capo da indossare nel quotidiano.

Non sono mancate le critiche. Le vere amanti e i veri amanti del calcio ritengono la trovata eccessiva, in quanto si allontana dallo spirito di questo sport: indossare una maglia che dovrebbe essere simbolo di un’identità precisa al di fuori del rettangolo verde è infatti considerato come fuori luogo, in quanto una maglia da calcio nasce per il campo e per stare lì, per essere vissuta a ogni gol, a ogni azione, a ogni cartellino giallo.

Questa moda ha provato a imporsi già nel 2023, nel 2024 è poi esplosa, ma è forse in questo momento che sta attraversando il suo periodo di massimo splendore. Se prima scendere in strada con una maglia con sulle spalle riportato il nome di una calciatrice o di un calciatore era una specie di spada di Damocle sulla testa che andava contro l’estetica, adesso le cose sono cambiate: complici le ali dell’entusiasmo dopo l’Europeo, potrebbe diffondersi sempre di più questa moda, che darebbe una nuova dignità a una maglia.

Chissà cosa ne penserebbe Miranda Priestley.

Ilaria Cocino
Appassionarmi allo sport è stato semplice: qualche gol degli Azzurri al Mondiale 2006, qualche punto spettacolare di dritto, qualche schiacciata nel campo avversario, qualche canestro impossibile. Sono un'aspirante giornalista sportiva che segue con passione il movimento calcistico al femminile da ormai qualche anno e tenta, attraverso il suo piccolo contributo, di trasformarlo nella quotidianità di chi legge e di renderlo qualcosa di più di una semplice meteora: il potere delle parole è inestimabile, e spenderle per queste ragazze è un privilegio immenso e una grande responsabilità.