Si è concluso l’iter iniziato nel 2020 con l’approvazione in consiglio federale delle ultime norme disciplinari e dal 1 luglio 2022 il calcio femminile in Italia diventa professionistico.

Il Consiglio Federale ha completato le modifiche normative con riferimento al passaggio al professionismo per la Serie A femminile a partire dalla prossima stagione sportiva. “Il processo per il calcio femminile è definitivo, finalmente ci sono le norme che disciplinano l’attività e l’esercizio del professionismo del calcio femminile, è una giornata importante, dall’1 luglio inizia il percorso. Oggi siamo la prima federazione in Italia ad avviare ed attuare questo importante percorso. C’è stata qualche piccola resistenza della Lega di A che riteneva di proporre un eventuale rinvio ma poi abbiamo raggiunto un accordo perché non si poteva tornare indietro. Quando si delibera qualcosa bisogna essere coerenti”, ha sottolineato Gravina al termine del Consiglio, e le razioni nel mondo del calcio sono state tutte positive.

Con la firma storica della Federcalcio lo sport professionistico del calcio femminile in Italia diventerà realtà.

Il “professionismo” è storicamente oggetto di analisi, economica e sociologica, per i risvolti che esso comporta sia nella cultura di massa che nella produzione di ricchezza di un paese. Avendo infatti il professionismo, in ogni sport, favorito la ricerca delle migliori prestazioni, esso è alla base anche dell’incremento di popolarità, a sua volta alla base dell’incremento dell’afflusso di denaro in una data disciplina; tuttavia ciò ciclicamente è fonte di critiche in particolare da parte di chi si informa ai principi ispiratori di Pierre de Coubertin, sostenitore dello sport dilettantistico e padre delle Olimpiadi Moderne e dell’agonismo inteso solo come competizione e svago. Tale visione è contestata da chi sostiene che il dilettantismo favorisca solamente chi può praticare sport senza preoccuparsi del proprio mantenimento economico e, quindi, sia in definitiva un approccio classista all’accesso alla pratica agonistica.

Oggi è un bel giorno per il calcio italiano: dalla nascita della Federalcio, nel lontano 1898, mai una donna aveva avuto accesso al professionismo, mai. Ma oggi con un annuncio giustamente roboante, sappiamo che alle calciatrici sarà finalmente riconosciuto il diritto sacrosanto e sancito dalla Costituzione di essere professioniste come possono esserlo gli uomini. La notizia è una cosa buona per il calcio italiano e per le calciatrici”. Lo ha dichiarato la presidente di Assist (Associazione Nazionale Atlete), Luisa Rizzitelli, che invita le altre 44 federazioni sportive a fare lo stesso passo fatto oggi dalla Figc.

In numerose discipline sportive, comunque, il professionismo costituisce solamente il vertice della piramide dei praticanti, la cui base è largamente dilettante: che rimarrà tale nelle categorie cadette del calcio femminile. Ma questa giornata “storica” sarà ricordata come l’inizio e non la fine di un movimento sempre più in forte crescita.

Paolo Comba, giornalista pubblicista iscritto all' ordine di Torino, ho conseguito il tesserino da Giornalista collaborando da prima con quotidiani on line ( settore calcistico giovanile : “11 giovani.it” e “gioca a calcio.it", in Piemonte) per entrare, successivamente, in redazione a Torino del settimanale cartaceo di “ Sprint&Sport" e Terzo Tempo (settore calcistico dilettantistico Regione e Nazionale - Professionistico – Serie D). Collaboro dal 2018 con RCS Sport per il Giro d' Italia (seguendolo in tutte le tappe) e nel Giro 103 ho collaborato come addetto stampa per quotidiani on line di ciclismo ( bikenews ). Appassionato di Sci alpino e nordico segue gare Mondiali e Coppa del Mondo dal 2000. Credo che il CALCIO FEMMINILE ITALIANO sia un movimento in grande crescita e debba avere le stessa visibilità del mondo “ maschile", pertanto, contribuisco a questo grande obbiettivo.