Il mondo del Calcio in Sudan è la rappresentato dalla Nazionale calcistica del Sudan che è posta sotto l’egida della Sudan Football Association (Ssfa), fondata nel 1936 ed affiliata alla FIFA dal 1948, ha fondato la Confédération Africaine de Football nel 1957 insieme ad Egitto, Etiopia e Sudafrica.
In un Sudan più democratico e inclusivo dopo la strage governativa con oltre 400 vittime, e dopo anni di guerre civili che ha visto le donne coinvolte nel processo di pace; finalmente si passa anche attraverso lo sport al vero cambiamento culturale.
In particolare, attraverso il calcio femminile, le donne sudanesi sono state in prima fila in questa rivoluzione.
Subito dopo la formazione del nuovo governo, è partito il primo campionato di calcio femminile della storia del Sudan.
In campo per la prima partita c’erano Difaà e Al-Tahadi, la prima società sudanese di calcio femminile fondata nel 2003: Tahadi significa sfida. Per il momento la “sfida” è stata accettata dalla capitale Khartoum e dal sud del Paese: al campionato non partecipano squadre settentrionali, visto che il nord del Sudan è più chiuso e conservatore.
In ogni caso il campionato è stato sostenuto economicamente dalla compagnia aerea nazionale, dalla Bak Al-Amal e da donatori privati, mentre i media, ora più liberi, hanno dato ampia visibilità alle partite.
Il titolo è stato vinto dalla squadra del “Difaà” che adesso può vantarsi, anche, di formare una Nazionale femminile.
La South Sudan Football Association questo mese ha inaugurato la “Stars Unite” (La strategia Nazionale 2021-2024) per far aumentare, fino al 70 per cento, la selezione di donne e ragazze ad un vero campionato Nazionale (dove al momento le partecipanti sono poche migliaia).
Intanto il capitano della Nazionale femminile: Amy Lasu, dopo aver inizialmente giocato in Kenya è tornata nella sua patria (dove un tempo il gioco del pallone per le donne era considerato un “tabù”) ed ha accettato la sfida per il suo futuro calcistico.
La federazione ha spiegato che vuole mostrare al mondo che il calcio femminile in Sud Sudan sta crescendo e cambiando sopra tutto la mentalità di alcune persone retrograde.
In Sud Sudan, come in molti paesi africani, la cultura patriarcale e la tradizione dei matrimoni precoci per le bambine non favorisce certamente la regolare crescita, libera, per tutte le donne.
La speranza e’ quindi che il calcio – sport molto popolare – possa fare la differenza e veicolare messaggi positivi e costruttivi così che il progresso e l’armonia sociale possano rafforzarsi incoraggiando le donne sempre più a giocare a calcio.

Paolo Comba, giornalista pubblicista iscritto all' ordine di Torino, ho conseguito il tesserino da Giornalista collaborando da prima con quotidiani on line ( settore calcistico giovanile : “11 giovani.it” e “gioca a calcio.it", in Piemonte) per entrare, successivamente, in redazione a Torino del settimanale cartaceo di “ Sprint&Sport" e Terzo Tempo (settore calcistico dilettantistico Regione e Nazionale - Professionistico – Serie D). Collaboro dal 2018 con RCS Sport per il Giro d' Italia (seguendolo in tutte le tappe) e nel Giro 103 ho collaborato come addetto stampa per quotidiani on line di ciclismo ( bikenews ). Appassionato di Sci alpino e nordico segue gare Mondiali e Coppa del Mondo dal 2000. Credo che il CALCIO FEMMINILE ITALIANO sia un movimento in grande crescita e debba avere le stessa visibilità del mondo “ maschile", pertanto, contribuisco a questo grande obbiettivo.