Main Sponsor (in italiano Sponsor Principale),Top Sponsor, Title Sponsor, Official Sponsor, Front Sponsor, Minor Sponsor: tutte definizioni di cui sia la rete che i giornali è piena, ma che rischiano spesso di confondere le idee a chi si affaccia al settore delle sponsorizzazioni sportive per la prima volta o agli appassionati più curiosi.

Cerchiamo di capire meglio come funziona la definizione di questi oggetti non poi così misteriosi. In effetti i nomi dei diversi tipi -o per meglio dire livelli- di sponsorizzazione sono lasciati alla fantasia di chi appronta i pacchetti di sponsorizzazione (l’insieme di diritti che lo sponsor acquista dal team o dalla squadra).
Se il traguardo al professionismo, per il movimento calcistico femminile è quasi visibile, c’è un ostacolo ancora da superare: i “top sponsor”. Non tutte le multinazionali sono convinte di investire grandi capitali in questo ambito, per paura di non ottenere il ritorno economico sperato.

“Deloitte Football Money League” (Società che analizza le maggiori società calcistiche mondiali) per la stagione 2019/2020, ha verificato l’andamento finanziario delle 20 maggiori società calcistiche mondiali, soltanto il 35% delle squadre femminili di questi club ha un proprio “ Main sponsor” sulla maglia.
Se il futuro per il settore femminile si prospetta sempre più roseo, visto che la FIFA punta a raddoppiare l’investimento di 500 milioni di euro (previsto per il periodo 2019/2022), per dare ulteriore forza economica ad un movimento in costante crescita.
In Italia i club professionistici, che militano in serie A, non tutti possiedono la rappresentanza femminile: un chiaro esempio il SSC NAPOLI, dove il Presidente De Laurentiis non ha nessuna intenzione di rilevare la società di Lello Carlino (militante in serie A femminile) e per tanto prosegue la linea senza fusioni di società e di sponsor.

Mentre la Juventus Femminile pur portando con orgoglio il suo Main sponsor “Jeep” sul petto, sul retro della maglia mantiene lo sponsor “M&M’s”, chiaro esempio di chi mette i denari “comanda”.
Anche sul calcio femminile estero non troviamo ancora delle precise sponsorizzazioni, anzi anche in Germania il Borussia Dortmund non ha ancora ufficializzato o meglio trovato la sua squadra femminile. Il club tedesco ha tuttavia avviato il progetto che partirà a luglio 2021 per poter schierare la propria rosa già nella prossima stagione.

La Spagna, come dichiarato da Irene Lozano,(Presidente dell’Alto Consiglio per lo Sport) ”il Governo è pronto a riconoscere il professionismo all’interno della Liga di calcio femminile entro la stagione 2021/2022 per -avere uno dei migliori campionati d’Europa”, e con questa procedura si avranno sempre più sponsor pronti ad investire nel calcio.
Inoltre vi sono anche club con Main sponsor diverso tra squadra maschile e femminile così come il Barcellona (Black & Decker), Atletico Madrid (Herbalife Nutrition), Bayern Monaco (Allianz), Eintracht Francoforte (Lotto Hessen), Everton (MegaFon) e Olympique Lione (Mastercard), e questo è solo l’inizio.
In attesa di fare chiarezza, non ci resta di attendere l’atteso “professionismo rosa”, così vedremmo se la scommessa al femminile porterà nuovi stimoli economici e sopra tutto ad un ritorno economico.

Paolo Comba
Paolo Comba, giornalista pubblicista iscritto all' ordine di Torino, ho conseguito il tesserino da Giornalista collaborando da prima con quotidiani on line ( settore calcistico giovanile : “11 giovani.it” e “gioca a calcio.it", in Piemonte) per entrare, successivamente, in redazione a Torino del settimanale cartaceo di “ Sprint&Sport" e Terzo Tempo (settore calcistico dilettantistico Regione e Nazionale - Professionistico – Serie D). Collaboro dal 2018 con RCS Sport per il Giro d' Italia (seguendolo in tutte le tappe) e nel Giro 103 ho collaborato come addetto stampa per quotidiani on line di ciclismo ( bikenews ). Appassionato di Sci alpino e nordico segue gare Mondiali e Coppa del Mondo dal 2000. Credo che il CALCIO FEMMINILE ITALIANO sia un movimento in grande crescita e debba avere le stessa visibilità del mondo “ maschile", pertanto, contribuisco a questo grande obbiettivo.