Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il mese di marzo si è concluso con la mancata qualificazione ai Mondiali, la terza di fila, per la Nazionale di calcio maschile, sconfitta ai rigori in Bosnia Erzegovina. Questo ha portato, nei giorni scorsi, Gabriele Gravina a rassegnare le proprie dimissioni dall’incarico da presidente della FIGC. Successivamente sono arrivati altri addi, in particolare per quanto riguarda l’area della Nazionale maschile, con il capo delegazione Gianluigi Buffon e il CT Gennaro Gattuso che hanno rassegnato le rispettive dimissioni salutando l’undici capitanato da Gianluigi Donnarumma. Diversi i nomi che, in questi giorni, sono stati accostati alla panchina Azzurra tanti fantasiosi e sotto contratto, dei quali molti in realtà difficilmente accetterebbero l’incarico. Quasi tutti i profili hanno esperienza da allenatore ma non da commissario tecnico, nonostante si la differenza di ruoli evidente e palese tra i due ruoli.

Tra i tanti nomi fatti, però, non figura lontanamente quello di Andrea Soncin, passato assolutamente in secondo piano dalla critica generale. Il classe ’78 nato a Vigevano si è però distinto già come selezionatore, essendo da due anni e mezzo alla guida della Nazionale Femminile. Dopo una buona carriera da attaccante passata in buona parte tra Serie B e C, con otto campionati a testa in ambo le categorie, e con oltre 20 presenze in Serie A, raggiunte nel 2006-2007 tra Ascoli e Atalanta, Soncin ha iniziato il suo percorso nello staff tecnico del Venezia nel 2017. In terra lagunare in sei anni ha guidato l’Under 17 prima e la Primavera poi, con 5 panchine in A e una in B nel mezzo. Nel settembre 2023, poi, l’approdo in Azzurro sulla panchina di una Nazionale reduce dall’eliminazione al girone del Mondiale di Australia Nuova Zelanda.

Parte subito in maniera ottima centrando un secondo posto di tutto rispetto nel gruppo di Women’s Nations League. La Nazionale si toglie la soddisfazione di battere nel girone la Spagna campione del Mondo e pareggiare due volte con la Svezia, terza classificata al Mondiale dell’estate precedente nel quale aveva travolto per 5-0 le Azzurre.
La Nazionale si qualifica, poi, all’Europeo da prima in un raggruppamento con avversarie d’ottima caratura come Paesi Bassi e Norvegia. Segue un altro secondo posto nel girone di Women’s Nations League, dietro alla Svezia e davanti alla Danimarca, per poi sfiorare la finale dell’Europeo sfumata ai supplementari contro l’Inghilterra, che pareggiò dopo il 90′ con le Azzurre e poi vinse la manifestazione in Svizzera. Nonostante l’ottimo operato da CT però il nome di Andrea Soncin, sotto contratto come tanti altri colleghi menzionati per la panchina della Nazionale maschile, non è stato mai accostato da nessuno alla panchina della Nazionale maschile.

Nessun giornalista, opinionista o ex calciatore ha mai avanzato, tra televisione, radio o social, mai la candidatura di Soncin, perchè? Non che lo stesso Soncin debba essere forzatamente un pretendente alla panchina della Nazionale maschile ma la mancanza di ‘interesse’ verso questo nome sottolinea probabilmente che il movimento femminile, dai più in Italia, non gode ancora della giusta considerazione. L’operato in questi anni di Soncin è stato assolutamente di livello ma nessuno ha tenuto minimamente in considerazione questa candidatura per accostarlo ad una panchina ritenuta, probabilmente, più nobile e importante di quella affidatagli. Il CT che più volte ha espresso la propria felicità per il ruolo che oggi ricopre e di non aver intenzione di cambiare panchina, sottolineando di non ritenerlo secondario rispetto ad altri incarichi, non è un nome che evidentemente scalda i cuori della critica nonostante abbia dimostrato capacità e competenza, dal suo arrivo, oltre ad una capacità comunicativa che gli è stata sempre riconosciuta dal suo insediamento in azzurro.
Tempo fa si parlava della speranza di una donna alla guida di una squadra maschile, la realtà ci dice che nemmeno un ex calciatore che in panchina sta facendo bene in ambito femminile sta avendo la giusta considerazione dall’opinione generale.

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