Sofia Cantore e Lucia Di Guglielmo podcaster per un giorno? Tutta “colpa” di Hey Spirits, il contenuto digitale che ospita le pupille della NWSL.
Nelle ore scorse, a parlare ai microfoni dello stesso, sono state le due calciatrici italiane doc, che, più che indossare la maglia da gioco, hanno indossato quella della sincerità, poiché senza veli nell’inedito racconto della propria carriera e del proprio vivere, passato e contemporaneo. Una comunicazione a tratti goliardica quella optata dall’ormai ex Juve e dalla ex Roma, che hanno spiegato: “l’ultima volta che abbiamo giocato l’una contro l’altra? Impossibile dimenticarlo. Era la finale di Coppa Italia tra Juventus e Roma, una sfida difficile, che andò male per le giallorosse. La vittoria fu per le bianconere, che lasciarono il campo con un 4-0”.
Nonostante ciò, quale è stata la dolce verità svelata? “Preferiamo giocare insieme che contro!”, hanno ammesso entrambe. La 27 dello Spirit, poi (profilo del campionato USA da poco prima dell’avvio degli scorsi Europei) ha ripercorso brevemente le tappe della propria carriera calcistica, dichiarando: “ho iniziato all’età di 5 anni in una squadra prettamente maschile del mio paese vicino il lago di Como. Solamente a 13 anni ho potuto proseguire con le ragazze e dopo pochi mesi subentrare alla Juventus”. Ha proseguito sulla stessa lunghezza d’onda la toscana classe ‘97, freschissima di debutto nei colori Washington: “la mia storia non è poi così diversa – ha precisato -. Ho iniziato ad approcciare a questo sport a 7 anni, sempre giocando con dei ragazzi; ricordo che mi divertivo talmente tanto da non voler passare ad una squadra femminile! Successivamente sono passata ad una realtà che ora non fa più parte del campionato e che ha cambiato nome più volte (l’Empoli); per ultimo il trasferimento a Roma e la grande parentesi in AS durata cinque stagioni”.
Ancora oggetto di dibattito e discussione è il trasferimento delle citate in un contesto completamente nuovo, un contesto che, ad oggi, alle compagne di squadra suona così: “approdare in NWSL? Era una grande opportunità e non si poteva dire di no – hanno affermato pubblicamente entrambe -.
Certamente la Juve mi manca, così come le compagne e l’ambiente – ha, poi, ammesso Cantore -, ma allo stesso tempo qui ho trovato una squadra valida composta da persone bellissime; la mia scelta? È stata dettata da una necessità di cambiare e fare una nuova esperienza. Figure come Sara Gama, Barbara Bonansea, Martina Rosucci e Cristiana Girelli per me rimangono ancora punti di riferimento. Un onore conoscerle, mi hanno davvero insegnato tanto”.
E sulle sostanziali differenze con l’Italia: “qui i ritmi sono molto più intensi e non c’è così tanto tempo per pensare alla prossima partita. Cerchiamo entrambe di rispondere al meglio a quelle che sono le esigenze sul campo. Il sold out della prima partita casalinga (oltre 60000 gli spettatori in occasione di Denver-Washington Spirit N.d.R.)? È stato incredibile – hanno raccontato -. Non abbiamo mai disputato una partita di fronte ad un pubblico così numeroso!
Al momento stiamo faticando ad ottenere i tre punti, ma stiamo facendo del nostro meglio anche in allenamento affinché si possa dare una sterzata al percorso”.
A proposito di campo, il clima attuale è già nostalgico per il ritorno lontano: fissato, infatti, per il 25 aprile lo scontro locale con il Kansas City. Le premesse? Difficile parlarne, evidente, però, la positività data dal pieno bottino conquistato recentemente tra le mura del Bay FC.






