“Mi piacerebbe che lo chef Cannavacciuolo passasse a trovarci, siamo sue fan da sempre e lo seguiamo ogni anno a Masterchef”.  A raccontarcelo è stata Flaminia Simonetti, calciatrice della Lazio, che cita un famosissimo chef e un noto programma televisivo non a caso ma per un motivo ben preciso che comincia a spiegarci cosi: “Era un sogno che coltivavamo da tempo e che negli ultimi mesi stavamo cercando di realizzare, è stata un’occasione quasi inaspettata e abbiamo deciso di coglierla al volo”. La calciatrice della Lazio da qualche settimana, infatti, ha realizzato un suo piccolo grande sogno, che con il pallone non ha però nessun collegamento. La centrocampista classe ’97 a fine 2025 ha aperto il ristorante ‘Da Simonetti’, della quale è proprietaria e a riguardo precisa: “In me la passione per la ristorazione c’è sempre stata. Mio papà è da sempre in questo ambiente e fino a 2 anni e mezzo fa era proprietario e cuoco di un ristorante a Frascati. Ho potuto vedere ed innamorarmi di questo mondo da molto vicino”.

Per Flaminia il tutto si concretizza a poco più di un anno dal suo ritorno a Roma, sponda Lazio, da Milano e dall’Inter. Tornare ‘a casa’ ha spinto la calciatrice a realizzare il suo ‘piccolo’ sogno: “Se non fossi tornata a Roma -racconta Flaminia– avrei solamente rinviato l’apertura perché come si sa, e come sto vedendo, questo tipo di lavoro richiede molta presenza soprattutto agli inizi quindi sarebbe stato più difficile aprirlo e vivere in un’altra città contemporaneamente”.
La cucina, i fornelli e Flaminia Simonetti. Un legame che sembra di lunga data come ci confida l’ex Empoli ed Inter: “La cucina è una mia passione da sempre, mi piace andare a mangiare fuori e cerco sempre ristoranti nuovi da provare. Il mio rapporto con i fornelli è molto semplice ma mi piacerebbe imparare a cucinare meglio”.

Aprire un ristorante tra un allenamento e una trasferta non è indubbiamente la cosa più semplice. Sul periodo precedente all’apertura l’atleta biancoceleste ci dice: “In precedenza c’era già un ristorante che lavorava principalmente a pranzo, mentre noi abbiamo deciso di aprire sia pranzo che cena. Fortunatamente non abbiamo dovuto fare grandi lavori di ristrutturazione, abbiamo solamente modernizzato qualcosa”.
A portare avanti ‘Da Simonetti’ ovviamente non c’è solo la giocatrice, che ha vestito la maglia della Nazionale all’Europeo in Inghilterra, accompagnata in questa avventura da una persona speciale: “Non sono sola in quest’avventura, io e la mia compagna, infatti, abbiamo fatto questa scelta di vita. Lei si è occupata principalmente delle cose più impegnative e burocratiche, io ho solo scelto l’arredo”.

Sul ‘riscaldamento prima di scendere in campo’ Flaminia ricorda: “La fase di organizzazione è stata complicata perché le cose da fare sono tante e vanno tutte di pari passo. Dagli ordini dei fornitori, che prevedono una valutazione accurata delle materie prime da inserire nelle giuste quantità, la selezione dei vini, da scegliere in base al tipo di cucina che si propone, i lavori di ristrutturazione, la parte burocratica, la selezione del personale, ogni attrezzatura necessaria anche quella che puoi sottovalutare di più e che invece ha una sua rilevanza in un contesto professionale”.
Poi il 18 dicembre il debutto ufficiale del ristorante ‘Da Simonetti’ che la ristoratrice fotografa cosi: “L’inaugurazione è stato uno dei momenti più belli che vissuto, che mi ha lasciato un’emozione indescrivibile. Ho provato veramente una sensazione di pienezza, di orgoglio e di gratificazione. Auguro a tutti di provare questo almeno una volta nella vita”.

Ma arrivando in Via Basento 51 a Roma cosa è possibile mangiare e chi ha scelto il menù? Su questo tema Flaminia è un fiume in piena: “Il menù è stato scelto un po’ sullo stile dei piatti del ristorante di mio papà, per continuare la tradizione, e alcune alternative invece sono state scelte insieme al nostro cuoco Emiliano Squiglia, per adattarci ad una zona diversa rispetto ai castelli romani. A me il menu piace tutto devo dire, penso che il piatto forte sia la carbonara e il mio piatto preferito è la fettina panata, l’adoro”.
Ora il locale è aperto e ‘Da Simonetti’ ci sono state delle visite molto speciali: “L’inaugurazione ed i giorni successivi -ci dice Flaminia– abbiamo avuto molte visite di amiche e compagne di squadra che sono passate, ognuna di loro è rimasta soddisfatta della cucina. Sono orgogliose di dove sono e di cosa sono riuscita a fare fino ad oggi. Questa per noi è una grande vittoria”.
In chiusura la giocatrice, disponibilissima a parlare di sogni ed ambizioni, ci svela la soddisfazioni di queste settimane: “Proprio qualche giorno fa parlavamo di quanto sia appagante e gratificante quando un cliente che non conosciamo direttamente faccia una foto ad un piatto del nostro ristorante. È veramente una soddisfazione paragonabile al segnare un gol o fare un’assist perché in qualche modo ti riempie e ti rende orgogliosa di tanti sacrifici fatti”.

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