Marie-Louise Eta, la nuova allenatrice dell’Union Berlino, ha esordito contro il Wolfsburg, la prima donna ad allenare una squadra maschile in prima divisione nei cinque principali campionati europei, da tecnico ad interim.
La neo allenatrice aveva dichiarato all’esordio:”Sarebbe bello se si aprissero strade e porte a tutti, per questo match, trovo semplicemente importante e chiaro che ci sia visibilità, ed è bello se, di conseguenza si generi ispirazione per le giovani ragazze vedono tutto ciò che è possibile: che non si può mai escludere nulla e che conta solo il merito, e che si può arrivare ovunque si voglia”.
A poi aggiunto:“Voglio essere vista come allenatrice, non come uno spot pubblicitario!”. Parole forti quelle di Marie-Louise Eta, già nella storia della Bundesliga incaricata ad evitare la retrocessione della sua nuova squadra.
Dopo la nomina a primo tecnico, Marie-Louise ha risposto a qualche domanda di Die Zeit e al Guardian. “Non sono e non voglio essere un’operazione di immagine, ma la persona giusta per questo ruolo. Voglio essere vista come allenatrice, non come uno spot pubblicitario, ha dichiarato, la donna non vuole che il suo genere possa essere sfruttato.
Eta ha anche raccontato il modo in cui ha saputo di diventare l’allenatrice dell’Union Berlino, merito del presidente Dirk Zingler. “Mi ha detto: tocca a te, conto su di te. Il mio obiettivo non è mai stato rafforzare il ruolo delle donne, ma convincere con le prestazioni”.
Infine, la donna ha concluso la sua dichiarazione: “Voglio pensare soltanto al campo e alla salvezza dell’Union Berlino, evitando che la sua promozione possa essere strumentalizzata, capisco l’interesse, ha un significato sociale e comporta una responsabilità, che lo voglia o no. Se posso ispirare altre ragazze, ne sono felice. La visibilità è importante. Non si tratta di genere, lavoro con individui: conta capire cosa serve a ciascuno per dare il meglio”.






