Photo Credit: Ilaria Cocino - Calcio Femminile Italiano

Trastevere fanalino di coda, ma non di sicuro per la grinta con cui scende in campo, ne è una dimostrazione tangibile il risultato finale della partita in casa della Freedom: le amaranto, strappando un punto preziosissimo, tengono ancora viva la fiamma del sogno che potrebbe portarle alla salvezza. Tra le protagoniste di questa squadra c’è la difenditrice Alice Zaghini, che ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano proprio dopo la partita a Cuneo, da lei giocata vestendo una maglia da titolare.

«Inseguire questo sogno è motivo di orgoglio, è quello che ho sempre voluto fare nella mia vita, e con questo sono cresciuta. Portarlo a farne un lavoro, come adesso, mi rende veramente contenta», Zaghini parte dalla passione per il calcio, un sogno nel cassetto da piccolina, un lavoro adesso, motivo d’orgoglio e grande soddisfazione personale per non aver mai smesso di crederci.

La calciatrice ha conosciuto il calcio fin da bambina insieme alle sue amiche sotto casa, e da lì è partito un innamoramento lento, ma costante, che continua ancora oggi costruendo il suo futuro come atleta e come persona: «Avevo cinque anni quando ho iniziato a giocare per divertimento con le mie amiche sotto casa, e da lì è cresciuto e me ne sono innamorata piano piano, e ho costruito quello su cui sto lavorando ora.»

L’arrivo al Trastevere dalla Fiorentina ha permesso alla giocatrice di fare esperienza e di misurarsi con un torneo competitivo, squadre forti e, soprattutto, con il peso della sconfitta e la necessità di trovare le energie per dare il tutto per salvarsi. A suo parere, i frutti dell’impegno della squadra stanno cominciando a vedersi: «Mi sta aiutando tanto, soprattutto come crescita personale, nonostante ci sia stato un periodo non troppo positivo, e non significa che non possa andare meglio, anzi, lo stiamo già vedendo, piano piano. Mi sta aiutando in tante sfide, a trovare tante soluzioni e a mettermi in gioco», ed è mettendosi in gioco che la squadra di Mister Claudio Ciferri pare aver finalmente trovato la fiducia per dare filo da torcere anche a una squadra vista come “più forte” sulla carta.

Il Trastevere si è dimostrato fin dall’arrivo della calciatrice un bell’ambiente che pone al centro le atlete e vuole creare con loro un gruppo solido e attaccato alla maglia anche nei momenti più complicati: «La prima cosa che ho trovato è una grande famiglia, attaccata alla maglia, e questo mi ha dato motivo di forza, di crederci, di credere in qualcosa, anche nei momenti più difficili, perché con l’aiuto delle compagne, dello Staff e della Società ci siamo aiutate e ci stiamo aiutando tanto. Si può sempre fare di meglio, certo, e stiamo lavorando per questo.»

Zaghini ha poi dedicato alcune parole d’affetto al ruolo della difenditrice, colei che si occupa della retroguardia e ha l’ultima parola prima della portiera. La responsabilità che deriva da quella porzione di rettangolo verde non è però un problema, perché per lei giocare in difesa è sempre stata una «passione, osservare tutto, avere anche il controllo di quello che vedo. L’ho sempre portato avanti, e ho deciso che era quello il mio destino. Direi che è una “responsabilità”, perché mi piace averne tanta, ma questo non è un peso, e l’ho sempre portato con orgoglio, e continuo a farlo.»

Sono tre le partite con la maglia del Trastevere che Zaghini porterà con sé come ricordo e come esperienze di vita da cui prendere esempio: «La prima è quella contro il Bologna, con una vittoria molto importante per noi che ci ha fatto credere ancora di più in noi stesse: vincere contro una squadra di questo livello in questo campionato non è stato semplice, però siamo riuscite a portarcela a casa. L’altra partita è un risultato che ci ha lasciato l’amaro in bocca, ed è stata a Como: contro una squadra così ambiziosa e preparata non abbiamo esitato, siamo andate grintose, e possiamo essere orgogliose di quello che abbiamo fatto. La terza, secondo me, è quella contro la Freedom: ho visto una squadra che è scesa in campo, con niente da perdere e solo con la voglia di dimostrare a noi stesse di essere all’altezza e a chi ci guarda che ci siamo, siamo qua e siamo in questo campionato», tre match disputati faccia a faccia con altrettante avversarie di valore contro cui il Trastevere non si è fatto cogliere impreparato.

Quando pensa al Trastevere, a Zaghini vengono in mente dei valori che sente anche parte della propria personalità e di cui trova traccia nel modo in cui affronta, giorno dopo giorno, gli ostacoli che le si presentano davanti agli occhi, senza perdere la grinta: «Sicuramente costruire rapporti umani prima ancora che professionali, avere tante compagne che mi hanno integrato da subito, come anche lo Staff, è stato motivo per me anche di leggerezza. Condivido anche il fatto della grinta, del non mollare mai: nonostante non ci aspettassimo un primo periodo così negativo, continuiamo, perseveriamo, e questo è anche motivo d’orgoglio per la Società.»

In conclusione, Zaghini ha affermato che la squadra amaranto ha margini di miglioramento e di incasellamento all’interno del campionato di Serie B. Per questo motivo, la giocatrice non ritiene così utopistico pensare a una possibile salvezza: «Credo che possiamo migliorare, come stiamo dimostrando, e toglierci tante soddisfazioni lavorandoci costantemente, tutti i giorni, migliorando prima in allenamento e poi portandolo la domenica davanti a tutti e portandosi a casa il risultato. Possiamo fare bene, credo che possiamo salvarci, ci dobbiamo credere.»

Si ringraziano Alice Zaghini, la Team Manager Flaminia Lombardozzi e il Trastevere Calcio Women per il tempo, la disponibilità e la grandissima fiducia.

Ilaria Cocino
Appassionarmi allo sport è stato semplice: qualche gol degli Azzurri al Mondiale 2006, qualche punto spettacolare di dritto, qualche schiacciata nel campo avversario, qualche canestro impossibile. Sono un'aspirante giornalista sportiva che segue con passione il movimento calcistico al femminile da ormai qualche anno e tenta, attraverso il suo piccolo contributo, di trasformarlo nella quotidianità di chi legge e di renderlo qualcosa di più di una semplice meteora: il potere delle parole è inestimabile, e spenderle per queste ragazze è un privilegio immenso e una grande responsabilità.

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