Cesena vs Trastevere non è stata soltanto una vittoria che ha permesso alle bianconere di allontanare il Bologna in classifica: per Jessica Ciano si è trasformata in una grande liberazione, un obiettivo raggiunto, prefissato a inizio stagione, che ha finalmente potuto cancellare dalla lista di cose da fare con la maglia del Cavalluccio, ovvero il suo primo gol per il Cesena. La classe 2006 arrivata in prestito dall’Inter si è raccontata alla Redazione di Calcio Femminile Italiano in un’intervista in esclusiva.
Ciano si è confrontata per la prima volta con il calcio quando era ancora molto piccola, a circa sei anni, tra le mura di casa insieme a dei ragazzini che abitavano vicino a lei, ma è stato a una fiera che ha incontrato, come si suol dire, “la persona giusta al momento giusto” che l’ha poi fatta immergere nell’avventura più bella della sua vita: «Ho iniziato a circa sei anni giocando con dei ragazzi che abitavano vicino a me nel parchetto condiviso sotto casa. Giocavamo lì tutti i giorni, in estate, dal mattino alla sera finché, avvicinandosi settembre, a una fiera in cui mi sono messa a giocare con dei bambini, c’era un allenatore che mi ha visto e ha chiesto ai miei se potevo iniziare una prova», e da quella semplice “prova” sono arrivati allenamenti, partite, la consapevolezza di poter scrivere un sogno sul diario segreto e di non doverselo tenere per sé per sempre.
Ciano ricorda bene il primo paio di scarpini, il punto di svolta: «I miei primi scarpini mi furono regalati da quest’allenatore, ricordo che ero un sacco emozionata. Dovevo iniziare con i maschi, quindi ero anche un po’ spaventata, perché era anche la prima volta, ma appena ho toccato il pallone ho capito che era quello che volevo fare», e ricorda anche in maniera molto nitida il suo esordio indossandoli su un rettangolo verde da “calciatrice” e non da “bambina appassionata”, in un gruppo di bambini che condividevano lo stesso sogno. Poi, subito dopo, è arrivata la squadra di sole ragazze, che è stata un’emozione importante che ha già messo nero su bianco le sue immense qualità: «Ero emozionata, sono subito partita con quelle più grandi, provavo emozione, felicità, un po’ di paura, con la consapevolezza che era un passo avanti, avendo cominciato con i maschi.»
La storia d’amore con l’Inter ha avuto inizio dopo un primo periodo trascorso anzitutto al Tabiago e, successivamente, al Lecco. Le due squadre che hanno preceduto l’exploit calcistico di Ciano le hanno lasciato dei valori importanti che la giocatrice ha reso propri per poter crescere come atleta e come persona: «Sicuramente le basi, tipo il sacrificio, il rispetto, ma soprattutto la fame di migliorare ogni giorno: sono realtà che ti insegnano a lavorare in silenzio e a non dare niente per scontato, che è la cosa più importante. Arrivi dal “niente”, e quindi hai questa fame di fare sempre di più», ed è stato “dal niente” che ha rapito gli occhi della squadra nerazzurra, con cui ha avuto l’onore di intraprendere una carriera nel suo settore Primavera. L’esordio con la maglia dell’Inter Primavera è stato «Un’emozione davvero fortissima, un sogno che si avverava. Non so neanche descriverla, non ci credevo. Quando sono entrata in campo per la prima volta giocando con l’Inter non avevo ancora realizzato, è stato un orgoglio davvero. Sembrava un sogno irraggiungibile», ed è stato quel sogno a dare forma al suo futuro.
Un’altra emozione che non ha descrizione, ma solo voce e ricordi, è la maglia della Nazionale italiana, che la classe 2006 indossa sempre con orgoglio e ritiene prima di tutto un privilegio e una responsabilità. Se l’Inter era un sogno che si avverava, «La maglia azzurra è qualcosa che non si può spiegare fino in fondo, ogni volta che la indossi senti una grande responsabilità, rappresenti il tuo Paese ed è un privilegio. Ti ricorda tanto da dove vieni e perché stai giocando, penso sempre a dove sono partita e dove sono arrivata, e lascia sempre una carica diversa e una motivazione in più per dare di più» «è un grande orgoglio, non tutti riescono ad arrivarci.»
Terminato il percorso con la maglia dell’Inter Primavera, Ciano è stata chiamata dal Cesena di Mister Roberto Rossi, ed è con i colori del Cavalluccio che è scesa in campo per la prima volta in un campionato di Serie B, un ambiente e un torneo che ha sfaccettature molto diverse da quelle a cui era abituata; con la maglia del Cesena, però, la giovane calciatrice sta trovando un porto sicuro in cui crescere, uscire dalla sua quotidianità e sperimentare, di giorno in giorno, cose nuove che possano restarle anche nel futuro: «La cosa principale che mi ha convinto è stata la fiducia che mi hanno subito dato dalla prima chiamata, ho sentito che potevo crescere davvero, che l’ambiente era un bell’ambiente in cui mettermi alla prova; è un campionato competitivo, lo risceglierei perché mi sta facendo crescere tanto come giocatrice e come persona, e secondo me uscire dalla mia comfort zone mi è servito. Qui c’è anche gente esperta e che magari ha già avuto esperienza in Serie A, è completamente diverso.»
Passato il giro di boa in serie cadetta, Ciano è già riuscita a trovare tre parole che raccontano, a coloro che non la vivono di prima persona, la competitività, la sfida e il peso che ha questo torneo: «”Responsabilità”, perché qui ogni scelta pesa, e ogni partita conta, e non puoi abbassare la guardia neanche un secondo, cosa che magari in Primavera riuscivi a fare, perché c’erano anche delle partite che potevi finire 7 o 8 a zero. “Fame”, perché ogni partita lascia la voglia di fare ancora di più e di non accontentarsi mai. “Cambiamento”, perché ho affrontato un nuovo ambiente, un nuovo livello, un nuovo campionato, e mi aiuterà a crescere tanto.»
Dopo una vita in bianconero, la Capitana storica Elena Casadei ha salutato a malincuore la squadra che in lei non ha mai smesso di credere, lasciando vacante il numero 7. Quel numero l’ha poi scelto Jessica Ciano, che lo porta sulle spalle consapevole di quanto possa essere pesante, ma con l’atteggiamento giusto che quel numero tanto ambito richiede: «Il 7 l’ho sempre avuto, fin da bambina, in qualsiasi squadra io abbia giocato. L’ho scelto perché dà all’occhio, ha personalità, carattere, ed è da giocatrici che vogliono incidere, quindi credo che mi rappresenti. Ci sono molto legata, è “il mio numero”.»
Le differenze tra il Campionato Primavera e la Serie B sono visibili a occhio nudo e le percepisce ogni volta che Mister Rossi la schiera da titolare o le dà qualche scampolo di partita da subentrata. Ciano ha già notato dei miglioramenti nel proprio modo di giocare, e ha anche costruito una nuova consapevolezza riguardo a quei piccoli dettagli su cui deve lavorare per “diventare grande”: «La differenza principale è l’intensità e, soprattutto, la gestione dei momenti della partita. In Serie B ogni errore lo paghi, e le squadre sono più ciniche, fisicamente strutturate e più esperte. Sono migliorata nella lettura delle situazioni, in cui prima magari facevo più fatica, e nella gestione del ritmo, che è aumentato. Sto ancora lavorando sulla continuità e sulla cattiveria sottoporta, perché a questi livelli fanno la differenza, questo secondo me è questa la cosa più importante in cui devo migliorare.»
Il 7 è un numero che lo scorso anno è ritornato nelle reti segnate dalla giovane calciatrice nel Campionato Primavera con la maglia dell’Inter, e quella con il Cesena sembrava invece destinata a non arrivare mai, malgrado le prestazioni di altissimo livello e gli assist confezionati alle compagne dall’inizio della stagione a oggi, ben 4. Contro il Trastevere, nell’ultima di campionato tra le mura amiche di Martorano, Ciano ha segnato il suo primo gol per la formazione romagnola, una rete tanto cercata e decisiva per scrivere, oltre al proprio nome sul tabellino delle marcatrici, un’altra vittoria nel percorso che “il giovane Cesena” sta facendo in Serie B. Per Ciano, segnare è stato «una liberazione, perché l’aspettavo, lo cercavo, e quando è arrivato è stato un mix di gioia e sollievo. Quando ho segnato la prima cosa che ho detto è stata “Finalmente” mentre mi abbracciavano le mie compagne. Segnare in una partita difficile come quella l’ha reso ancora più speciale, perché era una partita in bilico, eravamo sull’1 a 0 e, anche se il Trastevere pensi sia una partita facile in realtà sono quelle, le partite difficili. Sono contenta, è stato un mix di gioia», e la calciatrice ha anche le idee ben chiare: non sceglie tra gol e assist, perché «Che sia un gol o un assist, l’importante è essere decisivi quando serve, quindi quando riesco a dare un contributo è come se il gol l’avessi fatto io.»
Jessica Ciano ha conosciuto il calcio insieme ai suoi amici e, grazie a una persona di fiducia che ne ha avuta in lei, è riuscita a raggiungere l’Inter, coronando un sogno che coltivava fin da bambina e che sembrava essere troppo lontano. Anche se la sua strada col nerazzurro si è separata, almeno per questa stagione, si sta inserendo molto bene in un campionato totalmente diverso dalla Primavera che di certo l’ha già fatta maturare e le ha fornito una nuova consapevolezza di sé, e la stagione per migliorarsi è ancora lunga.
Si ringraziano Jessica Ciano, l’addetto stampa Filippo Minardi e il Cesena Calcio Femminile per il tempo, la fiducia e l’immensa disponibilità.






