Photo Credit: Acf Brescia Calcio Femminile

Il Brescia sta per cominciare il 2026 andando domenica in casa del Bologna alle 14:30 per la tredicesima giornata di Serie B e il gruppo di Damiano Zenoni, attualmente quinto in classifica e reduce dall’amichevole persa contro il Como Women, proverà ad ottenere il settimo risultato utile di fila.
In attesa di questa partita abbiamo intervistato Martina Viviani, attaccante classe ’06 che ha giocato nelle giovanili di Monza ed Inter e per lei si tratta della sua prima avventura in prima squadra.

Martina cosa significa per te giocare a pallone?
«Giocare a pallone è il centro della mia vita, ovviamente lasciando un posto anche allo studio, ma diciamo che negli ultimi anni sto adattando a tutta la mia vita al calcio che è anche uno dei modi che ho forse il principale di spegnere qualsiasi altro pensiero».

Come hai scoperto di essere un’attaccante?
«In realtà giocavo a basket fino al 2018, dopodiché ho iniziato a giocare a calcio al campetto con mio fratello e sono sempre stata in porta. Poi, un giorno, c’era la squadra dell’oratorio di San Carlo (che si trova a Gorgonzola, in provincia di Milano, ndr) che mi avevano proposto di giocare con loro ad un torneo a porte aperte e il mister di quella squadra aveva deciso di mettermi “in punta” però io all’epoca non sapevo cosa fosse e quindi ero andata da mio papà chiedendogli il significato e lui mia padre aveva risposto che dovevo stare in attacco: in quella partita ero riuscita a fare gol e in quel momento avevo capito di essere un’attaccante».

Da quest’estate hai deciso di far parte del Brescia: cosa ti ha colpito di questa società?
«Uno dei motivi che mi hanno portato a Brescia è la storia di questa società che ha fatto crescere un sacco di calciatrici che, ora, sono di livello nazionale e quindi, appena ho saputo che c’era la possibilità, l’ho accettata senza pensarci due volte».

Per te, tra l’altro, è il tuo debutto nel calcio delle grandi, visto che in passato hai fatto la trafila nelle giovanili sia del Monza che dell’Inter…
«Diciamo che ho notato molte differenze: velocità e forze nei passaggi, intensità, organizzazione e preparazione delle partite».

Le prime dodici giornate del Brescia sono state, senza alcun dubbio, positive: infatti, la squadra occupa il quinto posto di Serie B. Ti aspettavi di fare questo cammino?
«Sin dai primi allenamenti avevo l’impressione che fossimo una squadra davvero forte, nel senso che abbiamo un’entità di gruppo con molte forze individuali che, secondo me, pian piano stiamo affinando sempre di più, in modo da potercela giocare anche con squadre più importanti del campionato perché siamo in grado di farlo».

C’è stata la sosta invernale e, adesso che è finita, il Brescia si prepara a ritornare in campo andando ad affrontare in trasferta il Bologna: una sfida difficile, ma l’obiettivo sarebbe quello di ottenere il settimo risultato utile consecutivo.
«L’obiettivo in realtà sarebbe quello di vincere. perché siamo convinte delle nostre capacità. Siamo tornate molto bene dalla sosta invernale, nonostante avessimo avuto una settimana di stop, ma ci stiamo allenando bene in questi giorni e siamo convinte che, se giochiamo come sappiamo fare, possiamo portarci a casa anche questa partita, nonostante il Bologna sia una delle migliori squadre del campionato insieme al Como».

Che impressioni hai avuto, sino a questo momento, sulla Serie B?
«A livello di campo c’è molta più intensità e ogni partita è una storia a sé stante, dove tutte le squadre se la possono giocare con chiunque».

Qual è la squadra di B che ti ha colpito più di tutte finora?
«Quella che mi ha colpito più di tutte è il Cesena, perché è una squadra molto giovane nel quale ci sono alcune giocatrici che conosco: sono molto fresche di mente di testa e si capiscono molto in campo».

Com’è la tua vita fuori dal rettangolo di gioco?
«La mia vita fuori dal rettangolo di gioco è fatta di calcio e studio: infatti, sto frequentando il secondo anno all’università Cattolica di Milano nella facoltà di Economia e Gestioni Aziendali. Nel tempo libero leggo libri, cerco di viaggiare il più possibile e poi, quando posso, torno a casa per vedere la mia famiglia e i miei amici».

Quali sono i propositi per il tuo 2026?
«Vorrei ritagliarmi sempre più spazio nella squadra e magari anche fare qualche gol, ma soprattutto mi piacerebbe arrivare più in alto possibile col Brescia. Poi, mi piacerebbe visitare la Spagna, un paese che mi piace molto, ma anche quello di finire tutti gli esami del secondo anno di università».

Cosa vorresti dire alle tue compagne del Brescia in vista della ripresa del campionato?
«Dobbiamo credere in noi stesse: ci aspetterà una grande prova e un successo al Bologna ci potrebbe dare la spinta giusta per iniziare al meglio il nuovo anno».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’Acf Brescia Calcio Femminile e Martina Viviani per la disponibilità.

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha tre esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio, ManerbioWeek e BresciaOggi, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.

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