Photo Credit: Venezia FC

Una squadra alla ricerca della retta via ed uno stop imminente che potrà aiutare nell’organizzazione di idee e nell’intervento ove necessario. Sarà, quindi, ancora un po’ il tempo delle analisi e delle scelte a provare a riallineare il Venezia alle ambizioni di partenza e tornare a correre verso traguardi più in linea con il valore del gruppo.

In questa seconda parte del percorso, a palesarsi sono stati esiti da montagna russa: le due cadute in apertura, poi la super vittoria in casa Trastevere che ha lasciato spazio ad un esito in equilibrio e ad un’altra discesa. Con il ritorno in campo all’orizzonte, la arancioneroverde intende “strappare” quelle soddisfazioni che finora sono rimaste ancora in parte intraviste: come lo sappiamo? Lo ha evidenziato Melissa Doneda, centrocampista 2003 della realtà veneta, in un racconto viscerale alla nostra redazione.

Dopo quella vittoria del campionato di serie C ne hai fatta di strada ma i colori non sono cambiati: quello col Venezia, infatti, si rivela ancora oggi un legame davvero indissolubile, arricchito dalla presenza di compagne che fanno la differenza. In che modo senti di star difendendo ed onorando questa maglia?

«Venezia mi ha accolta fin da subito facendomi sentire parte di una famiglia, e in questi anni ho vissuto emozioni fortissime che porterò sempre con me. Il salto di categoria può farsi sentire e la classifica oggi lo dimostra, ma onorare questa maglia significa anche questo: dare tutto, soprattutto nei momenti più difficili, ricordare i sacrifici fatti l’anno scorso per conquistare il passaggio e continuare a lottare ogni giorno, con orgoglio e senso di responsabilità, per difendere questi colori.

Siamo un gruppo unito, che lavora con determinazione e consapevolezza; sono convinta che, restando compatte e continuando a credere nel nostro percorso, potremo toglierci le soddisfazioni che meritiamo».

Sul piano campionato – la cui fase di ritorno è ormai stata aperta – qualche risultato stenta ad arrivare, ma il vostro è un gruppo che non abbassa mai la testa. Anche in questi momenti la sofferenza condivisa sembra fungere da ulteriore costruzione di un’identità di squadra: quale è l’anima collettiva, quella che non si sgretola mai? Cosa c’è ancora da dimostrare?

«Rispetto alla scorsa stagione tante giocatrici sono cambiate e questo significa dover ricostruire equilibri, conoscersi, trovare nuove intese; anche questo fa parte del percorso di crescita. L’anima collettiva si costruisce ogni giorno, negli allenamenti fatti con intensità, nei confronti sinceri e nel sostenerci quando le cose non girano.

La sofferenza condivisa, in questo momento, sta diventando un collante: affrontare insieme le difficoltà ci sta rendendo più compatte e consapevoli. Cosa c’è ancora da dimostrare? Che questo gruppo ha valori solidi e merita questa categoria, che sa reagire e trasformare le difficoltà in forza e che, fino all’ultima giornata, daremo tutto, a testa alta».

Squilli positivi, ad ogni modo, ultimamente sono arrivati e qualche punto, utile anche all’umore, è stato raccolto. Di recente la gara in casa Brescia, però, vi ha viste subire lo stesso risultato d’andata: questione di episodi e giusto esito o risultato “falso” perché meritavate di più?

«Domenica abbiamo giocato un ottimo calcio e condotto il gioco per larghi tratti, pur di fronte ad una squadra molto forte.
Nelle ultime partite ha giocato molto la sfortuna e singoli episodi, ma chi ha assistito alle ultime gare ha sicuramente constatato che tutte le giocatrici scese in campo o presenti in panchina stanno lottando generosamente e dimostrando di poter competere con chiunque
».

Ora una pausa per ricaricare le pile ed analizzare quanto fatto finora, poi il Cesena che in fase iniziale aveva lasciato l’amaro in bocca. Cosa ti aspetti da questo stop e – seppur ancora lontano – dal prossimo appuntamento da calendario?

«Per come stiamo giocando ora, la pausa forse non ci voleva.
Sicuramente sfrutteremo queste settimane per lavorare e ricaricare le pile; sono sicura che lo staff ci metterà nelle condizioni migliori per affrontare il rush finale e tentare fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata di salvarci
».

Guardando all’orizzonte circa il prosieguo, cosa ti auguri?

«Per il mio futuro sportivo mi auguro prima di tutto di continuare a crescere, come calciatrice e come persona; voglio migliorarmi ogni giorno, alzare sempre di più il mio livello e farmi trovare pronta alle sfide che verranno.
Mi auguro di togliermi soddisfazioni importanti, di raggiungere obiettivi di squadra che siano frutto del lavoro e dei sacrifici fatti insieme, e di poter continuare a vivere emozioni forti come quelle che il calcio sa regalare.

Il mio obiettivo è costruire un percorso solido, fatto di impegno, costanza e passione, senza mai smettere di credere in quello che faccio».

Si ringrazia Melissa Doneda e la società tutta per la gentile concessione.

Eleonora Mereu
Aspirante giornalista cagliaritana. Quella per lo sport femminile? Una passione nata anni fa, che mi spinge ora ad impugnare una penna per dar voce, nel mio piccolo, alle piccole e grandi realtà. Con le ragazze della Nazionale ho imparato ad apprezzare ancora di più il settore, percependo quanto scrivere sia un privilegio più che una missione, che va portato avanti con rispetto ed un reale sentimento per il movimento.

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