«Partenza male: la Freedom ha fatto molto meglio di noi e meritava il gol, poi abbiamo cambiato modulo, abbiamo trovato altre letture e siamo cresciute. Venire qua a fare la partita non era semplice, però abbiamo provato a giochicchiare. Siamo andate in vantaggio, la Freedom è però forte e ci ha fatto male. Il gol è un po’ una beffa per com’è arrivato. 1 pari, e dall’uno pari non abbiamo mollato un centimetro, siamo state squadra, e speriamo che in futuro la fortuna giri anche a nostro favore. Noi ci siamo, siamo vive e non molliamo un centimetro. Il calcio può essere crudele. Può darsi che retrocederemo, però noi siamo vive», Mister Claudio Ciferri ha aperto così la sua intervista in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano, raccontando quella che è stata la partita in casa della Freedom al “Paschiero” di Cuneo. Il “suo” Trastevere, ormai si può dire per il peso specifico che ricopre l’allenatore nel percorso portato avanti dal gruppo amaranto, sta lottando centimetro dopo centimetro per provare a conquistarsi la permanenza in Serie B, benché sulla strada siano disseminati innumerevoli ostacoli.
La storia del Trastevere scrive le sue prime parole appena sei anni fa nel mondo del calcio a 11 femminile, dopo aver ricevuto il “la” da parte di quello a 5. Mister Claudio Ciferri è stato tra i fautori della crescita del progetto amaranto nel calcio femminile insieme al Presidente della squadra, Pierluigi Betturri, e a Mister Fabrizio Marchetti. Da lì la strada si è spianata da sola, e l’Eccellenza ha fatto da spartiacque: «Il Presidente Pierluigi Betturri e io abbiamo costruito questa squadra dal nulla. Abbiamo creato il movimento femminile prima con il calcio a 5 portandolo dalla Serie D alla Serie C1 e grazie anche al Mister Fabrizio Marchetti. Siamo partiti poi con il calcio a 11 in epoca Covid e siamo riusciti in pochissimi anni a fare una cavalcata importante. Dopo la vittoria del Campionato di Eccellenza siamo stati protagonisti della Serie C, con delle ragazze che oggi sono ancora con noi.»
Il capitolo più bello che parla delle amaranto si rivede nella loro storia in Serie C, dapprima un susseguirsi di campionati persi per un soffio, poi una suggestione verso la Serie B, ritenuta quasi irraggiungibile, e infine un momento di apertura verso qualcosa di più grande, come la serie cadetta ha dimostrato di essere, senza però fare a meno del proprio motto “Senza niente per avere tutto”, perché a Trastevere si prova a centrare la Promozione, la salvezza, le vittorie affidandosi soprattutto alla passione, all’amore per la maglia e la squadra e al lavoro delle ragazze: «In Serie C eravamo “gli eterni secondi”, perché eravamo sempre a un passo dal vincere il campionato e poi c’era sempre qualcosa che non andava. L’anno scorso, da quarti in classifica a gennaio, ci siamo guardati in faccia e non avevamo nulla da perdere e abbiamo fatto una cavalcata di dieci vittorie consecutive con zero gol subiti vincendo gli scontri diretti con Frosinone, Roma CF e Gerbison, che erano forse anche più quotate di noi per la struttura societaria che hanno alle spalle, specialmente economica, e invece noi, come il nostro motto, “senza niente per avere tutto”, abbiamo fatto un piccolo miracolo sportivo.»
Il miracolo sportivo messo a segno in Serie C non si è purtroppo ripetuto in Serie B, un torneo in cui contano l’esperienza, le giocatrici che fanno la differenza e un insieme di altri fattori che il Trastevere sta comprendendo adesso, alla sua prima e storica annata in questo campionato. Malgrado le difficoltà riscontrate sul campo e contro le corazzate ormai assodate del campionato, il Trastevere ha avuto e ha il pregio di dare spazio alle giovani, come sottolinea Ciferri, che si concentra in particolare sulla finestra di mercato di gennaio. I nuovi innesti in casa amaranto, all’esordio fin dal loro arrivo contro la Freedom, sono lo specchio della filosofia capitolina, ovvero concedere spazio alle giovani per aiutarle a crescere e a diventare determinanti: «Sicuramente in Serie B è cambiato tutto: hai bisogno di giocatrici importanti, che facciano la differenza. Noi ne abbiamo, ma abbiamo anche tante giovani, e se guardiamo i risultati perdiamo sempre per piccoli episodi, lavoriamo con le giovani. Riusciamo a dare spazio a tutte queste ragazze che sono sulla rampa di lancio; adesso abbiamo preso tre prestiti dal Napoli, Gianfico, Penzo e Vischi, che ci daranno una grossa mano. Ringrazio il Direttore, Stefano, che ha spinto per il progetto Trastevere, perché sa quanto spazio diamo alle giovani.»
Le tre giocatrici in arrivo in prestito dal Napoli non hanno sfigurato alla prima con la maglia amaranto: «Penzo veniva da un piccolo acciacco, è entrata in campo e ha fatto gol; Vischi ha fatto un partitone di sacrificio, è una giocatrice molto tecnica e con molta qualità e ha portato tanta personalità per lavorare con la squadra. Gianfico è una 2008 che ha tanta prospettiva, deve lavorare tantissimo e deve giocare il più possibile per poter arrivare a grandi palcoscenici, e le auguriamo il meglio possibile.»
Per la Società conta molto il territorio e il coinvolgimento di ragazze, come si è visto in particolare al momento di costruire la squadra, nate e cresciute nel quartiere o in quelli limitrofi. Eleonora Serao, ex Capitana della squadra amaranto, è tra le giocatrici più rappresentative di quest’idea secondo cui, se vuoi giocare al Trastevere e difenderne i colori sul rettangolo verde, devi dare l’anima e non farti intimorire dall’avversaria, indipendentemente dal suo valore presunto sulla carta; con lo spettro della retrocessione che incombe come una presenza sgradita, le ragazze di Mister Ciferri riescono comunque a trarre il bicchiere mezzo pieno e a considerare le sconfitte come una somma di momenti che in futuro regaleranno esperienza e consapevolezza nei propri mezzi: «Siamo cresciuti con quasi tutte ragazze del quartiere o quartieri limitrofi, come l’ex Capitana Eleonora Serao, che adesso non è più in squadra, o Chiara Lorè, ragazze che hanno fatto di tutto per la maglia e fatto sì che il Trastevere stia dov’è adesso. Noi facciamo il massimo per le ragazze, sicuramente non abbiamo alle spalle una Società professionistica con tanti introiti e strutture, però proviamo a fare il meglio con quello che abbiamo. Magari retrocederemo, ma siamo una Società che dopo sei anni nel femminile si trova in Serie B a lottare con squadre importanti: abbiamo perso 1 a 0 contro il Como, 1 a 0 col Cesena, abbiamo vinto col Bologna, con la Freedom abbiamo fatto risultato. Non è da tutti andare con tante giovani in campo e lottare per ogni centimetro e per la squadra e il gruppo.»
Parlando a cuore aperto, il tecnico amaranto ha dichiarato che non si sarebbe mai immaginato di vestire i panni dell’allenatore di una Prima Squadra femminile, in quanto il suo obiettivo era di lavorare come Direttore Sportivo, ma questo percorso con il Trastevere non sta dando bei momenti, belle soddisfazioni, bei ricordi e bellissime esperienze di vita soltanto alle sue ragazze. Se c’è un aspetto su cui non transige è la possibilità di vedere un errore come motivo di crescita personale, perché quello dell’allenatore non è un mestiere semplice: «Il mio sogno era fare il Direttore Sportivo fin da bambino, poi mi sono ritrovato quasi per gioco in questo “doppio ruolo”, perché anch’io vado a fare scouting per le giocatrici che vogliamo prendere. Non pensavo; è logico che noi scendiamo in campo per portare a casa la vittoria, e questa è sempre stata la mentalità del Trastevere, non abbiamo paura di sporcarci, di andare in campo con squadre più forti e ce la mettiamo tutta. Faccio questo da sei anni, per ora ho fatto bene, poi parlerà sempre il campo. Come tanti, sbaglio: abbiamo vinto due campionati, ma ne abbiamo persi tre, e siamo “dei vincenti”, ma sono più le volte che abbiamo perso che quelle che abbiamo vinto, e non è semplice fare l’allenatore.»
Si ringraziano Mister Claudio Ciferri, la Responsabile del Settore Femminile Flaminia Lombardozzi, l’addetto stampa Valerio d’Epifanio e il Trastevere Calcio Women per la gentile concessione, il tempo e la grande disponibilità.






