Photo Credit: FIGC/ACF Arezzo

Un anno intenso, dalle motivazioni rosee e dalla fiducia copri-tappe “traballanti”. Una stagione compiuta da chi vuole far durare i sogni (e non solo), la prima sotto la direzione generale di Roberto Cucciniello, figura centrale del gruppo ACF Arezzo.

È un lavoro collettivo e sinergico, però, quello della società appena citata, con un background che evoca emozioni di natura positiva; c’è, quindi, di più oltre il decimo gradino centrato dalla rosa di mister Benedetti, valso il timbro anticipato sulla medesima categoria: a raccontarlo in esclusiva ai nostri microfoni proprio il DG che si è lasciato andare a descrizioni inedite su quanto percorso.

Una stagione tutta identità e salvezza quella della Prima Squadra dell’ACF, vissuta non propriamente nelle zone “nobili” della classifica ma con tanta voglia di rimediare a quelli che sono stati dei veri e propri imprevisti facili. Che bilancio farebbe del percorso archiviato?

«Non è stata la stagione che ci aspettavamo, ma è stata comunque positiva. Abbiamo avuto l’opportunità di far esordire tante ragazze giovani (la nostra era una delle squadre con una età media più bassa in categoria) e, nel corso dell’annata, abbiamo avuto purtroppo degli infortuni importanti che ci hanno privato dell’apporto di giocatrici fondamentali. Nonostante tutto siamo riusciti ad ottenere la permanenza in categoria senza grossi patemi».

Personalmente, invece, come ha vissuto la sua prima volta nel ruolo ricoperto, dopo il lavoro come team manager delle “grandi”?

«Prima di tutto voglio ringraziare il Presidente che mi ha dato questa opportunità dopo solo un anno che ero entrato a far parte della grande famiglia dell’ACF Arezzo. È stata sicuramente una stagione in cui ho commesso anche qualche errore dovuto alla generosità di rispondere a tutte le esigenze delle squadre (dalla prima fino alle più piccole del settore giovanile), ma cercherò di farne tesoro per poter migliorarmi sempre più ed offrire il supporto migliore a tutte le nostre realtà.

Ad ogni modo, se devo stilare un mio bilancio personale, credo di aver fatto un discreto lavoro, e probabilmente anche i risultati, sia sportivi che in tema di logistica e organizzazione, mi hanno dato ragione».

A novembre – momento in cui i risultati apparivano particolarmente altalenanti – ha parlato in modo diretto di scelte sbagliate sul campo, di errori troppo evidenti e di un percorso che non rispecchiava quanto ambito dalla società. Riecheggia ancora una frase molto importante da lei pronunciata: “è necessaria una riflessione perché la responsabilità è di tutti”; alla fine quella riflessione quanto è servita a dare una sterzata al lavoro collettivo?

«Sì, è stato un momento particolarmente delicato e ho ritenuto opportuno metterci la faccia perché, quando si va incontro a questi periodi negativi, non è giusto puntare l’indice contro una sola componente, viceversa mi piace pensare che, come le vittorie hanno tanti padri, anche le sconfitte siano figlie di tante componenti; anche a livello dirigenziale non bisogna sottrarsi a un’autocritica e ad un’analisi approfondita di quello che ha portato a non ottenere quanto ci eravamo prefissati.

La mia frase? Non credo sia stata quella a cambiare le cose, ma in effetti, dopo quella partita, c’è stata una buona reazione generale che ha condotto a segnali diversi; il merito è solo dell’applicazione che hanno messo staff tecnico e ragazze, non certo la mia intervista che serviva solo per schermare il gruppo e farlo sentire protetto e al sicuro senza esporlo troppo mediaticamente».

Nel DNA dell’Arezzo (come società, s’intende) l’obiettivo di alzare l’asticella e di preservare allo stesso tempo una identità ormai consolidata è sempre stato evidente: il tema si allarga anche al settore giovanile, base di ogni progetto sportivo. L’under 15 e 17, infatti, risultano tra le formazioni più forti della Nazione, ma il club si conferma particolarmente attento alla crescita delle interessate, al di là dei risultati…

«Il nostro obiettivo è sicuramente quello di migliorarci anno dopo anno, di crescere senza voli pindarici e riservare particolare attenzione a quello che è il nostro bacino di utenza, al nostro territorio per cui lo sviluppo del settore giovanile iniziato già da qualche anno sta cominciando a dare dei frutti importanti.

Le nostre formazioni under 15 under 17 primeggiano a livello nazionale ma devo dire che anche a livello della scuola calcio under 12, under 11 ed under 10 stiamo ottenendo veramente dei risultati importantissimi, sia in tema di presenze presso le nostre strutture che di prestazioni sportive. La nostra Primavera, poi, si confronta con la massima serie e con realtà professionistiche importanti e riesce sempre a ben figurare; non dimentichiamo che il prossimo anno tante ragazze di questa formazione saliranno in prima squadra e questo è il risultato più significativo. Credo che questa sia la strada giusta e sostenibile per una società delle nostre dimensioni».

Per la prossima cavalcata si immagina ci saranno delle modifiche per quanto concerne l’organico, un organico che dovrà certamente rispondere al meglio alle richieste di una categoria già vissuta ed affrontata. Secondo lei dove si dovrà intervenire maggiormente?

«Come ogni stagione ci saranno delle variazioni, sia perché alcune ragazze avranno offerte importanti dalla categoria superiore, sia perché è giusto intervenire nei reparti dove siamo stati più in difficoltà.

Da qualche giorno è al lavoro una nuova figura che curerà la parte tecnica: Alessandro Bacci, amico e profilo con esperienza calcistica importante alle spalle. Sono sicuro che saprà affrontare al meglio quelle che saranno le esigenze dello staff per allestire una formazione competitiva».

“Let’s change the topic” diremmo in inglese come invito a cambiare argomento…se potesse rubare un segreto od una caratteristica ad un’altra realtà calcistica non solo italiana ma anche estera, quale sarebbe?

«Non perché sia presuntuoso o creda di fare tutto bene, ma, sinceramente, mi piace guardare in casa e cercare di migliorare tutto quello che non funziona. Nella nostra testa abbiamo il nostro progetto e, tutte le volte che ci incontriamo col Presidente, ce lo ripetiamo: sappiamo cosa dobbiamo fare e in quanto tempo.

Dobbiamo portare avanti i nostri programmi secondo quella che è la nostra filosofia e le linee guida che la proprietà ci ha sempre indicato in maniera chiara e trasparente».

E se non facesse il direttore, sarebbe sicuramente…?

«il primo tifoso di questa meravigliosa società e di queste fantastiche ragazze che, pur di coltivare la loro passione, fanno dei sacrifici inimmaginabili!».

Si è parlato di quadra, collettività e segnali. Salutiamoci con una espressione tipica della sua terra che possa servire da augurio e da stimolo per il futuro!

«Alò citte amaranto, forza che ci aspetta una stagione meravigliosa da affrontare!».

Si ringrazia il direttore Roberto Cucciniello e la società tutta per la gentile concessione.

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