L’azienda statunitense è sin dalla sua fondazione molto legata agli aspetti sociali che riguardano le minoranze, la comunità e l’uguaglianza. Basti pensare che nel 2020 la nota azienda sportiva ha devoluto 15 milioni di dollari per aiutare la ricerca nella lotta al Covid-19. La Nike, inoltre, sostiene che tutti gli sport racchiudano il potere di sprigionare tutto il potenziale delle persone e di costruire delle comunità.

Da diversi anni sta utilizzando l’immagine delle più importanti atlete sportive, Serena Williams (tennis) Alex Morgan (calcio), per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle diseguaglianze sociali e di genere. La scelta di utilizzare l’immagine di atlete è motivata dalla forza che la loro storia può trasmettere alle generazioni più giovani. Essere ispiratrici, modelli e dare speranza di un cambiamento sociale.

Già nel 2019, Nike aveva lanciato la campagna “Just do it – Nulla può fermarci”, il cui obiettivo era ispirare le ragazze attraverso l’esempio delle atlete, in modo che l’attività sportiva diventi un’abitudine quotidiana che porti a vivere una vita sana.

Nel territorio italiano l’iniziativa che ha deciso di portare avanti la Nike insieme con la Fondazione Laureus Sport for Good si chiama “Made to Play”, il cui scopo alla base è “attivare i ragazzi attraverso il gioco e lo sport per vivere una vita più sana, felice e di successo”. L’obiettivo principale del progetto è valorizzare “l’inclusione di bambine e allenatrici e favorire l’accesso del genere femminile allo sport e ai suoi benefici”.

Questo nuovo nobile lavoro di Nike e la Fondazione Laureus Sport for Good è stato lanciato a Milano in una giornata non casuale ma durante la Giornata Internazionale delle Bambine, l’11 ottobre 2020. Questa giornata festeggia le giovani donne che sono esempi di forza d’animo e che hanno influito nel cambiamento generazionale. Gli sport presi in considerazione sono il Calcio, Basket e Sport Misti.

Con il progetto “Made to Play” si vuole rafforzare la figura della donna Leader e che, in quanto tale, è in grado di influenzare la società e migliorare la comunità.

Questa iniziativa partirà nei quartieri Gallaratese e Gratosoglio con l’obiettivo di coinvolgere 200 ragazze/i tra i 7 e 14 anni, con un occhio di riguardo sull’inclusione femminile.

Particolare attenzione è stata posta sulla figura degli allenatori ed allenatrici con l’obiettivo di incrementare le loro competenze relazionali, emotive e metodologiche con il fine di permettere loro di utilizzare lo sport come veicolo di inclusione di genere ed aggregazione sociale paritaria. La figura dell’allenatore è fondamentale per trasmettere passione ai ragazzi e per creare un’atmosfera in cui anche le ragazze si possano sentire parte del gruppo.

Oltre al programma “Made to Play”, l’azienda statunitense si impegnerà nel donare indumenti sportivi di genere femminile ad alcune associazioni sportive di Milano, dando così alle ragazze, che ne fanno parte, del materiale che le permetta di svolgere sport con sicurezza e successo, aiutandole a superare le barriere sociali che ancora esistono.

Ovviamente l’intero progetto sarà portato avanti anche in base all’evoluzione della Pandemia.  

Da questa descrizione del progetto “Made to Play” si evince come la Nike abbia, oramai da anni, una strategia societaria ben chiara e delineata: combattere per creare una società basata sull’uguaglianza di genere e sociale attraverso gli sport ed uno dei più utilizzati, data la sua grande visibilità, è il calcio. Dal punto di vista del marketing questa Mission rende la Nike uno dei Brand più influenti e potenti del Mondo Sportivo.

Per ulteriori informazioni Vi rimando al link nike.com/madetoplay.

Mattia Caprini
Nato a Bologna il 25 Novembre del 1993, Mattia è un ragazzo laureato in Management dello Sport presso l’Università di Bologna. Sin dalla giovane età è sempre stato affasciato dal mondo del calcio, sport che, inoltre, ha praticato fino ai 25 anni. La sua passione comprende anche tutte le attività accessorie del mondo calcistico come il marketing, la gestione economica dei club e la comunicazione. L’interesse nei confronti del calcio femminile si è sviluppato durante il Mondiale di Calcio del 2019. Ha collaborato con la Uefa durante l’Europeo Under 21 del 2019 tenutosi a Bologna ed ora è allenatore presso il Saragozza Soccer School. I suoi interessi sono, oltre agli sport in generale, la scrittura, la lettura e la fotografia.

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