Photo Credit: Mauro Vismara - ASD Polisportiva Monterosso

Il Monterosso, dopo aver vinto lo scorso anno il campionato, Coppa Lombardia e Coppa Italia di Eccellenza, si presenta in Serie C sì come neopromossa, ma con tanta voglia di dimostrare e di essere una squadra che ha conquistato, a suon di vittorie e di gol, la terza serie nazionale femminile. Che obiettivi si è prefissata la squadra in vista della nuova avventura che la vedrà nel Girone A? A darci questa, e ad altre domande, è il Direttore Sportivo del club bergamasco Mauro Vismara.

Mauro, partiamo dallo scorso anno, dove il Monterosso ha fatto un’annata indimenticabile?
«Penso che quello che abbiamo fatto resterà non solo per la storia del Monterosso, anche perché pochissime squadre hanno fatto un en plein come il nostro».

Qual è la competizione che non ti aspettavi di vincere?
«Non mi aspettavo di vincere il campionato perché, fino a metà anno, c’erano in ballo squadre come Doverese e Crema, poi verso la fine della stagione abbiamo capito che avremmo vinto, anche se eravamo al top e quindi mi aspettavo di vincere sia la Coppa Regionale che quella Nazionale».

Hai notato delle differenze tra la Serie C e quello di Eccellenza?
«Per ora non ci sono le differenze, anche se il livello si alzerà e le partite saranno molto difficili rispetto a quelle dello scorso anno».

Che rosa ci aspettiamo quest’anno?
«La rosa è praticamente quella dello scorso anno, inserendo alcuni rinforzi mirati, anche perché abbiamo ragazze che hanno fatto, negli anni passati, la Serie C, inserendo, anno dopo anno, le nostre calciatrici prese dalle nostre giovanili. L’allenatore sarà ancora Massimo Vezzali. Giocheremo allo stadio di Zanica».

Che obiettivo si è prefissato il Monterosso 2023/24?
«Il nostro obiettivo è quello di mantenere la categoria».

Il Monterosso giocherà nel Girone A. Che idea ti sei fatto di questo raggruppamento?
«Io penso che chi ha fatto i gironi non conosca bene la carta geografica: sapevamo che nel girone ci sarebbe stato il Lumezzane o l’Orobica, però abbiamo squadre sarde come Caprera e Tharros e una laziale come la Roma Calcio Femminile. Secondo me i gironi dovrebbero essere fatti in modi diversi: in uno le squadre del Nord, in un altro quello del centro, e infine uno riservato a quelle del Sud».

Cosa manca al calcio femminile italiano per crescere davvero?
«Al calcio femminile italiano mancano le basi, perché non parti dal professionismo e poi non crei le fondamenta».

L’Italia è uscita di gironi del Mondiale. Dove si è sbagliato, secondo te?
«La CT, che sapeva che questo sarebbe stato il suo ultimo anno, ha portato delle giovani con poca esperienza, quando invece bisognava farle crescere prima e, soprattutto, ha fatto scelte sbagliate sulle giocatrici da schierare durante il Mondiale.

Cosa vuoi dire alle ragazze del Monterosso in vista della partenza del campionato?
«Le ragazze sono cariche, hanno tanta voglia di cominciare. Per noi essere in Serie C è il top: siamo contenti di essere arrivati e cerchiamo di restarci».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’ASD Polisportiva Monterosso e Mauro Vismara per la disponibilità.

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha tre esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio, ManerbioWeek e BresciaOggi, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.