Photo Credit: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

“Le calciatrici passano, la squadra rimane”, queste le parole che spesso echeggiano da parte di una Società quando viene venduta una calciatrice ritenuta incedibile e sempre al centro del progetto, o da parte di una tifoseria quando deve salutare una calciatrice che sceglie di andarsene. Con Manuela Giugliano, invece, questa frase perde di significato: la numero 10 non sembra mai aver avuto nei piani quello di andarsene, perché per lei la Roma è casa, e lei è casa per la Roma femminile.

La capitana giallorossa, approdata alla Roma nel 2019 dopo una stagione al Milan e una al Brescia, ancora giovanissima e con tanti sogni da realizzare, oggi spegne 28 candeline. 28, due volte il suo numero di maglia – il mitico 10 che tutte le bambine sperano di indossare in carriera – sommato agli otto trofei più importanti da lei conquistati in carriera con le maglie del Brescia e della Roma, la sua Roma, quella squadra che vede in lei una luce.

Prima italiana candidata al Pallone d’Oro nella storia del calcio femminile del nostro Paese, prima calciatrice a vedere il suo nome tra le nomination per il riconoscimento individuale più importante a cui una calciatrice possa aspirare: è stata lei ad aprire le danze, e l’Italia adesso non vuole più mancare l’appuntamento con quella premiazione.
Neanche The Guardian è riuscito a resistere: Giugliano è stata classificata al posto numero 74 tra le 100 calciatrici più forti nel 2023, per poi balzare al 54esimo posto soltanto l’anno dopo.

Non solo Roma: anche la Nazionale, la sua seconda casa, la sua seconda pelle, quella con cui ha vissuto momenti indimenticabili all’ultimo Europeo e con cui ha visto il gruppo crescere, consolidarsi, diventare più forte, un po’ come ha fatto anche lei in giallorosso: tra le poche rimaste dell’Era Spugna, la capitana è già pronta a traghettare le compagne verso la vittoria, verso l’unico risultato possibile.

Giugliano è più di una calciatrice, è una bandiera: 127 presenze con la maglia giallorossa, 39 le reti siglate, alcune di un valore inestimabile e di una bellezza folgorante, soprattutto su punizione, dove quel piede destro sembra tirare fuori dal suo cilindro metaforico il trucco giusto per ingannare la difesa e l’estremo difensore. Quella maschera, quell’esultanza “alla Paulo Dybala” non è semplice imitazione: è voler emulare un calciatore che in giallorosso ha saputo e sa farsi amare, proprio come lei.

Le candeline spente sono 28, 28 piccole luci che al minimo soffio di vento vengono spente. La luce di Manuela Giugliano, quella che brilla e ha i toni rosso e oro della maglia della Roma, è però impossibile da spegnere. Luce, casa, bandiera: tre le parole che possono raccontare la carriera di questa calciatrice in giallorosso. La luce spesso si spegne o tramonta, Giugliano in giallorosso non tramonterà mai, perché è parte della sua storia.

Buon compleanno, Manuela!

Ilaria Cocino
Appassionarmi allo sport è stato semplice: qualche gol degli Azzurri al Mondiale 2006, qualche punto spettacolare di dritto, qualche schiacciata nel campo avversario, qualche canestro impossibile. Sono un'aspirante giornalista sportiva che segue con passione il movimento calcistico al femminile da ormai qualche anno e tenta, attraverso il suo piccolo contributo, di trasformarlo nella quotidianità di chi legge e di renderlo qualcosa di più di una semplice meteora: il potere delle parole è inestimabile, e spenderle per queste ragazze è un privilegio immenso e una grande responsabilità.