credit photo: Francesco passaretta - photo agency calcio femminile italiano

Il Como 1907, al suo esordio in serie B dopo aver acquisito il titolo dal Chievo Verona, sta dimostrando tutta la propria voglia di essere una solida realtà nel calcio femminile in Italia. Lo sta facendo con prestazioni convincenti e un punteggio pieno che la vede in vetta alla classifica come capolista, con l’ovvio obiettivo di giungere nella prossima stagione in Massima serie.
Ognuna delle ragazze coinvolte nel progetto, infatti, è ferma nelle risponde quando si chiede quale sia il proprio traguardo a breve termine: Roberta Picchi, attaccante classe ’92 della squadra lariana, non fa eccezione in questo. Calcio Femminile Italiano la ha raggiunta per un’intervista in esclusiva in cui la numero 18 ha raccontato un po’ di sé senza tralasciare l’aspetto sportivo, che è una costante nella sua vita sin da molto piccola.

“Ho iniziato da piccolissima con mio fratello, giocavamo nel giardino e in casa, ho sempre seguito le sue orme, e all’età di 7 anni mi sono aggregata con i miei amici nella squadra di paese. Da lì non ho più smesso”.

Nel corso della sua carriera ha avuto modo di confrontarsi con diverse realtà calcistiche: partendo dall’Orobica e dall’Olimpia Paitone, per vestire poi la maglia del Cortefranca Calcio, del Lumezzane, dell’H&D Chievo Women e giungere all’inizio di questa stagione a militare tra le fila dell’ambizioso Como di Mister Selena Mazzantini.
Ogni squadra in cui Picchi ha trascorso del tempo l’ha fatta crescere, calcisticamente parlando, e le ha dato l’occasione di costruirsi un bagaglio di esperienze fondamentali.

“Militare in più club in realtà lascia un mix di sensazioni. Bisogna avere una crescita in ogni ambiente in cui si è passate, adattarsi ed entrare in gruppi diversi, farsi conoscere per come si è senza esagerare ne modellarsi. Porto con me un bagaglio sempre più ricco anno dopo anno, tra persone, esperienze, vittorie, sconfitte, periodi più facili e periodi meno. Tutti i passaggi, luoghi e persone frequentate, fanno sicuramente crescere anno dopo anno”.

Come già affermato poc’anzi, gli obiettivi a breve termine di Roberta riguardano la vittoria del campionato e la conquista del più alto numero di titoli con la maglia lariana. Guardando, invece più in là, l’amore per il calcio spinge la calciatrice a desiderare di lavorare ancora nel settore.

“Il mio obiettivo principale ora? Voglio provare a vincere il campionato con il Como, e perché no, vincere altri campionati. Non essendo un profilo di giovane età direi di realizzarmi il più possibile a livello personale, giocando bene restando sempre in forma, segnare gol e perché no, vincere il più possibile con la mia squadra. Successivamente, quando la mia carriera sarà giunta al termine mi piacerebbe restare a lavorare nell’ambiente sportivo come TM o qualche figura organizzativa/amministrativa”.

Tra le reti segnate dalla numero 18 quella contro il Trastevere della decima giornata di campionato di serie B (23 novembre 2025) è importante perché, in una partita particolarmente ostica, il gol è arrivato in pieno recupero dando una botta di adrenalina molto grande e una grande gioia a tutta la squadra.

“Quello con il Trastevere al 90’ è stato sicuramente un goal importante in quanto sbloccare la partita a tempo ormai scaduto suscita un esplosione di gioia ed adrenalina pazzesca”.

Prima delle gare essere concentrata sul da farsi è ciò che basta per poter entrare in campo serena e pronta a dare il meglio in campo ma, dopo la fine della stagione, una vacanza al mare assieme ad i suoi affetti è ciò che serve a Roberta per ricaricare le pile.

“Non ho un vero e proprio rituale pre partita, mi basta essere serena e concentrata senza troppe scaramanzie. Sicuramente, dopo una stagione intensa, la vera ricarica è tornare dalla mia famiglia, dai miei amici, dalle mie persone strette e fare un bel viaggio al mare”.

Infine, il pensiero va’ al calcio femminile in Italia che sta crescendo ai suoi ritmi anno dopo anno. Certo, c’è ancora tanto da fare per raggiungere il livello degli altri paesi europei. Il professionismo raggiunto dalla serie A è già un buon punto di partenza.

“Il mondo del calcio femminile rispetto ad anni fa ha fatto passi in avanti e penso e spero sempre meglio, raggiungendo magari anche i livelli dei paesi europei che in molti casi hanno ancora qualcosa più di noi! Il professionismo in serie A é stato un punto di inizio, dovrebbero esserci ulteriori inserimenti di questo valore”.

Federica Pistis
Sono nata in provincia di Cagliari il 29/08/1992. Mi sono laureata in scienze dell'educazione e della formazione primaria e ora frequento la magistrale di pedagogia presso l'Unimarconi di Roma. La mia passione per il calcio è nata quando ho iniziato a seguire questo sport perchè mio fratello è un grande tifoso del Milan e io cercavo un punto d'incontro con lui. Ho iniziato a guardare le partite, e a comprenderne i meccanismi poi è arrivato quello femminile che mi ha conquistata al punto da sentire un po' mie anche le loro imprese.