credit photo: Angelo Baiardo
L’Angelo Baiardo ha conquistato, in questa stagione di serie C, il sesto posto e 24 punti in classifica grazie a prestazioni sul rettangolo verde che, anche nei momenti più complicati, danno una prova tangibile della capacità della squadra di non soccombere davanti alle difficoltà.
Calcio Femminile Italiano ha raggiunto Carolina Biancato, attaccante classe 2005 del club neroverde, per parlare del percorso del Baiardo in questa annata in cui il livello si è complessivamente alzato, come fisiologico in un movimento in crescita.
Per Carolina il calcio è una questione di famiglia, infatti, sin da piccola osservava gli allenamenti di suo padre e suo fratello e, come in un imprinting, ha maturato la loro stessa passione.
“La mia passione per il calcio è nata da bambina. Ho iniziato andando sempre a vedere gli allenamenti e le partite di mio fratello e di mio padre, respirando quell’ambiente fin da piccola. Con il tempo ho capito che non era solo un gioco e di non riuscire a starne senza”.
Nonostante la giovane età nel suo bagaglio da sportiva ha vestito le maglie di club blasonati quali Genoa, Sampdoria e Lazio (nelle giovanili) e il Gatteo Mare (con cui ha fatto il suo esordio in prima squadra). Per chi vive l’ambiente del calcio ligure, il Baiardo è una società storica e avere la possibilità di vestirne la maglia è per l’attaccante motivo di soddisfazione ed orgoglio
“L’Angelo Baiardo è una società storica a Genova, chi ha vissuto gli ambienti dilettantistici liguri non può non conoscerla, è una maglia che indosso con orgoglio e senso di responsabilità e mi piacerebbe restare a lungo”. Per quanto riguarda il gruppo-squadra, Carolina Biancato ne ha descritto l’operato con tre aggettivi che ne spiegano in breve le caratteristiche salienti:
“⁠Tre aggettivi che definiscono il nostro gruppo potrebbero essere: ‘Coeso’ per il senso di unione che dimostriamo a ogni partita; ‘Determinato’, perché non molliamo mai fino all’ultimo minuto, come abbiamo dimostrato anche domenica contro il Meda; ‘Ambizioso’, perché vogliamo sempre migliorarci”.
L’impegno costante in campionato, in una stagione che si sta rivelando di crescita per la squadra, rende ogni momento vissuto ugualmente importante e cruciale. Da settembre ad oggi, infatti, le ragazze di mister Settecerze sono hanno maturato una maggiore contezza di sé. Ogni partita viene affrontata con la medesima voglia di dimostrare il proprio valore, e con il pieno di fiducia che viene dallo staff e dalla panchina.
“Per noi tutto il campionato è importante, ogni partita conta. Non c’è un momento più importante di un altro, perché ogni gara ci aiuta a crescere e a costruire il nostro percorso. Da inizio stagione siamo cresciute nella consapevolezza dei nostri mezzi che ci fanno affrontare ogni partita con grande autostima e fiducia dateci in primis dal mister e poi dallo staff”. Riprendendo quanto detto poc’anzi e in vista della partita in trasferta contro la Tharros l’attaccante ha scelto di esprimersi così: “Ogni gara in trasferta è sempre difficile da affrontare, in Sardegna particolarmente, ma ci stiamo preparando al meglio per questo fine settimana”.
Non capita raramente che chi gioca abbia dei modelli da cui prendere ispirazione, nel caso di Carolina Biancato la scelta è ricaduta su Modric per l’atteggiamento in campo.

“⁠Mi piace molto Luca Modric, che, a 40 anni compiuti, dimostra la stessa passione ed entusiasmo di un ragazzino, è così che vorrei proseguire la mia carriera, il giorno che non provassi più quelle emozioni sarebbe il momento di smettere”.
Infine, uno sguardo sul movimento calcistico femminile sembra doveroso se si riflette sui passi avanti che sono stati fatti ma, sopratutto, su quanto ancora c’è da fare. Perché il movimento sia solido e continuativo servono investimenti, visibilità e attenzione che diano alle atlete, ma anche ai club e alle società gli strumenti per proseguire nel proprio cammino.
“Il calcio femminile in Italia sta crescendo e ogni anno si aggiungono tasselli importanti. C’è ancora tanta strada da fare, ma i progressi si vedono. Servono continuità, investimenti e sempre più attenzione, però il movimento sta andando nella direzione giusta a parer mio”.
Federica Pistis
Sono nata in provincia di Cagliari il 29/08/1992. Mi sono laureata in scienze dell'educazione e della formazione primaria e ora frequento la magistrale di pedagogia presso l'Unimarconi di Roma. La mia passione per il calcio è nata quando ho iniziato a seguire questo sport perchè mio fratello è un grande tifoso del Milan e io cercavo un punto d'incontro con lui. Ho iniziato a guardare le partite, e a comprenderne i meccanismi poi è arrivato quello femminile che mi ha conquistata al punto da sentire un po' mie anche le loro imprese.

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