Nei giorni scorsi Manuela Giugliano si è concessa ai canali della FIFA ai quali ha parlato di Nazionale Femminile. La calciatrice della Roma ha lasciato alcune dichiarazioni in chiave Azzurra e sul reparto mediano affermando: “Lo abbiamo visto anche contro la Serbia: io, Giada Greggi e Arianna Caruso possiamo cambiare posizione in base alle esigenze della partita. Il mister ci chiede di adattarci e lo facciamo in modo naturale. Tutta la squadra è in grado di interpretare diversi ruoli, ed è un grande punto di forza”.
Giugliano ha quindi sottolineato la sua idea di calcio ideale: “A me piace mostrare il bel gioco e le giocate di qualità, non bado tanto al gol o all’assist in sé. Essendo una centrocampista posso dire che non è semplice fare tutti questi gol e creare le dinamiche per arrivare in porta. Insieme allo staff della Nazionale abbiamo analizzato i dati completi: dietro a un gol o a un assist c’è un enorme lavoro sporco che la gente da fuori spesso non vede. Se riesci a unire le due cose, allora diventi una top player”.
Per Manuela Giugliano 100 presenze tagliate con la Nazionale Femminile, a riguardo la calciatrice ha confessato: “Il mio obiettivo è continuare a collezionare presenze a spero di poterlo fare giocando al Mondiale. Sarebbe il terzo per me, e non è poco. È il sogno di ogni giocatrice e io mi sento fortunata a essere qui e a poter dare il mio contributo”.
Sull’esordio in maglia Azzurra ha invece ricordato: “Certo, impossibile dimenticarlo. Da allora è cambiato tantissimo. All’inizio ho giocato con donne incredibili: mio padre mi raccontava di Carolina Morace, poi io ho condiviso il campo con Melania Gabbiadini e Patrizia Panico. Ho avuto la fortuna di crescere con loro e capire cosa servisse per far evolvere il nostro mondo. Ho giocato tanti anni anche con Sara Gama”.
La calciatrice in forza alla Roma ha infine lasciato il suo pensiero sulla crescita del calcio femminile in Italia ammettendo: “Anche il calcio femminile si è evoluto molto: prima ci cambiavamo in strutture improvvisate, oggi abbiamo spazi e organizzazione professionale. Sembrano dettagli, ma fanno la differenza. Oggi i settori giovanili sono molto più strutturati rispetto a quando ho iniziato io. Le ragazze crescono meglio, sotto tutti i punti di vista. Sono più preparate e più fortunate. Ci sono tanti talenti che arriveranno in Nazionale e continueranno il percorso che stiamo costruendo”.






