Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Negli ultimi anni il calcio femminile italiano ha cambiato ritmo e percezione pubblica. Non è più un settore ai margini della cronaca sportiva. È un ambito osservato, discusso e sostenuto da investimenti concreti. La svolta decisiva è arrivata nel 2022, con il passaggio della Serie A Femminile allo статус professionisti. Le calciatrici della massima serie hanno ottenuto contratti di lavoro riconosciuti, tutele previdenziali e diritti strutturati. Questa riforma ha ridefinito anche il campionato. Il livello tecnico si è alzato, ma soprattutto è cresciuta la visibilità. Le tesserate hanno superato costante aumento rispetto all’anno precedente. In questo scenario emergono nuove protagoniste. Non solo atlete di talento, ma figure che stanno riscrivendo l’identità del calcio italiano.

Svolta storica

Il passaggio al professionismo nel 2022 ha segnato un prima e un dopo. Dal 1° luglio di quell’anno la Serie A Femminile è entrata nel sistema professionistico italiano. La riforma ha abolito il tetto salariale di 30.000 euro annui previsto nel regime dilettantistico. Le calciatrici hanno ottenuto contratti riconosciuti e coperture previdenziali. È stato un cambio strutturale, non simbolico. Anche il campionato ha assunto una nuova forma. Dieci squadre, stagione regolare e seconda fase divisa tra poule scudetto e poule salvezza, per un totale di 28 giornate. La crescita di visibilità ha avuto effetti misurabili anche fuori dal campo. L’aumento dell’audience televisiva e dell’attenzione mediatica ha portato molti tifosi a seguire le competizioni con maggiore partecipazione, incluse le scommesse sportive e la ricerca di giochi online a tema calcistico. In questo contesto diventa centrale la scelta consapevole della piattaforma. Esistono portali informativi come bonussenzadepositocasino.net che analizzano operatori, verificano condizioni contrattuali e testano i servizi prima di proporli agli utenti. Un segnale di maturità del sistema passa anche da qui: informazione, confronto e responsabilità. In pochi anni il calcio femminile italiano è passato da settore marginale a sistema strutturato, regolato e osservato con attenzione crescente. Le riforme hanno creato le condizioni. Ora sono le protagoniste in campo a dare sostanza a questo cambiamento. Sono loro a trasformare una riforma amministrativa in una nuova narrazione sportiva.

Alisha Lehmann

Nell’estate 2025 Alisha Lehmann ha scelto il Como Women, firmando fino al 2028 dopo la stagione vincente con la Juventus. L’attaccante svizzera, nata nel 1999, arriva con un titolo di Serie A e una Coppa Italia conquistati nel 2024/25. La sua decisione di unirsi a un club indipendente, non legato a una squadra maschile, ha un valore preciso nel panorama italiano. Il suo percorso parla inglese e svizzero. Debutto con lo Young Boys nel 2016. Poi Women’s Super League con West Ham, Everton e Aston Villa. Oltre cento presenze in Inghilterra, 19 gol e 10 assist. In nazionale ha disputato il Mondiale FIFA 2023 e due Europei. C’è però un altro dato che pesa. Nel 2026 il suo profilo Instagram supera i 15 milioni di follower (@alishalehmann7). È una delle calciatrici più seguite al mondo. La sua immagine amplifica visibilità, sponsor e attenzione mediatica. Lehmann unisce rendimento e presenza pubblica. Il suo arrivo a Como non è solo un’operazione tecnica. È un segnale di maturità del campionato italiano.

Cristiana Girelli

Se Lehmann rappresenta la dimensione globale, Cristiana Girelli incarna la memoria e la continuità. A 35 anni ha firmato una delle pagine più rilevanti dell’Europeo 2025. Nel quarto di finale contro la Norvegia ha segnato una doppietta decisiva nel 2-1 che ha riportato l’Italia in semifinale dopo 28 anni. Secondo Opta, è diventata la calciatrice europea più anziana a realizzare più di un gol in una partita della fase finale tra Mondiali ed Europei. Con quelle reti ha raggiunto quota 61 gol in nazionale, terzo miglior dato nella storia azzurra. Non solo numeri. Girelli rappresenta la continuità tecnica e mentale di una squadra che ha superato la pressione e riscritto il proprio limite storico.

Barbara Bonansea

Se si parla di continuità vincente in Italia, il nome è Barbara Bonansea. Nata nel 1991, esterna offensiva della Juventus, è stata una delle colonne del ciclo bianconero iniziato nel 2017. Con il club ha conquistato quattro Scudetti e diverse Coppe Italia e Supercoppe. Non una comparsa, ma una protagonista costante. Nella stagione 2025/26 di Serie A Femminile ha già collezionato 783 minuti in 12 presenze, con 1 gol. In Nazionale è stata decisiva nei grandi tornei, dagli Europei ai Mondiali. La sua cifra tecnica resta l’intelligenza negli spazi. Non cerca la giocata spettacolare. Cerca quella utile. Bonansea rappresenta la generazione che ha accompagnato il passaggio al professionismo. Non solo talento, ma struttura. E nel calcio che cambia, questo pesa.

Il peso della visibilità

La vera rivoluzione non è solo tecnica. È visiva. Fino a pochi anni fa le partite di Serie A Femminile avevano copertura limitata. Oggi vengono trasmesse con regolarità su reti nazionali e piattaforme digitali. Questo cambia la percezione pubblica. Una disciplina invisibile fatica a crescere. Una disciplina visibile entra nel dibattito. I social network amplificano il fenomeno. Le calciatrici non dipendono più solo dai media tradizionali. Parlano direttamente al pubblico. Costruiscono comunità, identità, riconoscibilità. La distanza tra campo e tifosi si è ridotta. La visibilità produce anche responsabilità. Più esposizione significa più analisi, più aspettative, più confronto internazionale. Il calcio femminile italiano oggi non chiede attenzione. La genera. E in questo nuovo equilibrio mediatico si misura la sua reale maturità.

Una nuova grammatica del calcio

Il calcio femminile italiano non vive più di episodi isolati. Vive di struttura, continuità e volti riconoscibili. La riforma del 2022 ha creato le condizioni economiche e giuridiche. La visibilità ha ampliato il pubblico. Le protagoniste hanno dato sostanza al cambiamento. Lehmann rappresenta l’apertura globale. Girelli la memoria competitiva. Bonansea la generazione che ha attraversato la transizione. Insieme raccontano un sistema che ha smesso di inseguire e ha iniziato a costruire. La nuova storia del calcio italiano non si scrive solo nei risultati. Si scrive nella stabilità dei progetti, nella crescita del pubblico e nella credibilità internazionale. Oggi le stelle non sono eccezioni. Sono il segno di un movimento che ha trovato identità e direzione.

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