“Il percorso recente della Nazionale lascia sicuramente un segnale molto positivo”. A dircelo è stata la giornalista Elisa Mazzucchelli che parlando di Azzurre ha poi aggiunto: “Al di là dei risultati, si percepisce una squadra più compatta, moderna e consapevole dei propri mezzi. E questo arriva anche al pubblico”.
La Nazionale Femminile sarà impegnata ora nelle due gare decisive per le qualificazioni Mondiali e a riguardo Elisa, laureata in giornalismo politico, ha ricordato: “Una qualificazione al Mondiale sarebbe importantissima non solo dal punto di vista sportivo, ma anche mediatico e culturale. Più il calcio femminile entra nelle case degli italiani, più cresce tutto il movimento: dalle bambine che iniziano a giocare, agli sponsor, fino all’attenzione dei media. E credo che oggi il calcio femminile abbia finalmente tutte le carte per smettere di essere considerato un’alternativa e diventare semplicemente calcio”.
La showgirl ligure parlando di calciatrici ha invece ammesso: “Mi piacerebbe molto parlare con una figura come Cristiana Girelli, perché rappresenta esperienza, leadership e anche l’evoluzione del calcio femminile italiano.
Le chiederei soprattutto quanto sia stato difficile arrivare fino a qui e cosa prova oggi vedendo finalmente il movimento ottenere l’attenzione che merita. Credo che dietro questi risultati ci siano anni di sacrifici spesso poco raccontati”.
Girelli resta un modello per tante giovani che oggi possono collezionare le ricercatissime figurine Panini dedicate alle calciatrici. A riguardo la presentatrice di ‘Alta Velocità’ ricorda: “Si tratta di simbolo enorme. Magari per qualcuno può sembrare una cosa semplice, ma non lo è affatto. Le figurine fanno parte dell’infanzia di tantissimi bambini e bambine.
Vedere finalmente delle calciatrici rappresentate significa dire a una nuova generazione: ‘anche tu puoi essere lì’. La rappresentazione conta tantissimo. Quando una bambina si sente inclusa in un immaginario sportivo, inizia davvero a credere che quel sogno possa appartenerle”.
Elisa, che ha dalla sua collaborazioni con Sky, Telenord e SportItalia, restando in tema giovani poi sottolinea in ambito femminile: “Ha inciso tantissimo anche l’ingresso dei club professionistici. Oggi una bambina può iniziare a giocare sentendosi più libera, senza doversi giustificare o sentire dire che il calcio “non è uno sport da femmine”. Il professionismo porta struttura, tutele, credibilità e soprattutto futuro.
Anche l’ingresso dei grandi club è stato fondamentale perché ha dato visibilità, investimenti e una comunicazione più forte. Quando una tifosa può identificarsi nei colori della propria squadra anche al femminile, cambia completamente la percezione del movimento”.
Elisa è un volto noto della televisione italiana, attualmente impegnata su più fronti come conduttrice e presentatrice di eventi e programmi TV. La sua carriera si è distinta grazie a una forte presenza mediatica e una grande versatilità, che l’ha portata a collaborare con importanti emittenti nazionali
Quello tra Elisa e lo sport è un legame nato, praticamente, da subito come ci ricorda la conduttrice e presentatrice: “Il mio amore per lo sport nasce dal periodo dell’infanzia. Grazie ai miei genitori ho potuto sperimentare quello che più mi piaceva ed in casa mia c’è sempre stata tanta passione. Ho sempre seguito il calcio grazie a papà, ma in generale sono cresciuta con la cultura dello sport come scuola di vita. Se dovessi descriverlo con tre aggettivi direi: coinvolgente, autentico e formativo. Lo sport ti insegna disciplina, sacrificio ma anche a rialzarti dopo le sconfitte. E soprattutto ti toglie dalla strada”.
Parlando dei suoi ricordi da bambina legati ad un pallone, invece, Elisa Mazzucchelli ha ammesso: “Da piccola mi capitava di giocare con gli amici, soprattutto all’oratorio o in spiaggia d’estate, anche se non ho mai praticato calcio a livello agonistico. Però ho sempre avuto un carattere competitivo e molto sportivo”.
Infine la giornalista ha concluso: “Più che diventare calciatrice, il mio sogno era vivere il mondo dello sport da protagonista in generale. Oggi lo faccio raccontandolo, stando all’interno degli eventi a contatto con i piloti, gli atleti e il pubblico. E poi, nel mio caso, i motori hanno avuto un ruolo fortissimo fin da bambina: ma non ho mai sognato di diventare pilota”.






