È l’ultimo atto di un viaggio straordinario che merita di essere chiuso in bellezza, con un traguardo lì, nitido, come probabilmente non lo è mai stato, perché, per chi, come il Catania, ha cercato di onorare questa maglia dal primo istante, la matematica non basta.
Per la rossazzurra, entrare in campo per la battaglia playoff e per la semifinale di Coppa Italia fissata per il 3 maggio contro la Nuova Alba non sarà un gesto di dovere, ma di privilegio di dimostrare, ancora una volta, il peso di quel piazzamento nel proprio girone di appartenenza, che solo statistica non è. A raccontarcelo in esclusiva Giulia Risina: ecco perché, per la squadra, nonostante quanto raggiunto, non è ancora finita.
In questa tua annata a Catania risulti parte e testimone di un grande tracciato, riflesso alquanto fedele di ciò che la squadra ha fino ad ora portato in campo. Essere capolista a questo punto del campionato, però, quasi appesantisce il senso di responsabilità, perché proteggere questo “primato” non è stato cosa semplice, viste le agguerrite compagini a seguire: vero che state respirando un po’ quella follia sana di chi non ha mai smesso di sognare?
«Sono orgogliosa di far parte di questo gruppo; già dall’inizio ho sempre creduto avremmo potuto costruire qualcosa di importante e così è stato. In tutti questi mesi sono stata testimone di una crescita enorme a livello di maturità, mentalità e carattere: a confermarlo non solo la statistica ma anche l’approccio dimostrato in un mese che ci ha permesso di capire chi potevamo essere all’interno del contesto.
Siamo riuscite ad affrontare ogni partita con il giusto equilibrio, raggiungendo quello che era il nostro obiettivo principale: chiudere al primo posto. Questo ha fatto nascere ancor di più in noi la consapevolezza che possiamo fare davvero tanto bene ed al momento respiriamo aria serena; la parola “follia” in questo caso mi piace perché diverse ragazze che fanno parte del gruppo non hanno mai vinto un campionato e ciò fa sì che – per loro, come per tutte – quello ancora in corso possa essere un motivo in più per godere di grande positività».
Di recente, il nono risultato utile consecutivo di fronte all’Abatese (altra big del girone), poi la caduta indolore fronte Pink ed il pari col Lecce. Una analisi della partita all’insegna dell’equilibrio?
«Quando vi sono delle sconfitte non cerchiamo mai alibi. Quella subita a Bari sicuramente ci aiuterà a crescere, anche in vista delle prossime gare secche dove avremo tutto da perdere, con la consapevolezza che gli errori, poi, si pagano.
Il pari col Lecce? È comunque incluso nella positività data da questa stagione; sono felice, inoltre, per le compagne che, durante questo percorso, hanno giocato meno ma hanno saputo dimostrare il loro valore all’interno del gruppo; ognuna di noi è importante».
Il sipario di questo cammino sta per chiudersi: cosa vorresti ricordare all’intera famiglia rossazzurra?
«Ci aspetta un mese che sognavamo di vivere. La squadra è consapevole delle partite che andrà ad affrontare e credo sia anche pronta a mettere un punto (o la ciliegina sulla torta) ad un campionato che è stato lineare e che ha permesso di capire tante cose anche grazie a qualche punto perso per strada.
Personalmente potrò applaudire questo percorso fantastico solo dagli spalti per via di un infortunio che mi costringerà a saltare quest’ultima parte, ma tutte noi sappiamo che vince chi ci crede davvero e chi mette l’anima in quello fa!».
Si ringrazia Giulia Risina e la società tutta per la gentile concessione.






