Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Roma ha virtualmente le mani sul terzo Scudetto della sua storia al femminile. La vittoria di misura per 1 a 0 in casa della Juventus ha consolidato il primo posto e, salvo passi falsi, rimandato di appena una settimana i festeggiamenti del primo trofeo giallorosso dopo il cambio in panchina della scorsa estate. A vittoria archiviata, il tecnico Luca Rossettini ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza, cominciando dal match appena vinto e procedendo a ritroso per raccontare la stagione e le sue protagoniste, rimarcando a più riprese come questo risultato e questo piazzamento in classifica siano stati il frutto di un lavoro costante.

In primis, Rossettini ha affermato che questa partita contro la Juventus, la prima che abbia sorriso per davvero alle Capitoline e non alle piemontesi dal suo arrivo in panchina, era stata preparata in maniera meticolosa soprattutto per la posta in palio, molto più dei tre punti che solitamente si possono accumulare al termine di un match. Le giallorosse hanno saputo leggere benissimo tutta la gara e interpretarne i momenti, per questo la reputa, senza dubbio, la miglior prestazione delle sue ragazze contro le campionesse d’Italia in carica, malgrado sia ancora piuttosto evidente il neo nel gioco proposto che si trova nel poco cinismo sottoporta: «Abbiamo preparato la partita per provare a regolare un conto con la Juve che dura da inizio anno; ho detto alle ragazze che questa era la prima occasione per chiudere il campionato, sapevano ed erano coscienti che oggi si poteva mettere un punto fondamentale per la nostra stagione, e sono state straordinarie dall’inizio alla fine: quando c’era da giocare, quando c’era da soffrire, da rincorrere, sono state incredibili, e penso che sia stata la prestazione migliore in assoluto contro la Juventus, creando tanti presupposti per fare gol. Purtroppo questo è un qualcosa che ancora ci sta mancando, un po’ di cinismo davanti alla porta in occasioni così chiare, però è la fotografia della nostra stagione: tutte le nostre partite sono finite con un gol di scarto, che dimostra anche che il valore della squadra è vicino alle altre, ma che si è costruito qualcosa che va oltre il valore delle singole e della rosa, che fa dare alle ragazze qualcosa di più per continuare a sognare.»

L’epilogo che la squadra sta per scrivere non era neanche nei pensieri più rosei del gruppo, che si era prefissato di ritornare competitivo ma che non si sarebbe di certo aspettato quest’annata, anche alla luce delle nuove arrivate da inserire all’interno del gioco: «Siamo partite senza grandi obiettivi, quello che ci aveva dato la Società era quello di tornare competitive in Italia e ci troviamo a fine stagione ancora in gioco in quasi tutte le competizioni, quindi questo è un grande merito di questo gruppo, costruito a gennaio con inserimenti importanti e che dà sempre di più in ogni partita, e quindi questo è un orgoglio, e si è visto anche oggi.»

In un’analisi lucida e puntuale, Rossettini ha dunque raccontato quali sono stati gli highlights della stagione che hanno dato la consapevolezza alle ragazze di potersela giocare con chiunque, primo tra tutti il match di Serie A in casa dell’Inter all’Arena Civica di Milano, vinto come contro la Juventus e capace di dare la svolta definitiva all’approccio e alla storia della stagione giallorossa, caratterizzata da match vinti con un gol di scarto, prestazioni importanti e vittorie spesso tirate fino all’ultimo secondo. Un altro lato positivo è sicuramente la coesione che si è venuta a creare all’interno della squadra: «Penso alla trasferta contro il Milan in cui ribaltiamo la partita fatta bene, ma che ci vedeva sotto 1 a 0 a due minuti dal 90′ e che poi abbiamo vinto 2 a 1 con i gol di Corelli e di Giugliano, e quindi devo dire che ci sono stati tanti momenti fondamentali, il Parma è stato uno di questi. Forse, andare a vincere a Milano contro l’Inter in una partita che ci vedeva quasi a pari punti, è stato il momento cruciale in cui le ragazze hanno capito di farcela, che potevano combattere fino alla fine per raggiungere questo grande obiettivo. Tutte le nostre partite sono state tirate, sofferte, contro squadre importanti, penso al Napoli, che sta facendo una stagione incredibile, vincevamo 2 a 0 e abbiamo pareggiato 2 a 2 in un momento della stagione in cui tutti pensavano che dovessimo vincere a mani basse, quindi i valori sono vicini alle altre, ma si è creato un gruppo, un ambiente che stimola le ragazze a dare il meglio di loro e ad andare anche oltre le loro energie e i loro valori singoli.»

Una calciatrice che continua a spiccare e che, dopo esser arrivata in sordina, ha dato vita a una stagione brillante è Oladipo, spesso tra le migliori in campo e una di quelle calciatrici senza cui la difesa giallorossa faticherebbe a essere così solida, benché molto giovane e chiamata a esordire in una partita difficile come una gara casalinga contro la corazzata del Barcellona in Women’s Champions League: «Oladipo è arrivata l’anno scorso e quest’anno stavamo valutando se mandarla in prestito, perché non aveva giocato neanche una partita; mi avevano colpito alcune sue caratteristiche, è una ragazza umile, lavoratrice e con grande forza interiore. C’è da lavorare tanto, perché è un diamante grezzo, ma con il lavoro, la disponibilità che ha dato e quelle che sono le caratteristiche che si trova dentro c’era soltanto da trovare il momento giusto, lei esordisce in Champions League titolare contro il Barcellona, ed era doveroso creare un contesto intorno a lei per farla esprimere al meglio, e con il lavoro quotidiano è una di quelle che ha fatto un percorso incredibile. Adesso è quasi sempre la migliore in campo, siamo orgogliosi di averla con noi e della disponibilità che dà al lavoro, perché ci rende fieri.»

Uno dei punti di forza che è emerso nel corso della stagione è il numero delle marcatrici: nella compagine giallorossa hanno scritto quasi tutte il loro nome sul tabellino delle marcatrici e, quando «la nostra punta titolare finisce il campionato a cinque gol, vuol dire che c’è un sistema che va oltre il valore delle singole e che coinvolge tutte. Hanno segnato tutte, se non qualche difenditrice centrale; è un sistema che gira, le ragazze anche nei momenti difficili vanno oltre, facciamo gol in tante situazioni, è qualcosa che ci inorgoglisce e che dà valore alla disponibilità che danno.»

Al di là del grande numero di giocatrici coinvolte nelle azioni da gol, spicca anche la scelta di Rossettini di non avere un vero e proprio canovaccio di titolari, una decisione che si è rivelata fruttuosa e che ha concesso spazio a tutte le calciatrici presenti in rosa. Inoltre, è evidente che il contributo delle subentrate si sia dimostrato l’arma in più di questa squadra: «Penso che qualcosa che dimostra il valore del nostro gruppo sia che tante, tante volte le nostre partite sono finite in maniera positiva per il contributo di chi è subentrata, su cui ho puntato molto. Abbiamo cambiato tantissimo, abbiamo cambiato il sistema di gioco e non c’è una formazione titolare, quindi abbiamo cercato di coinvolgere tutte quante, perché tutte potevano dare il loro contributo, e così sta avvenendo.»

Ilaria Cocino
Appassionarmi allo sport è stato semplice: qualche gol degli Azzurri al Mondiale 2006, qualche punto spettacolare di dritto, qualche schiacciata nel campo avversario, qualche canestro impossibile. Sono un'aspirante giornalista sportiva che segue con passione il movimento calcistico al femminile da ormai qualche anno e tenta, attraverso il suo piccolo contributo, di trasformarlo nella quotidianità di chi legge e di renderlo qualcosa di più di una semplice meteora: il potere delle parole è inestimabile, e spenderle per queste ragazze è un privilegio immenso e una grande responsabilità.

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