Il Milan è una società in netto sviluppo che, con il passare degli anni, sta crescendo sempre di più anche sul campo. La stagione attuale è stata caratterizzata da alti e bassi ma la squadra di Suzanne Bakker ha, senza dubbio, alzato il livello rispetto al passato anno dove era riuscita a qualificarsi per la Poule Scudetto ma senza reali obiettivi. Quest’anno, invece, la rincorsa Champions League è sempre stata viva, fino alla scorsa giornata quando la sconfitta nel Derby contro l’Inter per 1-0 e la vittoria della Juventus sul campo del Napoli per 2-3 ha quasi definitivamente spento la luce dato che alla Vecchia Signora basta un solo punto in due partite per l’aritmetica qualificazione.
Alcuni dei punti di forza delle meneghine sono il centro sportivo, il PUMA House of Football, recentemente restaurato, e il settore giovanile: due delle fondamenta da cui le rossonere stanno tentando di costruire il proprio futuro. A latere di una visita da parte di Cronache di Spogliatoio, come notiamo da un loro post Instagram, il capitano Laura Giuliani, Nadine Sorelli, l’allenatrice Suzanne Bakker e la Head of Women Football Elisabet Spina hanno toccato diversi temi.
Uno dei punti è stato il centro sportivo che si sviluppa anche tramite delle aree che permettono allo staff di allargarsi: “Sono sempre presenti, come l’area psicopedagogica, i nutrizionisti, gli ortopedici. – sottolinea Giuliani – Abbiamo uno staff che si occupa anche di tutta la parte social.”
Elisabet Spina, invece, spiega la composizione del centro sportivo: “Si divide in due parti: tutto quello che è l’infrastruttura e poi le figure professionali. La tendenza è investire su queste figure professionali che conoscano le specificità del calcio femminile.”
Tutta la struttura è una parte fondamentale del mondo Milan dato che permette anche un importante sviluppo del settore giovanile da cui sono fuoriuscite diverse giocatrici attuali, anche titolari, come Giorgia Arrigoni, Sara Stokic, Monica Renzotti e la stessa Nadine Sorelli: “Fare un percorso che parta dalla giovanili e che poi si conclude nella prima squadra è la prova che il club crede nel lavoro del vivaio e, soprattutto, ti aiuta a entrare nelle dinamiche del club, sentirsi sempre più attaccate alla maglia, legarsi ai valori del club e creare un ambiente di casa. Per me il Milan ormai è casa.”
“Abbiamo la fortuna qua al Milan – continua Giuliani – di avere un club che punta tanto su un blocco italiano. Quasi tutte le nostre giovani hanno fatto la trafila del nostro settore giovanile.”
Anche Suzanne Bakker si è soffermata sul settore giovanile: “La filosofia del nostro club è avere un buon settore giovanile e portare le giocatrici dal settore giovanile in prima squadra. Il sentimento del Milan – continua – è nel loro cuore. Sanno cosa significa giocare nel Milan. Molte di loro sono in prima squadra e spesso hanno giocato titolari. L’età per me non conta, a me interessa la qualità.”
Un altro punto importante del Diavolo è il blocco italiano che, però, Spina non ha voluto banalizzare tramite il concetto di ‘italianità’: “Per me l’italianità’ è qualcosa di molto vasto. Abbiamo calciatrici che hanno iniziato un percorso nel settore giovanile con noi, come Sara Stokic che proviene dalla Serbia: ha fatto il settore giovanile con noi, un po’ di ‘italianità’ la ha. Faccio fatica a fare differenze tra lei e un’italiana, ma così potrei dire anche del nostro capitano, Christy Grimshaw. Poi c’è l’altra italianità che è quella data dalle giocatrici che possono fare parte delle nostre nazionali.”
Tutto questo progetto ha portato il Milan a compiere dei passi importanti con il passare delle stagioni. Il Diavolo sembra essere sempre più in crescita ma l’obiettivo rimane uno: alzare un primo trofeo, che ancora manca. Tema ricorrente nei pensieri delle giocatrici e dell’allenatrice che, infatti, conclude così: “Il nostro sogno è di portare il primo trofeo al Milan perché siamo in un club con tanta storia per la parte maschile, ma spero che in futuro potremo dirlo anche per il settore femminile.”






