Lo scetticismo iniziale trasformato in applausi per un profilo di cui ora la Juventus non può fare a meno: Ana Capeta – nel suo “anno zero” in tali colori – sembra rappresentare quell’anello mancante di una squadra che negli anni si è rinnovata e che ha continuato a puntare su obiettivi coerenti, col solito desiderio di alzare l’asticella.
Dopo l’arrivo del sesto scudetto della storia bianconera, il club – come di consueto – ha richiamato a sé forze inedite, cercando di inserirsi al meglio in un contesto già conosciuto ma mai scontato; a testimoniarlo? Un percorso da alti e bassi, definitivamente archiviato proprio di recente con la finalissima di Coppa Italia contro la Roma, una delle dirette rivali del gruppo. Una sfida quella disputata che, proprio perché quanto dimostrato sul campo quest’anno, è suonata quasi come un ulteriore carico sulle spalle di cui ci si poteva liberare solo attraverso il massimo rendimento e quella fame che – nonostante molteplici risultati sotto le aspettative – non è mai mancata.
Fresca di conferma a Torino dopo l’esperienza allo Sporting ed il diritto di riscatto esercitato dalla squadra che la terrà con sé fino al 2028, l’attaccante portoghese si è detta pronta a continuare a contribuire attivamente al lavoro collettivo, certa del fatto che potrà fare ancora grandi cose insieme alle proprie compagne. Manifesto di quanto riferito proprio le parole rilasciate dalla numero 7 a TuttoSport:“Durante il corteggiamento della società, ho subito pensato a Cristiana Girelli; non ho potuto non provare la gioia di poter condividere il reparto con lei, imparare da lei e lavorare con lei. A colpirmi, però, è stata anche l’attenzione del direttore Braghin che diceva di conoscermi da molto tempo.
So che il club ha scommesso su di me e questo per me rappresenta un valore aggiunto perché mi permette di continuare a dare il meglio. Voglio rimanere qui a lungo e vincere tanti trofei!”.
La chiacchierata al noto portale si è fatta, poi, ancor più curiosa; la classe ‘97 (annunciata a febbraio del 2026, il cui percorso individuale è stato finora segnato da 2 goal e molteplici assist), ha, infatti, raccontato della visione sul gioco proposto in Italia e delle grandi figure sportive da cui ha sempre tratto ispirazione: “cosa mi ha colpito di più di questo campionato? L’aver trovato qualità anche nelle squadre di medio/bassa classifica, che poi è ciò che rende il tutto ancor più competitivo.
Tra i miei riferimenti? Sicuramente Cristiano Ronaldo, partito da zero ed arrivato fino a dove è oggi grazie al lavoro. Non farò le rovesciate che fa lui, ma…anche io ho giocato prima nello Sporting e poi nella Juve!”.
Un capitolo è stato chiuso, ma le intenzioni (che fungono quasi da promesse future) della calciatrice rimangono valide; che annata sarà la prossima per la Juventus? Ma, sopratutto, in che modo Capeta riuscirà a rendersi determinante?






