Quando il potere del gruppo è forte, il successo non è questione di fortuna: potrebbe essere questa la frase riassuntiva del viaggio 2025/2026 compiuto dalla Union Sammartinese. La squadra di Forlì (unica nel capoluogo emiliano), entrata a far parte del contesto d’eccellenza con saldi propositi ed una rosa rinforzata, ne ha fatta di strada: accompagnata dalla guida tecnica Marco Rossi, perfino la Coppa Italia regionale è stata sollevata dalle mani della formazione che ha potuto così festeggiare la conquista di un trofeo, segnale tangibile di una consapevolezza tutta nuova e di una crescita dai margini ancor più “allargabili”.
Cosa si nasconde dietro questi grandi passi? Lo abbiamo saputo attraverso il racconto di Rebecca Selmani, contributo di famiglia Union.
In questa stagione avete lasciato una buona impronta sul campionato; non si può parlare di una promozione mancata, quindi, ma di costruzione di fondamenta ancora più solide per il futuro del club. Cosa ha dato a voi come gruppo questo percorso?
«Questo è stato sicuramente l’anno più emozionante da quando gioco all’Union Sammartinese: abbiamo raggiunto obbiettivi mai raggiunti nella storia della società. Questo percorso ci ha dato, prima di tutto, la consapevolezza del nostro valore e del fatto che per le soddisfazioni non basta il talento individuale ma serve una mentalità condivisa; oltre a questo ha regalato la certezza che siamo sulla strada giusta e che le basi che abbiamo gettato sono abbastanza solide per reggere ambizioni ancora più grandi nel prossimo futuro».
Per te è stato l’ennesimo continuo in questi colori: a livello individuale che annata è stata e quanto si è rivelata importante questa intesa ormai collaudata con una squadra che in parte è stata rivoluzionata?
«Posso dire che questo per me è stato soprattutto un anno di maturazione, non solo a livello calcistico ma anche personale. Nonostante i numerosi nuovi innesti, devo ammettere che si è creato un gruppo molto unito, che aveva un obbiettivo comune da raggiungere e per il quale il sostegno di tifosi e dirigenza ha fatto tanto. Con orgoglio affermo che l’Union non è solo una società di calcio ma una vera e propria “famiglia”».
Oltre all’ottimo piazzamento stagionale, segnale importante è stato dato dalla vittoria della Coppa Italia Emilia: un traguardo storico per tutto il team e non scontato, vista anche l’avversaria da vertice con la quale vi siete confrontate…
«Diciamo che nessuno a inizio anno credeva che saremmo riuscite a raggiungere traguardi così importanti, tranne noi. Sicuramente fattore fondamentale è stata la mentalità della squadra, la voglia di dimostrare la propria forza e di poter competere con chiunque; per quanto riguarda il campionato, siamo riuscite finalmente a mostrare quello che questa squadra vale, rimanendo sempre unite e giocando divertendoci.
Coppa? È stata la partita più emozionante e quella che allo stesso tempo ci identifica di più; una gara che abbiamo iniziato subito in salita, contro un’avversaria sicuramente temibile, ma ciò ci ha spinte ad unirci ancora di più e giocare l’una per l’altra. Alzare al cielo quel trofeo è stato un ripagare tutti i sacrifici fatti e l’impegno messo in ogni singolo allenamento e partita».
A volte si dice che la continuità non sia tanto ripetere un risultato quanto mantenere una identità: guardando al futuro, pensi si dovrà mantenere quella mostrata dal collettivo come arma vincente? Qual è il tuo augurio per il prossimo anno?
«Sicuramente gli obiettivi del prossimo anno saranno ambiziosi come quelli di questa stagione, e si potrà ripartire da ciò che è stato costruito. Spero con tutto il cuore che potremo ripeterci e, magari, toglierci anche qualche piccola soddisfazione in più!».
Si ringrazia Rebecca Selmani e la società tutta per la gentile concessione.






