Photo Credit: Giovanni colombo Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Il Napoli Women è stata una delle rivelazioni di questa Serie A. Le partenopee, infatti, non sono andate lontane dalla zona Champions, inseguita concretamente sino alla terzultima giornata persa in casa contro la Juventus nello scontro diretto.
Tra le campane una delle giocatrici più rappresentative è stata Tecla Pettenuzzo che è intervistata dal Corriere della Sera. La calciatrice sulla stagione ha affermato: “Sono soddisfatta, ma con un po’ di amaro in bocca. Anzi, togliamo pure l’un po’. Perché se da un lato penso che nessuno si aspettasse un rendimento simile, dall’altro siamo state nelle zone alte della classifica fin dai primi turni, quindi sarebbe stato bello e appropriato mettere la ciliegina sulla torta”.

 

La classe ’99 vicentina sull’ottima annata della partenopee poi puntualizza: “Qualcosa avevamo già capito in Women’s Cup. Non era andata benissimo, ma stavamo iniziando a mettere in pratica i principi che il mister ci aveva trasmesso durante la preparazione. C’era un’intensità diversa, lo percepivi un determinato potenziale”.
Su mister Sassarini, invece, la giocatrice, ex di Sassuolo, Sampdoria, Roma e Brescia, ricorda in particolare sulla annata precedente conclusa con la salvezza: “Dovevamo mantenere la categoria e avevamo pochi mesi per farlo, per cui non c’era abbastanza tempo per inserire tutto ciò che siamo state brave a interpretare quest’anno: modalità inedite, un nuovo tipo di approccio e di calcio, quanto meno per noi”.

Sulle capacità del mister poi la laterale aggiunge: “Mi sono state spiegate cose che fino a prima nessuno mi aveva mai insegnato. Ora quando guardo una partita della Nazionale femminile o di Serie A maschile vedo cose che prima non ero capace di riconoscere: certi spazi, certe giocate, il timing. Il mister ha insistito molto su questi aspetti, e devo dire che ne abbiamo raccolto i frutti”.
La duttile giocatrice ha quindi continuato: “Scendere finalmente in campo consapevoli di poter far valere le nostre qualità è stato rigenerante. Inoltre il fatto di cimentarmi in un ruolo che non avevo mai ricoperto mi ha dato modo di ampliare ulteriormente il mio bagaglio. Sì, è stato proprio un anno di crescita sia per me che per la squadra”.

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