Il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna ha condannato la Lazio ad un risarcimento nei confronti di una sua ex tesserata. La società biancoceleste, infatti, è stata ritenuta colpevole di aver interrotto il rapporto lavorativo con Maja Eva Johanna Göthberg, in maniera illegittima. La sentenza, di 52 pagine pubblicata sul sito del TAS di Losanna, condanna la Lazio nella causa aperta dalla calciatrice svedese che non fu confermata nella rosa, dopo aver scoperto la sua gravidanza.
L’atleta, difensore e centrocampista, era arrivata in Italia nel 2023, dopo esperienze tra Finlandia e Svezia, diventando una tra le protagoniste della cavalcata con la promozione in Serie A delle biancocelesti. Prima dell’inizio della nuova stagione la giocatrice ha scoperto, però, di essere incinta informando cosi il club. Dalle prove fornite dalla calciatrice al TAS testimoniano che la Lazio dopo aver appreso della gravidanza della giocatrice avrebbe deciso di ritirarsi dall’accordo precedentemente raggiunto per la sua permanenza a Roma.
Dopo che Maja Göthberg aveva perso il primo ricorso, presentato alla Camera di Risoluzione delle Controversie della FIFA, tramite il sindacato della FIFPRO si è appellata al Tribunale Arbitrale dello Sport che ha ribaltato il primo verdetto. La Lazio cosi dovrà risarcire economicamente la giocatrice per aver violato i suoi diritti. La calciatrice ha spinto su prove come messaggi WhatsApp che hanno dimostrato che la Lazio a conoscenza della gravidanza della calciatrice ha virato per l’interruzione del rapporto lavorativo, oltre alla violazione della privacy della giocatrice che porterà un ulteriore risarcimento economico.
Dopo la sentenza la giocatrice svedese ha commentato così la decisione: “Questa vicenda non riguardava solo il calcio. Riguardava l’essere trattata con equità e rispetto in un momento importante della mia vita”.
Maja Göthberg ha aggiunto: “Questa sentenza manda un messaggio chiaro: la gravidanza non deve mai essere considerata un problema o una ragione per negare opportunità lavorative a una calciatrice”.
La sentenza stabilisce inoltre un precedente importante riguardo alla riservatezza delle informazioni mediche relative alla gravidanza e illustra che i Regolamenti sulla Maternità della FIFA sono applicabili.






