La quinta edizione della Coppa Italia Femminile ha aperto ufficialmente la stagione del beach soccer femminile italiano. Dal 25 al 28 giugno, infatti, quattro squadre si sono sfidate sul Lungomare Trieste di Lignano Sabbiadoro con la voglia di ben figurare. Tra queste il Cagliari vincitrice della manifestazione spinta da Veronica Privitera che su queste settimane vissute sulla sabbia ci ha raccontato:
“Siamo partite con la disputa dell’Euro Winners Cup, che è stata un’esperienza bellissima e molto formativa. Confrontarsi con alcune delle migliori squadre d’Europa ti permette di capire a che punto sei e su cosa devi ancora migliorare. Personalmente mi ha dato tanta fiducia e credo che abbia fatto crescere tutto il gruppo. Arrivare, poi, alla Coppa Italia dopo un’esperienza del genere ci ha permesso di affrontare ogni partita con più consapevolezza e con la voglia di dimostrare il nostro valore”.
Prima tappa stagionale è stata, quindi, la Coppa Italia di Lignano Sabbiadoro raccontata cosi da Privitera: “A Lignano abbiamo trovato un’atmosfera davvero bella, con tanta passione intorno al beach soccer. Noi arrivavamo in buone condizioni e soprattutto molto unite. Rispetto allo scorso anno avevamo tre nuovi innesti, ma si sono integrate fin da subito nel nostro gruppo e nel nostro modo di giocare. È stato davvero naturale accoglierle e credo che abbiano dato un contributo importante, sia dal punto di vista tecnico che umano. Essendo un gruppo molto unito, dentro e fuori dal campo, l’affiatamento è stato fondamentale nei momenti più difficili. Il nostro obiettivo era quello di arrivare fino in fondo e giocarci tutte le nostre possibilità, senza avere rimpianti”.
Tre gare in tre giorni per conquistare la finalissima. Sulle sfide con le altre tre squadre partecipante Veronica ci confida: “Sono state tre partite molto intense, tutte diverse ma accomunate da un livello molto alto. Giocare ogni giorno non è semplice, perché bisogna recuperare in fretta sia fisicamente che mentalmente. Abbiamo cercato di affrontare ogni gara con concentrazione e spirito di sacrificio. Penso che proprio quelle sfide ci abbiano dato ancora più convinzione nei nostri mezzi e abbiano consolidato il gruppo”.
Poi la finalissima combattuta sino all’ultimo secondo vinta contro Terracina. A riguardo l’atleta del Cagliari ammette: “È stata una finale emozionante e combattutissima fino all’ultimo secondo. Sono quelle partite che ti fanno vivere emozioni fortissime e che ricorderai a lungo. C’è sicuramente un po’ di rammarico quando una finale si decide su episodi, ma porto con me soprattutto l’orgoglio per quello che abbiamo dimostrato in campo. Abbiamo dato tutto e questo è l’aspetto più importante. È una partita che ci lascia tanta esperienza e ancora più voglia di continuare a crescere”.
Nella seconda metà di luglio spazio al campionato, ad Anzio, sul quale Privitera non ha dubbi: “Mi aspetto un campionato molto competitivo, dove ogni partita andrà conquistata. Noi continueremo a lavorare con umiltà e determinazione, cercando di migliorarci ogni giorno. Sono convinta che potremo toglierci delle soddisfazioni. Per il pubblico sarà sicuramente uno spettacolo, perché il beach soccer è uno sport veloce, intenso e imprevedibile, capace di regalare emozioni fino all’ultimo secondo”.
Veronica conclude con un suo pensiero sul movimento giocato sulla sabbia: “Ci credo tantissimo e spero davvero che il movimento femminile possa crescere, ma credo anche che oggi ci sia ancora tanto da fare. Purtroppo il beach soccer femminile è ancora poco conosciuto e questo fa sì che poche ragazze si avvicinino a questo sport. Anche molte società, comprese quelle che hanno già una squadra maschile, spesso non investono nella formazione di una rosa femminile. È un peccato, perché senza un maggiore impegno da parte di tutti si rischia che questo movimento faccia dei passi indietro o, nel peggiore dei casi, che possa scomparire”.
Privitera a riguardo conclude: “Il beach soccer merita di essere conosciuto sempre di più perché è uno sport spettacolare, intenso e capace di trasmettere emozioni uniche. Il mio augurio è che sempre più società credano nel progetto, che sempre più bambine e ragazze abbiano la possibilità di avvicinarsi a questo sport, provarlo e innamorarsene, proprio come è successo a me, alle mie compagne di squadra e a tante altre atlete degli altri club. Solo così il movimento potrà crescere e avere il futuro che merita”.






