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	<title>Elisabetta Sartini, Autore di Calcio femminile italiano</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 07 May 2022 17:45:50 +0000</lastBuildDate>
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		<title>“Female Training”: alimentazione per l’atleta</title>
		<link>https://www.calciofemminileitaliano.it/salute-benessere/female-training-alimentazione-per-latleta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Sartini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 May 2022 14:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’alimentazione dell’atleta è di fondamentale importanza per garantire un corretto apporto nutrizionale al corpo e mantenere alta la performance prima, durante e dopo la partita. Nel calcio e non solo, le prestazioni migliori possono sfociare soltanto dal connubio tra allenamenti ottimali ed alimentazione corretta. A qualsiasi livello l&#8217;attività venga praticata, il modo di alimentarsi risulta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’alimentazione dell’atleta è di fondamentale importanza per garantire un corretto apporto nutrizionale al corpo e mantenere alta la performance prima, durante e dopo la partita.<br />
Nel calcio e non solo, le prestazioni migliori possono sfociare soltanto dal connubio tra allenamenti ottimali ed alimentazione corretta. A qualsiasi livello l&#8217;attività venga praticata, il modo di alimentarsi risulta fondamentale per una buona riuscita della performance sportiva e soprattutto per garantire la salute dell&#8217;atleta.<br />
Generalmente l’alimentazione dell’atleta deve essere varia ed equilibrata ove non sussistono problematiche particolari o intolleranze e allergie. Una dieta normo calorica, personalizzata, composta da 3 pasti principali e spuntini in base agli orari di allenamento e partita. Gli alimenti devono essere funzionali per il corpo, quindi freschi e vivi, limitando il più possibile tutto ciò che è confezionato. Ogni pasto deve essere composto da tutti i macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) nelle quantità ideali per far si che il corpo abbia il giusto tempo di digestione.<br />
Nella programmazione atletica deve essere inserito anche il programma alimentare che accompagnerà ogni macro e micro ciclo della stagione calcistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono 3 momenti fondamentali da pianificare per garantire una corretta alimentazione all’atleta: <strong>il pre partita, durante la partita e post partita.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">ERRORI DA EVITARE NEL PRE PARTITA<br />
• Consumare pasti ricchi di grassi. I grassi, infatti, da un lato richiedono di per sé tempi lunghi per essere digeriti, mentre dall&#8217;altro allungano i tempi di digestione dei cibi con cui vengono assunti. Andrebbero evitati quindi i grassi fritti e quelli cotti a lungo; vanno esclusi gli insaccati (con la sola eccezione della bresaola e del prosciutto crudo sgrassato) e le carni grasse come quelle di maiale. Si devono poi eliminare le parti palesemente grasse delle carni, la pelle del pollo e così via; similmente, non vanno assunte le parti degli arrosti o dei roast-beef a diretto contatto con i grassi di cottura; vanno ridotti i condimenti, i formaggi, il latte intero, il burro, la margarina e oli di vario tipo.<br />
• Consumare zuccheri semplici e non complessi. I cibi ricchi di carboidrati sono di solito facilmente digeribili ed in grado di aumentare le scorte di glicogeno nei muscoli e nel fegato; vanno preferiti i carboidrati complessi, ossia gli amidi, come quelli contenuti nella pasta, nel pane, nel riso, nelle patate e nelle carote lesse. E&#8217; il caso, invece, di limitare la quantità di carboidrati semplici, cioè gli zuccheri, a partire dal saccarosio &#8211; ossia lo zucchero da cucina &#8211; e dal glucosio (detto anche destrosio). Infatti, quando si prendono vari grammi di questi zuccheri, come descritto sopra, vi è dapprima un rapido elevarsi della glicemia (ovvero l'&#8221;iperglicemia&#8221;); a ciò consegue un&#8217;immissione nel sangue di insulina (un ormone prodotto dal pancreas) in quantità molto superiori a quelle normali. La glicemia tende così a tornare ai valori basali; tuttavia, quando l&#8217;innalzamento del tasso di glucosio &#8211; di conseguenza quello di insulina &#8211; è rapido e di notevole entità, può succedere che la glicemia scenda al di sotto dei valori normali.<br />
• Consumare poche proteine. in quanto fondamentali per la ricostruzione del muscolo dopo lo sforzo della partita. Inoltre, se assunte assieme ai carboidrati, hanno la capacità di stabilizzare la glicemia, impedendone eccessivi aumenti ed evitando lo stato di ipoglicemia reattiva<br />
• Consumare tanti alimenti diversi tra loro per composizione e cottura, di conseguenza con tempi diversi di digestione. E&#8217; per questa ragione che non si dovrebbe mangiare la frutta alla fine del pasto, soprattutto quando si vuole avere una digestione rapida.<br />
• Bere alcolici. L&#8217;alcool etilico deprime alcune funzioni inibitorie cerebrali e può dare una sensazione di euforia; tuttavia questo effetto non aiuta certo la prestazione del giocatore.</p>
<p style="text-align: justify;">ALIMENTAZIONE DURANTE LA PARTITA<br />
Scopo dell&#8217;alimentazione durante la partita è quello di reintegrare buona parte dell&#8217;acqua e dei sali persi sotto forma di sudore. La perdita da parte del corpo di notevoli quantità di acqua (disidratazione) e sali minerali può determinare una diminuzione dell&#8217;efficienza fisica, con possibile insorgenza di crampi e talvolta &#8211; conseguentemente all&#8217;aumento della temperatura del corpo &#8211; un calo dell&#8217;efficienza cerebrale.<br />
Per evitare ciò, è utile che il giocatore faccia la pre-idratazione, ossia beva molto abbondantemente subito prima di entrare in campo, quindi dopo il riscaldamento e l&#8217;appello dei giocatori. Oltre a questo, è bene che il giocatore beva molto nell&#8217;intervallo e se possibile anche durante la partita</p>
<p style="text-align: justify;">ALIMENTAZIONE POST PARTITA<br />
L’obiettivo dell&#8217;alimentazione post-partita è quello di reintegrare le perdite idrosaline, favorire la sintesi del glicogeno muscolare, riparare i danni strutturali conseguenti allo sforzo sostenuto ed evitare un ulteriore sovraccarico metabolico. Il depauperamento delle riserve di glicogeno muscolare deve essere rimpiazzato quanto prima. Infatti le prime due ore dopo la partita sono quelle più importanti per nutrire il corpo.<br />
La prestazione sportiva induce un elevato catabolismo proteico, cui l&#8217;organismo deve provvedere senza apportare un ulteriore sovraccarico nello smaltimento delle scorie prodotte. Nell&#8217;alimentazione post partita è quindi indispensabile fornire proteine ad alto valore biologico, che contengono tutti gli amminoacidi essenziali.<br />
Può capitare che alcuni giocatori non abbiano per niente fame; l&#8217;impegno dei 90 minuti, infatti, determina l&#8217;aumento nel sangue di catecolamine, di endorfine e di altri ormoni il cui effetto è anche anoressizzante (il che determina la scomparsa dell&#8217;appetito). In questo caso, se proprio non se ne ha voglia, non è il caso di sforzarsi a mangiare.  Immediatamente dopo la competizione, la cosa più importante da fare è bere e quindi idratarsi.<br />
L&#8217;integrazione idro-salina dovrà continuare soprattutto dopo la fatica sportiva, scegliendo menù adeguati, così da soddisfare le carenze con alimenti il più possibile naturali. Dopo la partita è consigliabile il consumo di frutta fresca intera o sotto forma di estratti, sia per l&#8217;azione alcalinizzante, sia per quella antiossidante dovuta all&#8217;apporto di vitamina C.<br />
Successivamente, il pranzo o la cena dovranno essere costituiti da cibi cucinati nel modo più semplice possibile e facilmente digeribili.<br />
La loro composizione dovrà prevedere una discreta quantità di carboidrati complessi, una parte proteica ad alto valore biologico e una piccola quantità di condimento vegetale, sotto forma di olio d&#8217;oliva. La preferenza verrà data agli alimenti scarsamente acidificanti. Sono dunque da privilegiare i primi piatti, anche in quantità abbondante, a base di pasta o di riso, mentre il secondo può essere limitato a porzioni ridotte di carne con contorno di verdura cruda o cotta.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>“Female Training”: i traumi della caviglia</title>
		<link>https://www.calciofemminileitaliano.it/salute-benessere/female-training-i-traumi-della-caviglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Sartini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2022 09:30:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Distorsioni, fratture, contusioni alla caviglia sono molto frequenti in ambito calcistico perché l’articolazione è sovente sotto stress sia per sopportare il peso corporeo, sia per i traumi subiti durante le partite di calcio. Tra i diversi fattori che incidono nei traumi alla caviglia possiamo annoverare: L’aumento della velocità di gioco La maggiore rapidità d’esecuzione del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Distorsioni, fratture, contusioni alla caviglia sono molto frequenti in ambito calcistico perché l’articolazione è sovente sotto stress sia per sopportare il peso corporeo, sia per i traumi subiti durante le partite di calcio.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i diversi fattori che incidono nei <strong>traumi alla caviglia</strong> possiamo annoverare:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>L’aumento della velocità di gioco</li>
<li>La maggiore rapidità d’esecuzione del gesto atletico</li>
<li>Le diverse tipologie d’allenamento</li>
<li>Il numero di sedute settimanali e quindi il maggiore stress articolare</li>
<li>I cambi di direzione&nbsp; tattici&nbsp;come per esempio il pressing, il forcing, il fuorigioco, il raddoppio di marcatura ecc.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Questi costituiscono nel Calcio importanti fattori di rischio di traumi sia per patologie <strong>acute</strong> sia per quelle croniche da Overuse (<strong>sovraccarico</strong> funzionale).</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si parla di <strong>traumi alla caviglia</strong> è necessario saperli distinguere a loro volta in:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Contusioni</li>
<li>Lussazioni</li>
<li>Fratture</li>
<li>Sindrome da impingement</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Le<em> contusioni</em> sono lesioni traumatiche prodotte dalla violenta compressione di un agente esterno sulla superficie del corpo per trauma diretto&nbsp;rappresentato, ad esempio, da un contrasto contro un altra giocatrice, con il terreno di gioco successivo a caduta o per urto contro le traverse della porta (generalmente questa ultima riguarda il portiere). <strong>Se la contusione è di lieve</strong> entità lo stravaso ematico si infiltrerà solo nel tessuto sottocutaneo provocando un’ecchimosi.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Quando la <strong>contusione è notevole</strong> lo stravaso ematico tenderà ad infiltrarsi nei tessuti e a raccogliersi nelle cavità causando <strong>ematomi</strong><strong>.</strong> Nella maggior parte dei casi è utile un’applicazione immediata di <strong>borse di ghiaccio</strong>. In quelle più complicate si raccomanda il <strong>drenaggio</strong> della raccolta mediante aspirazione, seguita da <strong>bendaggio comprensivo</strong> e scarico dell’arto.</p>
<p style="text-align: justify;">Le<em> lussazioni</em> sono associate spesso ad una frattura malleolare (solitamente a carico del malleolo laterale o peroneale). Il meccanismo più frequente è quello di una qualsiasi <strong>distorsione in supinazione</strong> (cioè con il piede ruotato all’interno) associato ad una caduta in avanti dell’atleta. <strong>Spesso vi è una predisposizione</strong> a questo tipo di trauma, cioè una debolezza muscolare e legamentosa della caviglia. Il trattamento terapeutico delle lussazioni alla Caviglia è nella <strong>tempestiva riduzion</strong><strong>e </strong>poi sarà lo specialista a decidere se bloccarla con gesso-tutore o procedere ad intervento chirurgico.</p>
<p style="text-align: justify;">Le <em>&nbsp;fratture, </em>come dicevamo sopra, possono susseguirsi ad un evento distorsivo molto violento e impattante a carico della caviglia. Anche qui, una volta deciso il trattamento specifico in base alla frattura (composta o scomposta), si potrà poi programmare la riabilitazione e recupero fisico per tornare ad allenarsi in sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">La <em>sindrome da impingement</em> è una sindrome dolorosa causata dalla frizione dei tessuti dell’articolazione che provoca un’alterata biomeccanica delle strutture articolari. Da un punto di vista anatomico e clinico si distinguono sindromi da impingment di ossa e tessuti molli; tra queste la più frequente è <strong>quella anterolaterale</strong> causata da traumi ripetuti in plantarflessione e in intrarotazione della caviglia, associati a traumi ai legamenti tibio-fibulare e astragalo-fibulare anteriore. Il sintomo più comune è il dolore cronico anterolaterale, edema e instabilità della caviglia<strong>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una buona programmazione atletica, che comprenda esercizi funzionali di propriocezione mirati al buon mantenimento legamentoso, può risultare preventiva per i traumi alla caviglia dell’atleta fornendo una corretta elasticità anche nei movimenti più estremi.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ consigliabile nelle atlete più “lasse” (con una abnorme elasticità costituzionale) il parastinco con cavigliera elastica inclusa.</p>
<p><em>Credit Photo: Fabrizio Brioschi</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>“Female Training”: l’allenamento con i pesi per l’atleta</title>
		<link>https://www.calciofemminileitaliano.it/salute-benessere/female-training-lallenamento-con-i-pesi-per-latleta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Sartini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Apr 2022 13:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il calcio è uno sport di squadra caratterizzato da periodi ad alta intensità intervallati da momenti di recupero ed intensità più basse. L’atleta deve possedere numerose qualità fisiche: Accelerazione Resistenza Velocità Agilità Forza esplosività Coordinazione Forza Il calcio è anche uno sport da contatto ed i maggiori infortuni avvengono nei cambi di direzione o accelerazioni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calciofemminileitaliano.it/salute-benessere/female-training-lallenamento-con-i-pesi-per-latleta/">“Female Training”: l’allenamento con i pesi per l’atleta</a> proviene da <a href="https://www.calciofemminileitaliano.it">Calcio femminile italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il calcio è uno sport di squadra caratterizzato da periodi ad alta intensità intervallati da momenti di recupero ed intensità più basse.<br />
L’atleta deve possedere numerose qualità fisiche:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Accelerazione</li>
<li>Resistenza</li>
<li>Velocità</li>
<li>Agilità</li>
<li>Forza esplosività</li>
<li>Coordinazione</li>
<li>Forza</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il calcio è anche uno sport da contatto ed i maggiori infortuni avvengono nei cambi di direzione o accelerazioni improvvise. Il pessimo rapporto di forza tra muscoli agonisti ed antagonisti porta ad alterazioni di trasmissione di scariche dal sistema nervoso centrale esponendo l’atleta a maggior incidenza di infortuni.<br />
Proprio per tutti questi motivi, la preparazione atletica calcio, deve prevedere una periodizzazione tra un periodo off-season (diviso in mesocicli) dedicato all’aumento della massa muscolare e forza (forza, forza esplosiva e specifica) e periodi on-season il cui focus principale sarà il mantenimento delle abilità acquisite.</p>
<p style="text-align: justify;">PREPARAZIONE ATLETICA CON I PESI<br />
Nella letteratura scientifica troviamo come giocatori di élite siano molto forti sia nel lower che nell’upper body, i cui muscoli sono decisamente più forti e rendono stabili le articolazioni (in particolare del ginocchio e caviglia).<br />
Nell’allenamento in palestra l’atleta deve rafforzare patterns motori fondamentali in tutti e tre i piani di movimento con esercizi multi-articolari e pesi liberi (no macchine).<br />
Esercizi da inserire nella scheda di allenamento sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Squat</li>
<li>Stacchi da terra</li>
<li>Affondi su diversi piani</li>
<li>Step ups su diversi piani</li>
<li>Rematori</li>
<li>Trazioni</li>
<li>Panca piana</li>
<li>Push ups</li>
<li>Push press</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Sempre nella programmazione della preparazione atletica calcio per riuscire a migliorare la stabilità, forza e resistenza con il core è necessario introdurre esercizi quali:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li style="text-align: justify;">Plank e varianti</li>
<li style="text-align: justify;">Side plank</li>
<li style="text-align: justify;">Barbell rollout</li>
<li style="text-align: justify;">Farmer’s walk</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per citarne alcuni ed esercizi pliometrici.</p>
<p>QUANTE VOLTE ALLENARSI CON I PESI?<br />
Nella preparazione atletica off-season possono andare bene 3-4 volte a settimana, mentre nella stagione on-season bastano 2 volte a settimana, in giorni lontani dalla partita e con la seduta lower body inserita a metà settimana.<br />
Investire sulla quantità e qualità di forza che siamo in grado di produrre, unendola alla capacità di esprimere velocità, darà un enorme transfer sulla prestazione.<br />
Il calcio richiede una moltitudine di qualità fisiche è bene focalizzarsi sull’anello debole per avere una marcia in più sul campo durante la partita.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Preparazione atletica calcio – Bibliografia e riferimenti Nicholas Rubini</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>“Female Training”: ciclo mestruale e prestazione sportiva&#8230; ecco cosa fare</title>
		<link>https://www.calciofemminileitaliano.it/salute-benessere/female-training-ciclo-mestruale-e-prestazione-sportiva-ecco-cosa-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Sartini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Mar 2022 14:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La PMS (Pre Mestrual Syndrome) è un’insieme di sintomi fisici, psicologici ed emozionali connessi al ciclo mestruale. Normalmente, qualsiasi donna ne soffre in maniera più o meno grave. I sintomi della PMS sono facilmente riconoscibili e di solito si presentano da una a due settimane prima dell’inizio del ciclo mestruale in quella che è chiamata [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calciofemminileitaliano.it/salute-benessere/female-training-ciclo-mestruale-e-prestazione-sportiva-ecco-cosa-fare/">“Female Training”: ciclo mestruale e prestazione sportiva&#8230; ecco cosa fare</a> proviene da <a href="https://www.calciofemminileitaliano.it">Calcio femminile italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La <strong>PMS (Pre Mestrual Syndrome)</strong> è un’insieme di sintomi fisici, psicologici ed emozionali connessi al ciclo mestruale. Normalmente, qualsiasi donna ne soffre in maniera più o meno grave. I sintomi della PMS sono facilmente riconoscibili e di solito si presentano da una a due settimane prima dell’inizio del ciclo mestruale in quella che è chiamata “fase luteale” dove il corpo luteo secerne “progesterone”.<br />
Proprio quest’ultimo è ritenuto il responsabile di : gonfiore addominale, cefalea, tensione mammaria, edema, instabilità del comportamento, sonnolenza e stanchezza.<br />
I cambiamenti dei livelli ormonali influiscono su tendini e muscoli e sulla performance sportiva. Negli ultimi anni diversi studi hanno posto attenzione alla componente ormonale per stilare una programmazione atletica performante. Ad oggi la ricerca non ha dato ancora una risposta definitiva.<br />
Per ora gli esperti ci danno un semplice suggerimento pratico: tracciare il proprio ciclo mestruale in modo che ogni atleta sia consapevole dei fattori manipolabili per tenere a bada la sintomatologia. Io vorrei porre l’attenzione sui <strong>fattori che causano la PMS</strong> e di conseguenza, influenzano la prestazione sportiva:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li style="text-align: justify;">Fattori ormonali: alterato rapporto tra estrogeni e progesterone</li>
<li style="text-align: justify;">Ricambio Idrosalino: determinato dall’eccesso o difetto degli ormoni che hanno azione sul bilancio elettrolitico (estrogeni, progesterone, ADH, prolattina, aldosterone)</li>
<li style="text-align: justify;">Deficit di Vit B6: la piridossina serve come coenzima di molti enzimi coinvolti nel metabolismo degli aminoacidi, transaminazione, decarbossilazione, interviene sul metabolismo del triptofano, trasformazione acido linoleico in arachidonico (importante per il microbiota), sintesi di molti neurotrasmettitori, modulatore di ormoni steroidei…</li>
<li style="text-align: justify;">Carenza di magnesio e serotonina</li>
<li style="text-align: justify;">Predisposizione genetica, possiamo però lavorare sull’epigenetica</li>
<li style="text-align: justify;">Alimentazione squilibrata: dove macro e micronutrienti non sono bilanciati o scarseggiano</li>
<li style="text-align: justify;">Psicosomatiche:soggettive, in base alla vita privata della donna. Questo può riguardare la sfera amorosa, sessuale, familiare, sociale, economica, professionale…</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Diventa complesso allenare un numero elevato di atlete volendo tenere in considerazione le caratteristiche peculiari di ognuna di esse.</p>
<p style="text-align: justify;">COSA FARE?<br />
Curare l’Alimentazione ed il Microbiota. Fare dei cicli di cura con batteri specifici che permettono di assimilare correttamente le sostanze nutritive, far funzionare gli organi correttamente, diminuire l’infiammazione sistemica e regolare lo stress a cui l’atleta è sottoposto ciclicamente durante la stagione sportiva.<br />
L’alimentazione deve essere quanto più naturale possibile ad alto valore biologico, poco confezionata e poco elaborata.<br />
Nella Fase Premestruale prediligere alimenti ricchi di triptofano (precursore della serotonia), di Omega 3 i quali danno sollievo alla tensione mammaria ed aiutano l’eventuale stitichezza. Alimenti contenenti ferro (attenzione a chi segue un’alimentazione vegana poiché il ferro non eme deve essere abbinato ad alimenti ricchi di vit C nello stesso pasto), poveri di sale e conservanti.<br />
L’integrazione viene caldamente consigliata in accordo con il parere medico: Magnesio, Zinco, Complesso vit B<br />
Dal punto di vista fisico e della prestazione sportiva non scordare l’esercizio funzionale prezioso per prevenire gli infortuni, garantire stabilità, equilibrio, propriocezione e coordinamento. Io lo consiglio insieme all’allenamento mio-fasciale e neurale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sport in gravidanza (seconda parte)</title>
		<link>https://www.calciofemminileitaliano.it/salute-benessere/sport-in-gravidanza-seconda-parte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Sartini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Aug 2021 15:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La futura mamma può praticare diversi tipi di attività fino al momento del parto sempre che non abbia particolari problemi di salute. In generale ci si orienta verso esercizi semplici con un bassissimo rischio di infortunio. È però molto più importante che ogni attività praticata durante la gravidanza sia frutto di una programmazione personalizzata senza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>La futura mamma può praticare diversi tipi di attività</strong> fino al momento del parto sempre che non abbia particolari problemi di salute. In generale ci si orienta verso esercizi semplici con un bassissimo rischio di infortunio. È però molto più importante che ogni attività praticata durante la gravidanza sia frutto di una programmazione personalizzata senza dimenticare quali siano gli accessori che non devono mancare.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà dunque indispensabile una visita medica, anche nel caso in cui si pratichi attività fisica da tempo, soprattutto se si tratta di attività fisica specifica. Lo<strong> sport</strong>&nbsp;<strong>in gravidanza</strong> fa bene ma non bisogna prenderlo troppo alla leggera, ha molteplici effetti positivi sulla<strong> gravidanza</strong>, sul parto, e sul post parto. Occorre quindi trovare la giusta misura tra il desiderio di essere in forma, e quello di ritornare subito in forma evitando di provocare dei danni alla gravidanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Le mamme fisicamente attive hanno spesso una gravidanza priva di complicazioni con un travaglio più agevole e veloce. Senza considerare inoltre che l’incidenza del parto cesareo e di altre forme di parto assistito è molto più bassa.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>attività fisica in gravidanza</strong> non ha lo scopo di migliorare lo stato di forma, ne tanto meno deve indurre a credere che ci sia la possibilità di mantenere lo stato di forma precedente alla gravidanza. La <strong>futura mamma</strong> deve però sempre sentirsi bene prima, durante e dopo <strong>l’attività fisica</strong>. Le gravidanze a rischio, richiedono maggiori attenzioni in base alla gravità del fattore di rischio. Maggiore attenzione è rivolta:</p>
<p style="text-align: justify;">Le patologie cardiovascolari (insufficienza cardiaca e interventi cardiologici);<br />
Ipertensione<br />
Tendenza alle varici<br />
Predisposizione alla trombosi<br />
Anemia<br />
Asma bronchiale<br />
Familiarità con l’aborto spontaneo<br />
Diabete mellito<br />
Malattie reumatiche<br />
Malattie infettive<br />
Gravidanza multipla.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna inoltre considerare che le nausee e le vertigini non sono sempre da attribuire a modificazioni fisiche, ma talvolta sono riconducibili anche a cause psicologiche, per questo motivo l’essere fisicamente attive crea dei benefici notevoli per le future mamme. Per adattarsi a questo nuovo <em>status</em> bisogna essere in grado di ascoltare il proprio corpo, la percezione del proprio “io” corporeo, modulando il grado di sforzo adeguandolo al proprio stato di forma e finalizzato al benessere. Mano a mano che la gravidanza avanza ed il peso aumenta, una donna si sente sempre meno in forma e propensa a muoversi, un allenamento costante, adeguato alla fase di gravidanza, migliora l’efficienza del corpo (anche se soggettivamente si può avere l’impressione contraria).</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong>Ginnastica pre e post parto<br />
</strong>Cercate di praticare <strong>sport 3 volte alla settimana</strong>. In generale un’<strong>attività fisica </strong>adeguata offre molti vantaggi, sempre ponendo attenzione ad aumentare il livello di benessere e non il livello di prestazione. La temperatura corporea non deve superare i 38°C&nbsp; per lunghi periodi, in modo tale da non sovraccaricare il sistema di termoregolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Assumete una sufficiente quantità di liquidi!</p>
<p style="text-align: justify;">Usate calzature specifiche che favoriscano un sufficiente grado di ammortizzamento, che sostengano il corpo e attutiscano i colpi; le vibrazioni sono una sollecitazione negativa durante la <strong>gravidanza</strong>. Anche l’abbigliamento deve essere comodo e adatto allo<strong> sport</strong> praticato, evitando gli abiti stretti che possono costringere troppo. Durante <strong>l’attività fisica</strong> per controllare la frequenza cardiaca indossare un cardiofrequenzimetro facendo attenzione a non superare i valori di soglia individuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando il livello di attività fisica diventa eccessivo, il corpo della mamma o quello del bambino danno dei segnali, come ad esempio la respirazione affannosa, il polso accelerato, dolori, vista annebbiata. In tali situazioni è necessario ridurre l’impegno motorio o interrompere definitivamente lo sforzo fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">La<strong> donna in gravidanza</strong> è in sostanza un “atleta” da allenare in preparazione del parto; è infatti necessario presentarsi in perfette condizioni psico-fisiche per il lieto evento. Per ottenere una buona condizione generale è quindi fondamentale seguire un programma di allenamento specifico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><u>La ginnastica pre parto</u></strong> può essere effettuata fino al 9° mese, dal 7° mese è però preferibile eseguire gli <strong>esercizi</strong> da seduti o da proni, per non pesare sulla parete addominale e già dal 4° mese è meglio evitare la posizione supina. <strong><u>La ginnastica post parto</u></strong> ha obiettivi leggermente diversi rispetto perché durante la gravidanza la donna ha subito dei cambiamenti graduali nel fisico, nelle emozioni e negli atteggiamenti. Nel giro di poche ore dalla nascita il bambino è nato e già incominciano una nuova serie di cambiamenti. Alcuni tendono a riportare il tuo fisico allo stato precedente alla gravidanza, mentre altri ti aiutano a fornire il necessario sostentamento al tuo bambino.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli effetti di questi cambiamenti possono durare fino a cinque mesi dopo il parto e provocare anche dolori, specialmente articolari, alla colonna vertebrale e al bacino, estendendosi a volte fino alle natiche o alle gambe. Anche la sinfisi pubica può dare problemi. Per tali motivi è bene praticare attività fisica anche dopo il parto,&nbsp; per facilitare il recupero funzionale, e tornare con gioia alla vita di tutti i giorni.</p>
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		<item>
		<title>Sport in gravidanza (prima parte)</title>
		<link>https://www.calciofemminileitaliano.it/salute-benessere/sport-in-gravidanza-prima-parte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Sartini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2021 20:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo sport in gravidanza è un utile strumento per mantenersi in forma, limitando l’aumento eccessivo del peso corporeo, favorendo un atteggiamento positivo; il tempo che si dedica allo sport infatti, non deve essere considerato come del tempo sottratto agli impegni quotidiani, ma come momento dedicato alla personale gravidanza. Di base, la ginnastica in gravidanza contribuisce [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lo<strong> sport in gravidanza</strong> è un utile strumento per mantenersi in forma, limitando l’aumento eccessivo del peso corporeo, favorendo un atteggiamento positivo; il tempo che si dedica allo <strong>sport</strong> infatti, non deve essere considerato come del tempo sottratto agli impegni quotidiani, ma come momento dedicato alla personale <strong>gravidanza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Di base, la <strong>ginnastica in gravidanza</strong> contribuisce a prevenire gli stress, a ridurre le tensioni muscolari ed a preservare la colonna vertebrale, oltre che sostenere i vari cambiamenti fisici e mentali. Molte sono le discipline praticabili e la scelta tra l’una o l’altra attività deve essere dettata dalle conoscenze sportive e dalla fisiologia. Praticare <strong>attività fisica in gravidanza&nbsp;</strong>abitua il corpo della donna a ripristinare rapidamente ed in maniera efficace le riserve energetiche utilizzate con un miglioramento globale dell’attività enzimatica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il metabolismo calorico basale della donna gravida aumenta in generale di un 20-30%. <strong>Le donne che praticano attività fisica</strong> hanno un consumo calorico più alto, i carboidrati ed i grassi della dieta possono essere metabolizzati molto più rapidamente. Attenzione però agli aumenti di peso. Un adeguato <strong>allenamento</strong>&nbsp;<strong>in gravidanza</strong> rinforza la muscolatura dorsale, addominale e pelvica, e previene danni ai dischi intervertebrali, alla sinfisi pubica e alla parete addominale. I muscoli pelvici e dorsali fungono da stabilizzatori del bacino, allenarli è fondamentale quindi per evitare posture scorrette che causerebbero algie particolarmente dolorose. Le mamme attive hanno imparato a fondo la meccanica respiratoria, il controllo del proprio apparato muscolare e la gestione delle proprie sensazioni; tutti strumenti utili durante il travaglio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vantaggi dell&#8217;attività fisica in gravidanza</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni dei numerosi vantaggi che la donna e il suo bambino traggono da una corretta attività fisica in gravidanza sono:<br />
controllo del peso corporeo;<br />
incremento del tono muscolare e della flessibilità;<br />
migliore postura;<br />
maggiore efficienza dell’apparato respiratorio e aumentato trasporto d’ossigeno per il feto;<br />
migliore funzionamento del sistema cardiocircolatorio;<br />
minori gonfiori;<br />
minori dolori alla schiena;<br />
vantaggi ormonali (come liberazione di endorfine);<br />
preparazione del perineo e prevenzione di prolassi e incontinenza;<br />
facilitato recupero post-parto;<br />
benefici psicologici ed emozionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti questi vantaggi venivano spesso messi a confronto con i timori che accompagnavano <strong>l’attività fisica in gravidanza.</strong> Tali paure sono state definitivamente allontanate dalla letteratura scientifica che ne ha elogiato i benefici.</p>
<p style="text-align: justify;">La gravidanza, nella prevalenza dei casi, resta una condizione assolutamente fisiologica; per questo rappresenta un grave, eppure ancora frequente errore quello di confondere e trattare la gravidanza come una <em>malattia</em>. &nbsp;Non solo, anche molte gravidanze patologiche, si pensi al diabete gestazionale, possono trarre importanti benefici dalla mirata esecuzione di alcuni semplici esercizi fisici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ovviamente diventa indispensabile affidarsi alla competenza di professionisti specializzati in materia.&nbsp;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quelli proposti non saranno allenamenti pesanti e faticosi, ma piuttosto attività dolci, combinate con strategie di rilassamento e respirazione. Una mamma consapevole del proprio corpo e delle trasformazioni che questo subisce è una mamma al centro della propria esperienza di maternità.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per questo lo<strong> sport in gravidanza</strong> sarà pensato e strutturato secondo precise regole, relative per esempio, agli<strong> esercizi in gravidanza</strong>, alla perfetta meccanica esecutiva, ai recuperi, il tutto in accordo con le proprie capacità e i propri limiti. Il lavoro corporeo in gravidanza rappresenta innanzitutto una sorta di viaggio personale, di esplorazione del proprio io corporeo e riscoperta di sé. L’occasione per ascoltarsi e ritrovare l’equilibrio psico-motorio, sapendo assecondare le proprie sensazioni. Lasciandosi guidare dal proprio corpo e dalle proprie esigenze.</p>
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		<title>“Female Training”: triade dell’atleta</title>
		<link>https://www.calciofemminileitaliano.it/salute-benessere/female-training-triade-dellatleta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Sartini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2021 15:30:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’eccesso di competizione, bramare un obiettivo, riuscire ad effettuare quel determinato “trick”, possono portare l’atleta all’estremo psico-fisico, scatenando problematiche che possono rasentare la patologia. La triade dell’atleta è una sindrome con tre condizioni correlate tra loro, dove alla presenza di una possono susseguirsi tutte le altre. I sintomi della triade dell’atleta possono essere vari, tra [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’eccesso di competizione, bramare un obiettivo, riuscire ad effettuare quel determinato “trick”, possono portare l’atleta all’estremo psico-fisico, scatenando problematiche che possono rasentare la patologia. La <strong>triade dell’atleta</strong> è una <em>sindrome</em> con tre condizioni correlate tra loro, dove alla presenza di una possono susseguirsi tutte le altre.</p>
<p style="text-align: justify;">I sintomi della triade dell’atleta possono essere vari, tra cui: disordini alimentari (BED, Bulimia, Anoressia nervosa), stanchezza, perdita di capelli, mani e piedi freddi, pelle secca, perdita di peso, rischio di fratture e amenorrea, senza escludere anche depressione e bassa autostima. Sicuramente saranno presenti: disfunzione del ciclo mestruale, osteoporosi e fratture, anoressia atletica.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>triade dell’atleta</strong> non riguarda solo le atlete di serie A e studi più recenti hanno dimostrato che la causa della sindrome è dovuta da un disequilibrio tra le energie spese per gli allenamenti e quelle introdotte attraverso la dieta. Forse un po’ riduttivo perché sicuramente è coinvolta anche una componente culturale, caratteriale e comportamentale che coinvolge la sfera emotiva dell’atleta donna.</p>
<p style="text-align: justify;">La dieta è il fattore comune di partenza ma il campo di interesse si allarga alle influenze ambientali e sociali nonché genetiche. Un’atleta può manifestare segni di un’alimentazione restrittiva ma non soddisfare i criteri clinici per un disturbo del comportamento alimentare.<br />
Può avere anche irregolarità mestruali, come modificazioni della durata del ciclo, anovulazioni, difetti della fase luteale, senza per forza arrivare all’amenorrea.</p>
<p style="text-align: justify;">Diagnosticare la Triade è il primo passo verso il trattamento. Anamnesi, Esame obiettivo, esami clinici ed ematici sono necessari per avere una diagnosi ben precisa. Il medico può notare elevati livelli di beta-carotene, anemia, ipotensione ortostatica, squilibri elettrolitici, ipoestrogenismo, atrofia vaginale e bradicardia.</p>
<p style="text-align: justify;">TRATTAMENTO<br />
Il trattamento della <strong>triade dell’atleta</strong> deve essere <em>multidisciplinare</em> &nbsp;coinvolgere la famiglia e, necessariamente, il preparatore atletico, la figura più vicina alla vita e abitudini dell’atleta.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà necessario ristabilire un equilibrio energetico (tra nutrienti, micro e macro nutrienti, spesa energetica) e sociale. La difficoltà non riguarda solo il ridare all’atleta il peso corporeo ideale (con il giusto rapporto tra massa magra e grassa) ma ristabilire la corretta fisiologia ormonale ( ciclo mestruale ). Il percorso può essere più o meno lungo per questo è fondamentale giocare in anticipo, tenendo in considerazione la soggettività dell’atleta e conoscere la sua storia clinica, familiare e sociale.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Calcio Femminile Italiano&nbsp; è sempre attento e sensibile alle esigenze delle calciatrici, mamme ed atlete. Per avere suggerimenti, consigli o risposte alle vostre domande sui temi <strong>Benessere &amp; Salute</strong> è possibile scrivere una e-mail <em>con </em>oggetto/titolo della <strong>“Female Training”</strong> alla casella di posta dedicata: <em><strong><a href="mailto:info@calciofemminileitaliano.it" target="_blank" rel="noopener">info@calciofemminileitaliano.it</a></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>“Female Training”: bambine e schemi motori di base</title>
		<link>https://www.calciofemminileitaliano.it/salute-benessere/female-training-bambine-e-schemi-motori-di-base/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Sartini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2021 15:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A giocare a calcio si inizia fin da bambini. Molto spesso già a 3-4 anni i genitori decidono di instradare i propri figli a praticare questo sport, positivo anche per quanto riguarda la socialità e lo spirito di gruppo. I bambini necessitano di sviluppare delle “tappe” motorie e il preparatore atletico dovrà assicurarsi che tutte [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calciofemminileitaliano.it/salute-benessere/female-training-bambine-e-schemi-motori-di-base/">“Female Training”: bambine e schemi motori di base</a> proviene da <a href="https://www.calciofemminileitaliano.it">Calcio femminile italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A giocare a calcio si inizia fin da bambini. Molto spesso già a 3-4 anni i genitori decidono di instradare i propri figli a praticare questo sport, positivo anche per quanto riguarda la socialità e lo spirito di gruppo. I bambini necessitano di sviluppare delle “tappe” motorie e il preparatore atletico dovrà assicurarsi che tutte le bambine abbiano raggiunto degli obiettivi, come gli schemi motori di base.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli <strong>schemi motori di base</strong> sono le fondamenta del movimento che il bambino, qualsiasi sport decida di perseguire, deve apprendere e tramite le quali potrà appropriarsi di di tutto il bagaglio motorio fondamentale per la vita di relazione. Sono tra le prime forme di movimento <em>volontario </em>gestito dal bambinoin funzione di un obiettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">I primissimi schemi motori sono:<br />
Rotolare<br />
Strisciare<br />
Gattonare</p>
<p style="text-align: justify;">e sono anche i più importanti perchè contribuiscono, non solo allo svilupo della sfera motoria ma anche Cognitiva, Sensoriale, Relazionale. Altri schemi motori sono:<br />
Correre<br />
Saltare<br />
Lanciare<br />
Tirare<br />
Arrampicare</p>
<p style="text-align: justify;">Gli <strong>schemi motori di base</strong> rappresentano un pre-requisito fondamentale dello sviluppo delle capacità motorie condizionali e, soprattutto, per le capacità motorie coordinative (generali e specifiche) che nel tempo consentono di raggiungere un certo livello di abilità motoria.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’adolescente che, pur avendo raggiunto rapidamente livelli soddisfacenti di abilità, non riesce più a sviluppare movimenti più complessi e combinati o ad esprimersi con lo stesso livello di efficacia in condizioni più difficili, può subentrare la demotivazione e l’abbandono prematuro dell’attività sportiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo è fondamentale una varietà di esercizi da proporre tenendo sempre a mente dei punti fondamentali:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><em>adeguatezza</em> all’età di sviluppo del bambino</li>
<li style="text-align: justify;"><em>stabilità</em> occorre tornare indietro per esercitare capacità già apprese</li>
<li style="text-align: justify;"><em>emozioni</em> l’attività motoria deve stimolare emozioni e il bambino imparerà a viverle e gestirle</li>
<li style="text-align: justify;"><em>evidenza</em> coinvolgere i bambini con spiegazioni chiare e accompagnate da suoni e ritmi</li>
<li style="text-align: justify;"><em>relazioni</em> capacità di accettare i propri limiti, i limiti posti dall’ambiente circostante e di relazionarsi con gli altri.<br />
<hr />
<p>Calcio Femminile Italiano&nbsp; è sempre attento e sensibile alle esigenze delle calciatrici, mamme ed atlete. Per avere suggerimenti, consigli o risposte alle vostre domande sui temi <strong>Benessere &amp; Salute</strong> è possibile scrivere una e-mail <em>con </em>oggetto/titolo della <strong>“Female Training”</strong> alla casella di posta dedicata: <em><strong><a href="mailto:info@calciofemminileitaliano.it" target="_blank" rel="noopener">info@calciofemminileitaliano.it</a></strong></em></li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>“Female Training”: la nuova rubrica di benessere &#038; salute dell&#8217;atleta</title>
		<link>https://www.calciofemminileitaliano.it/salute-benessere/female-training-la-nuova-rubrica-di-benessere-salute-dellatleta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Sartini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2021 15:30:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calciofemminileitaliano.it/?p=150252</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di allenamento, la programmazione atletica annuale, viene uniformata a tutta la squadra. Il nostro intento è quello di porre attenzione alle unicità di ogni atleta, prima di tutto donna perché, a differenza degli uomini, le sfumature che riguardano la sfera femminile sono infinite. Proprio su questi ideali si fonda una nuova Rubrica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calciofemminileitaliano.it/salute-benessere/female-training-la-nuova-rubrica-di-benessere-salute-dellatleta/">“Female Training”: la nuova rubrica di benessere &#038; salute dell&#8217;atleta</a> proviene da <a href="https://www.calciofemminileitaliano.it">Calcio femminile italiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quando si parla di allenamento, la programmazione atletica annuale, viene uniformata a tutta la squadra. Il nostro intento è quello di porre attenzione alle unicità di ogni atleta, prima di tutto donna perché, a differenza degli uomini, le sfumature che riguardano la sfera femminile sono infinite.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio su questi ideali si fonda una <strong>nuova Rubrica</strong> gestita da una figura polivalente che lavora in ambito sportivo; <strong>è atleta, donna, mamma, laureata in ambito sanitario e naturopata.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come gestire la programmazione atletica?<br />
</em><em>Il benessere mentale e fisico.<br />
Quando inizia la carriera dell’atleta? </em><br />
<em>Come migliorare la qualità della vita di una atleta?</em><br />
<em>Alimentazione.<br />
</em><em>Personal Trainer.</em></p>
<p>Lo scopo è divulgare informazione e <strong>rispondere alle domande degli utenti</strong> che potranno interagire commentando sotto ogni articolo. Lo sport viene praticato fin da bambini. Tanti saranno gli argomenti trattati e porremo attenzione anche a tematiche richieste dai nostri lettori. Da domani con appuntamento settimanale parte quindi &#8220;<strong>Female Training&#8221;</strong> a cura di <strong>Elisabetta Sartini</strong>. Vi aspettiamo!</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Calcio Femminile Italiano&nbsp; è sempre attento e sensibile alle esigenze delle calciatrici, mamme ed atlete. Per avere suggerimenti, consigli o risposte alle vostre domande sui temi <strong>Benessere &amp; Salute</strong> è possibile scrivere una e-mail <em>con </em>oggetto/titolo della <strong>“Female Training”</strong> alla casella di posta dedicata: <em><strong><a href="mailto:info@calciofemminileitaliano.it" target="_blank" rel="noopener">info@calciofemminileitaliano.it</a><br />
</strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calciofemminileitaliano.it/salute-benessere/female-training-la-nuova-rubrica-di-benessere-salute-dellatleta/">“Female Training”: la nuova rubrica di benessere &#038; salute dell&#8217;atleta</a> proviene da <a href="https://www.calciofemminileitaliano.it">Calcio femminile italiano</a>.</p>
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