Il Portogallo ha perso per 3-1 contro la Finlandia a Tampere, ma il risultato non ha modificato l’esito del Gruppo B3 della UEFA Women’s Nations League: la squadra portoghese si è assicurata il primo posto nel girone e, di conseguenza, la promozione in Lega A. La squadra portoghese è arrivata a questa ultima giornata in testa alla classifica, con tre punti di vantaggio sulle nordiche e aveva anche a suo favore anche il criterio dello scontro diretto, dopo la vittoria per 2-0 all’andata che obbligava la Finlandia a vincere con un ampio margine.
Nonostante la vittoria in questa partita, le finlandesi non sono riuscite a colmare lo svantaggio né in termini di punti né nello scontro diretto, chiudendo la fase a gironi al secondo posto mentre la Nazionale femminile del Portogallo ha concluso la fase a gironi con 15 punti, 17 gol segnati e quattro subiti. Con il risultato di martedì, la Finlandia ha totalizzato gli stessi 15 punti, con 15 gol segnati e sei subiti.

Pur riconoscendo come giusta la sconfitta del Portogallo contro la Finlandia, Francisco Neto, allenatore delle portoghesi, ha sottolineato il fatto che la sua squadra ha raggiunto gli obiettivi prefissati: le Navegadoras hanno vinto il girone e si sono garantite la promozione nella Lega A della Nations League, assicurandosi anche una posizione teoricamente più vantaggiosa nel sorteggio dei playoff di qualificazione ai Mondiali del 2027.

Non è stato un Portogallo uguale a quello che è sceso in campo a Vizela contro questa stessa squadra, senza dubbio il risultato è giusto. Siamo state inferiori alla Finlandia, non siamo riuscite a trovare il nostro gioco, raramente siamo riuscite a mantenere il possesso palla come di solito facciamo e nei duelli non siamo riuscite a prevalere, non abbiamo eguagliato il livello di intensità. Quando succede questo, le cose si complicano, è qualcosa che sappiamo di dover migliorare. Quando giochiamo contro squadre del nostro livello o superiori a noi, ogni volta che riusciamo a farlo bene, siamo più dentro la partita; ogni volta che non ci riusciamo, abbiamo più difficoltà. Un altro problema è stato l’incapacità di mettere sotto pressione la Finlandia all’interno del nostro sistema di gioco. Il lato positivo di questa qualificazione: i due grandi obiettivi sono stati raggiunti perché siamo tornati nella Lega A, dove desideriamo fortemente essere e abbiamo ottenuto una posizione migliore nel sorteggio del 18 per i playoff del Campionato del Mondo. Non possiamo guardare solo a questa partita, dobbiamo considerare l’intera qualificazione in cui credo che, per le cinque partite precedenti, ce lo siamo meritato. Noi saremo qui, in ottobre, per prepararci al meglio alle qualificazioni per il Campionato del Mondo.
Ciò che conta, più di ogni altra cosa, è un gruppo di giocatrici che è cresciuto, che non ha concluso nel modo in cui avrebbe voluto, ma anche questo fa parte della mentalità”. – Ha continuato Neto – “Nonostante siamo saliti di categoria, nonostante siamo andati al sorteggio con la migliore classifica, ho detto alle giocatrici che, quando si rappresenta il Portogallo, non si festeggiano le sconfitte. Quindi, oggi è una giornata che non vogliamo e non festeggeremo, nonostante abbiamo raggiunto i due grandi obiettivi. Servirà, soprattutto, a crescere per il futuro.”

Dolores Silva ha poi preso la parola dando il suo punto di vista sulla prestazione della sua squadra:

“Va sottolineato che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo si tornare nella Lega A della Nations League e di partire in una posizione migliore per i playoff dei Mondiali. Poi, sì, alla fine abbiamo perso la partita ed è stato giusto perché non abbiamo giocato bene.  Siamo insoddisfatte perché volevamo chiudere con una vittoria in tutte le partite.
Ora dobbiamo tornare, riflettere e lavorare al massimo per essere pronte per i playoff e per ciò che ci aspetta. Abbiamo giocato su un campo in erba sintetica, ma questo non può servire da scusa. Eravamo pronte, ci eravamo preparate anche per questo. Le cose non sono andate come dovevano”.

Federica Pistis
Sono nata in provincia di Cagliari il 29/08/1992. Mi sono laureata in scienze dell'educazione e della formazione primaria e ora frequento la magistrale di pedagogia presso l'Unimarconi di Roma. La mia passione per il calcio è nata quando ho iniziato a seguire questo sport perchè mio fratello è un grande tifoso del Milan e io cercavo un punto d'incontro con lui. Ho iniziato a guardare le partite, e a comprenderne i meccanismi poi è arrivato quello femminile che mi ha conquistata al punto da sentire un po' mie anche le loro imprese.

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