“The end” nel caso dei film, ma non è diversa la citazione per il finale del viaggio in Champions League della Juventus. Ebbene sì: ha trovato arresto proprio questo giovedì il cammino nella competizione europea per il club bianconero; quest’ultimo, impegnato un secondo turno per la decisiva giocata “strappa quarti” contro il Wolfsburg, non è riuscito a trovare la risposta desiderata, consegnando la vittoria all’opposta biancoverde.
In un soffio di vento, ad andarsene è stato un sogno che la squadra ha cercato di conseguire fino all’ultimo secondo con cuore e spirito di sacrificio. Il calcio, però, è anche questo (come già riferito dal tecnico Canzi). La figura in panchina, però, non è stata l’unica ad esprimere il proprio parere sull’accaduto; ecco, infatti, il pensiero dettato da Stefano Braghin, Direttore della realtà torinese: «Abbiamo fatto un buon percorso, superando la League Phase, e non era scontato all’inizio della stagione. Abbiamo affrontato avversarie di altissimo livello, giocando delle ottime partite contro delle straordinarie calciatrici. Si parla spesso del gap che c’è tra noi e i grandi club europei, ma il nostro cammino e le nostre prestazioni dimostrano che sta diventando sempre più ridotta questa distanza. È un grande segnale per noi. Sapevamo che contro il Wolfsburg ogni dettaglio avrebbe avuto un peso e loro sono state più abili di noi, ma questo fa parte del nostro percorso di crescita in Europa.
Dobbiamo imparare da ciò che non ha funzionato in questo spareggio, ma per noi è stata un’ottima Champions League e dobbiamo considerare questi risultati come un punto di partenza per il futuro.
Posso parlare a nome del nostro club e non dell’intero movimento del calcio italiano: la nostra crescita prosegue ed è evidente, basti pensare che fino a 5-6 anni fa non ci saremmo neanche potuti permettere di giocare alla pari contro il Wolfsburg e stavolta, invece, abbiamo trascorso l’intero secondo tempo a premere nella loro metà campo alla ricerca del gol del pareggio. Questo vuol dire che le cose stanno cambiando e che noi stiamo diventando una squadra via via sempre più forte».
Il dispiacere che lascia spazio all’orgoglio, perché, esito a parte, la Juventus è consapevole di avere ancora a disposizione diverse pagine da scrivere e molteplici momenti da vivere; i ricordi? Anche quelli – positivi o meno che siano – non vanno cancellati, perché ogni step vale la crescita.






