La Nazionale Italiana ed il suo sponsor tecnico la Puma sono pronte ad una separazione?
La notizia di dominio pubblico, è data per certa, ed è stata riportata da parte di Footyheadlines.com, che ha svelato in esclusiva che il nuovo sponsor tecnico della selezione azzurra che sarà l’Adidas.

La casa tedesca subentrerà e realizzerà le divise della rappresentativa italiana di calcio dal 2022. Il divorzio dalla Puma arriva dopo più di dieci anni: l’azienda fondata da Rudolf Dassler realizza le divise dell’Italia dal 2008 e la partnership era stata rinnovata con un contratto di sette anni firmato nel marzo 2015 . In quell’occasione dalla Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC) dissero che la Puma sarebbe stata lo sponsor tecnico azzurro “per il prossimo decennio” ma questo matrimonio si fermerà probabilmente con qualche anno di anticipo. Nei prossimi mesi ne sapremo certamente di più, soprattutto se questo nuovo connubio partirà già dal prossimo anno.

Per l’Adidas non è una prima volta assoluta che veste i nostri colori azzurri: la multinazionale con sede a Herzogenaurach, in Baviera, ha già prodotto le divise e tutto il materiale tecnico dell’Italia per quattro anni a metà degli anni ’70, precisamente dal 1974 al 1978; ma quelle maglie non presentavano né il logo Adidas né le famose “Tre Strisce” che da sempre contraddistinguono l’azienda teutonica.

Con le maglie dell’Adidas la selezione italiana affrontò i Mondiali del 1974 in Germania e quelli in Argentina ma nel 1979 passò a Le Coq portif, che però non apportò modifiche alla maglia che indossata agli Europei del 1980 e per la Coppa del Mondo nel 1982 in Spagna.

Dal 1974 il mondo del calcio entrò in un periodo di grande proliferazione delle sponsorizzazioni tecniche, che ci accompagna tutt’ora, ma per la Nazionale Italiana si trattò di un passaggio molto graduale, visto che le maglie azzurre resteranno inviolate dai loghi dei marchi fino al 1999.

Forse non tutti sanno che Adidas e Puma nascono dalla scissione dei fratelli Rudolf e Adolf Dassler avvenuta durante la Seconda guerra mondiale.

I due fratelli nella vita, ma divisi negli affari, furono i primi a ideare delle scarpe in cuoio adatte agli sportivi, inizialmente cucendole a mano nella lavanderia della madre, poi realizzandole in una fabbrica vicino Norimberga, la Gebrüder Dassler Sportschuhfabrik.

Qui furono prodotte le prime scarpe da calcio con i tacchetti e le prime scarpe da atletica chiodate. Le calzature realizzate dai fratelli Dassler contribuirono al successo di atleti come Jesse Owens, che alle olimpiadi di Berlino del 1936 vinse quattro medaglie d’oro.

Adesso le scelte definitive saranno prese dalla FIGC, l’azzurro che dal 1932 identifica i colori dei nostri sportivi attende il verdetto, ma ciò che conta di più sarà fare onore alla propria Nazione indifferentemente dallo sponsor tecnico prescelto.

Credit Photo:Fabio Vanzi

Paolo Comba, giornalista pubblicista iscritto all' ordine di Torino, ho conseguito il tesserino da Giornalista collaborando da prima con quotidiani on line ( settore calcistico giovanile : “11 giovani.it” e “gioca a calcio.it", in Piemonte) per entrare, successivamente, in redazione a Torino del settimanale cartaceo di “ Sprint&Sport" e Terzo Tempo (settore calcistico dilettantistico Regione e Nazionale - Professionistico – Serie D). Collaboro dal 2018 con RCS Sport per il Giro d' Italia (seguendolo in tutte le tappe) e nel Giro 103 ho collaborato come addetto stampa per quotidiani on line di ciclismo ( bikenews ). Appassionato di Sci alpino e nordico segue gare Mondiali e Coppa del Mondo dal 2000. Credo che il CALCIO FEMMINILE ITALIANO sia un movimento in grande crescita e debba avere le stessa visibilità del mondo “ maschile", pertanto, contribuisco a questo grande obbiettivo.