Il Manchester City ha conquistato il suo primo titolo della Women’s Super League, dopo dieci anni dall’ultima volta, ponendo fine al dominio del Chelsea durato sei anni. Il pareggio per 1-1 dell’Arsenal, terzo in classifica, contro il Brighton mercoledì – una delle tre partite in meno che aveva da giocare – non è bastato a tenere viva la lotta e ha confermato lo status del City come migliore squadra inglese di questa stagione. La squadra di Bompastor, con sei punti in meno, è seconda in classifica.

Dopo aver dominato dall’inizio alla fine, la conquista del titolo da parte del City era attesa da tempo. Senza le distrazioni della Champions League, la squadra ha potuto dedicare tutta la propria attenzione alla WSL dopo il deludente quarto posto della scorsa stagione. Intervistando le calciatrici fresche di titolo le motivazioni sono da ritrovarsi in diversi fattori tra cui l’assenza dalla Champions League che ha favorito la concentrazione sugli obiettivi in patria ma anche sul cambiamento di mentalità. Da non tralasciare, poi, l’arrivo dell’allenatore svedese Andree Jeglertz, reduce dall’esperienza alla guida della Danimarca agli Europei 2025, che ha infuso maggiore creatività nella sua squadra. Jeglertz ha introdotto un calcio “avventuroso e basato sul possesso palla” e ha parlato a lungo del suo desiderio di tirare fuori il meglio da ogni giocatrice infondendo fiducia nelle sue giocatrici dando loro un obiettivo chiaro.

Dal punto di vista tattico, il City ha apportato alcune modifiche in questa stagione. La squadra ha continuato a puntare fortemente sul controllo del possesso palla e sulla costruzione del gioco dalla difesa, ma a volte ha variato il proprio approccio con un calcio più diretto.
“Tutti sanno come vogliamo giocare a calcio. Mettiamo i giocatori nelle posizioni in cui possono dare il meglio di sé e massimizzare le loro prestazioni”, ha dichiarato Jeglertz che è stato anche bravo a far ruotare la rosa e a modificare i ruoli delle giocatrici. Un esempio è Blindkilde Brown che ha giocato come centrocampista difensiva, mentre Yui Hasegawa si è spostata più in avanti.

Con questo suo nuovo corso il City potrebbe, potenzialmente, dominare per anni. Sotto la guida della direttrice sportiva Therese Sjogran, arrivata nel dicembre 2024, la squadra ha ingaggiato alcuni dei migliori giovani talenti al mondo e ha abbassato l’età media della rosa a 24 anni, la più giovane della WSL in questa stagione. L’allenatore del Manchester City, Andree Jeglertz, ha dichiarato di aver “avuto la sensazione fin dall’inizio” che la sua squadra avrebbe vinto la Women’s Super League di questa stagione.

“È stata un’esperienza orribile guardare un’altra squadra giocare, sapendo di non poter fare nulla: sono stati i 90 minuti peggiori della stagione”, ha scherzato Jeglertz su BBC Radio 5 Live poco dopo la conquista del titolo. Alla domanda se si aspettasse che il City vincesse il campionato quando è arrivata la scorsa estate, ha aggiunto: “Non so se ‘aspettarsi’ sia la parola giusta, ma conoscevo l’ambizione del club, l’impegno profuso nel programma femminile, la qualità delle giocatrici e anche la fame di vittoria. Sicuramente, fin dall’inizio avevo la sensazione che fosse possibile. Sono qui perché era uno dei tanti obiettivi che ci avevano chiesto di perseguire. Ci credevo fermamente, ma è successo tutto in fretta. Siamo diventati piuttosto forti, già da subito. Più ci credi, più tutto diventa possibile con la qualità di questo gruppo”. Con questo titolo,  Jeglertz, 54 anni, diventa il secondo allenatore nella storia della WSL a vincere il titolo alla sua prima stagione, dopo Sonia Bompastor del Chelsea nel 2025.

Il City potrebbe aggiungere un altro successo al proprio palmares quando domenica affronterà il Chelsea a Stamford Bridge per un posto nella finale della FA Cup femminile. Giocatrici e staff si sono riuniti per guardare il pareggio dell’Arsenal a Brighton, ma Jeglertz non era preoccupato che i festeggiamenti per il titolo potessero influire sulla preparazione per la partita: “Sono molto professionali. Si meritano sicuramente di godersi questa serata, qualunque cosa ciò significhi. Da domani e fino a venerdì, metteremo tutta la nostra energia nella partita contro il Chelsea e nella semifinale.”

Federica Pistis
Sono nata in provincia di Cagliari il 29/08/1992. Mi sono laureata in scienze dell'educazione e della formazione primaria e ora frequento la magistrale di pedagogia presso l'Unimarconi di Roma. La mia passione per il calcio è nata quando ho iniziato a seguire questo sport perchè mio fratello è un grande tifoso del Milan e io cercavo un punto d'incontro con lui. Ho iniziato a guardare le partite, e a comprenderne i meccanismi poi è arrivato quello femminile che mi ha conquistata al punto da sentire un po' mie anche le loro imprese.

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