Photo Credit: Edoardo Covone

Al termine di Torino Women-Cit Turin, partita dalle due facce almeno per quanto concerne la squadra di casa, è Martina Capello a spiegare il perché del nervosismo palesato dalle granata nel corso della prima frazione di gioco: “Ad inizio partita ci è mancata un po’ la testa, siamo state un po’ deconcentrate” sostiene la numero 5 della compagine torinista “io, poi, mi sono arrabbiata per alcune situazioni di gioco, rispondendo male ad alcune compagne e finendo per confondere ancor più l’intera squadra”. Un’ammissione di colpa in piena regola e profondamente onesta.
Nonostante il balbettante avvio, però, è comunque arrivata una buona vittoria: “Certamente, perché dopo esserci chiarite negli spogliatoi, nel secondo tempo abbiamo saputo reagire di squadra” è ancora il pensiero della regista granata “recuperando concentrazione e portando a casa un risultato importante”.
Anche la capitana della Torino Women, Lucrezia Calabrese, ci tiene a sottolineare l’importanza del successo: “Non era una partita facile, in quanto la Cit Turin ha già dimostrato di saper cogliere risultati di prestigio, ma il nostro obiettivo è quello di ottenere la promozione in serie C e non possiamo permetterci passi falsi”.
Lo svolgimento del gioco, però non è stato così fluido come in altre occasioni ma “il gruppo deve ancora amalgamarsi meglio” è la giustificazione della condottiera di casa, che poi specifica come “in estate è arrivato qualche volto nuovo e cinque partite sono ancora poche, per riuscire a creare dei meccanismi perfetti”.
Ciò nonostante, nelle cinque gare disputate, sono arrivate tre vittorie, un pareggio ed una sola sconfitta, per una classifica di tutto riguardo…
In ultimo, raggiungiamo una delle protagoniste assolute della compagine torinista: quella Arianna Lombardo che, con una doppietta, ha ribaltato l’iniziale svantaggio. In particolare la seconda segnatura, nata da una sua insistita iniziativa personale, conclusa poi con una parabola perfetta e spettacolare, ha entusiasmato il pubblico presente. Ma come nasce un’azione del genere?
“Sono numeri che ho già fatto anche in altre occasioni, che mi riescono quando mi partono quelli che io chiamo ‘i miei 5 minuti’, ovvero quando mi sale la cosiddetta carogna e non vedo nient’altro…” ci risponde, senza false modestie.
La sua, comunque, è stata anche una partita disputata a tutta fascia: prima come esterno alto a destra, poi terzino sia a destra che a sinistra. Qual è però, il suo ruolo preferito?
“Il mio ruolo effettivo è quello di terzino, ma oggi avevamo molte assenze e l’allenatore mi ha chiesto di adattarmi a giocare un po’ più alta” almeno sino a quando proprio mister Barone non ha deciso di modificare lo schieramento in campo, riportandola più arretrata dove si è espressa ancora meglio: “Io preferisco partire da dietro, perché ho una maggiore visione su tutta la fascia e riesco così a scegliere meglio come giocare la palla e l’eventuale momento in cui cercare l’affondo”. Ovviamente, aggiungiamo noi, sperando che siano scattati i suoi cinque minuti!

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