Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Come due anni fa, la finale scudetto del campionato Primavera vedrà affrontarsi Milan e Sassuolo. Nel 2024 a prevalere furono le ragazze in rossonero (3-1 ai supplementari, dopo l’1-1 dei tempi regolamentari), ma allora si giocava in campo ‘neutro’ (al “Rocco B. Commisso Viola Park” di Bagno a Ripoli, Firenze), mentre in questa finale, la compagine neroverde avrà dalla sua il numeroso pubblico presente, disputandosi l’incontro allo stadio “Enzo Ricci” di Sassuolo (Modena). Quindi, se anche il Milan ha chiuso la stagione regolare in una posizione migliore (terza contro quarta) delle padrone di casa, il match può considerarsi almeno alla pari.

Le due contendenti sono arrivate a questa sfida decisiva, dopo aver eliminato quelle che, alla vigilia, venivano considerate le favorite per giocarsi il titolo: la Roma, vincitrice in regular-season e caduta proprio col Sassuolo (0-2), e la Juventus (seconda in Primavera 1, a pari merito con la compagine che l’ha poi eliminata) che ha ceduto (1-3) al cospetto del Milan. Entrambe le contendenti, in semifinale, hanno messo in mostra un’invidiabile forma fisica ed ottime trame di gioco: per questo, tutti si attendono una finale spettacolare. I due allenatori confermano grosso modo le formazioni del penultimo atto, con un solo cambio per parte: Caterina Venturelli al posto di Francesca Randazzo fra le padrone di casa, ed Iris Di Falco in luogo di Beatrice Lupatini, fra le loro avversarie.

Inizio decisamente più arrembante delle sassuolesi, il cui primo ‘squillo’ arriva già dopo appena 20”, con il sinistro di Gabriela Andersone che vola però sopra la traversa. La squadra di Davide Balugani cerca immediatamente il controllo del gioco a tutto campo, con un pressing quasi asfissiante che mette in difficoltà le rossonere (oggi in divisa bianca). Quando però la prima pressione neroverde va a vuoto, le ragazze di Matteo Zago riescono ad abbozzare contropiedi piuttosto ficcanti, facendo leva sulla velocità delle sue avanti.

Verso il primo terzo di gara, si registra un’occasione per parte, con la milanista Sofia Pomati che, di testa sugli sviluppi di un corner, chiama il portiere neroverde ad una doppia smanacciata per allontanare il pallone dalla linea di porta, mentre due minuti dopo è la padrona di casa Elisa Vianello, a cogliere in pieno la traversa, col numero uno avversario impossibilitato ad intervenire. Al 21’, improvvisamente, l’attacco del Milan s’infiamma: prima è Paola Taddei a vedersi respingere (forse con un braccio, però aderente al corpo) un tiro da dentro l’area, e poi con Maria Mino che salva sul traversone basso di Karen Appiah e quindi sul tentativo di tap-in di Louise Strauss. Il Sassuolo non riesce però a uscire dall’area e, dopo un palo colto da Leda Gemmi, perde di vista Elena Vitale che, con una girata in mischia dall’altezza del dischetto del rigore, batte l’incolpevole Mino (23’).

Lo svantaggio sembra tramortire la squadra di casa che, nonostante il consueto impegno, inizia a mancare di precisione nei passaggi, favorendo le possibili sgroppate dell’avversaria Appiah sulla fascia di competenza. Nel finale, le neroverdi sembrano ritrovare almeno un po’ del loro gioco, sebbene sempre con una buona dose d’imprecisione: i loro sforzi, però, partoriscono solamente un destro dalla distanza di Ilaria Azzena, che il numero uno milanista controlla in presa (40’) ed uno di Gabriela Andersone, che finisce alto. IL tempo, si chiude quindi col minimo vantaggio milanista.

La partita riprende in pratica con l’immediato pareggio del Sassuolo: al 48’, Vianello da fuori area calcia di controbalzo sulla respinta della difesa milanista e infila la palla nel sette, alla sinistra dell’incolpevole Sofia Belloli. Questa volta è il Milan a risentire del contraccolpo psicologico, per la rete subita: le ragazze rossonere sembrano smarrirsi, ed anche in seguito dei ritrovati vigore nel pressing e precisione nei passaggi, del Sassuolo. Poco dopo l’ora di gioco, però, la squadra di Zago torna in vantaggio, con Strauss che arriva per prima su di una palla vagante al limite dell’area piccola sassuolese, beffando sia la sua marcatrice, Emma Fiorani, che il portiere neroverde Mino. La reazione delle padrone di casa è immeditata, ma a questo punto è l’estremo difensore rossonero Belloli, ad ergersi a protagonista: nel giro di due minuti (67’ e 69’) compie due interventi strepitosi, sul destro di Paulina Stanic a fil di palo, deviato in angolo, e sul potente tiro di Giulia Guerzoni, bloccato in due tempi.

La pressione della squadra di Balugani diventa ossessivo, con il Milan che si affida a rilanci lunghi che le sue avanti non riescono a controllare oppure sprecano malamente. L’assedio all’area milanista non porta però a risultati concreti, ma solo ad occasioni potenzialmente pericolose. Almeno fino ai minuti di recupero, quando una tambureggiante azione neroverde viene concretizzata da Andersone, che di sinistro infila un’altra volta incolpevole Belloli, da dentro l’area. Ed il Sassuolo potrebbe persino vincere, quando nel concitatissimo finale, la difesa milanista riesce a salvare sulla linea un tocco neroverde destinato a finire in fondo al sacco. Come la finale del 2024, quindi, la sfida si allunga ai supplementari.

Nell’extra time, la formazione di casa mette in mostra una condizione invidiabile, continuando a pressare e correre a tutto campo: Stanic coglie la parte superiore della traversa al 97’ ed un minuto dopo Belloli deve superarsi sul tiro di Andersone. Il Milan sembra non averne più e non viene di certo aiutato dalle proprie avanti, che non riescono a mantenere un pallone che sia uno: il gioco si sviluppa praticamente sempre nella metà campo rossonera. Ancora Belloli evita guai, respingendo di pugno sia una potente punizione dalla distanza di Alice Bertola (106’) che un sinistro dal vertice dell’area della subentrata Alessia Guglielmini (108’). Al 116’ Azzena libera Venturelli sola davanti al portiere milanista, il cui intervento decisivo non trova nemmeno più aggettivi per essere elogiato: grazie a lei, la formazione milanista riesce ad arrivare sino ai tiri di rigore.

Ed anche sui penalty conclusivi, una stratosferica Belloli si dimostra decisiva, parando i tiri di Andersone e Bertola (a segno, invece, Nizzoli e Guglielmini) e consegnando lo scudetto alla sua squadra, assieme ai centri delle compagne Arboleda, Montaperto, Galluzzi e Cortinovis. A guardare l’andamento della partita, indubbiamente la formazione sassuolese avrebbe meritato il titolo più di quella milanista: ma questo è il calcio, dove anche il portiere fa parte del gioco. In quest’occasione, per il Milan scudettato, più che mai!

SASSUOLO – MILAN                 4-6 d.c.r. (2-2)

Reti: 23’ Vitale (M), 48’ Vianello (S), 62’ Strauss (M), 90’+3 Andersone (S)

Recupero: 1’ e 6’ nei tempi regolari, 0’ e 1’ nei tempi supplementari

Angoli: 10 a 4

Ammoniti: Stendardi (M)

Espulsi: nessuno

SASSUOLO: Mino, Venturi (dal 68’ Randazzo), Venturelli, Bertola, Guerzoni (dal 118’ Nizzoli), Fiorani, Vianello (dal 68’ Guglielmini), Andersone [K], Touré (dal 60’ Gavazza), Azzena, Stanic. A disposizione, Nardella, Lusetti, Poli, Pistolesi e Fant.

MILAN: Belloli, Pomati [K] (dal 118’ Peres), Bonanomi, Vitale (dal 85’ Galluzzi), Artioli, Gemmi (dal 46’ Cortinovis), Appiah (dal 63’ Montaperto), Di Falco, Strauss (dal 63’ Stendardi), Arboleda, Taddei (dal 63’ Hu). A disposizione, Lopez, Zapelli e Tomaselli.

ARBITRO: Luigi Scicolone di San Donà di Piave

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here