La Vis Pesaro è una delle società più antiche del calcio italiano, visto che è nata nel 1898 a Pesaro con la fondazione della Vis Sauro Pesaro e incorsa in due fallimenti societari nel 1993 e nel 2006. Lo scorso anno ha chiuso nel girone B di Serie C al quattordicesimo posto. Sul fronte femminile la società pesarese sta investendo tanto in questo movimento, e a spiegarci i dettagli del progetto è Alberto Cavoli, da tre anni Responsabile del Settore femminile biancorosso.

Quando ha deciso la Vis Pesaro di investire nel calcio femminile?
«La Vis Pesaro ha deciso di investire nel calcio femminile quattro anni fa, con l’obiettivo di divulgare il calcio femminile, sia centrando risultati sportivi importanti che a livello sociale: non a caso lo scorso anno abbiamo vinto, insieme ad altre due società, il progetto Scuola di Lega Pro, evidenziando il valore femminile nelle scuole, ma la cosa che mi ha colpito di più è che quando parliamo di calcio femminile negli istituti di Pesaro le professoresse e le famiglie si entusiasmano, perché possono offrire alle ragazze qualche opportunità in più».

Quali sono i risultati che avete ottenuto?
«Noi possediamo una prima squadra, Under 15, Under 12 e piccoline, e tra un anno avremo una Under 17, con una crescita esponenziale, visto che possediamo più di cento tesserate e quest’anno abbiamo realizzato, tra tante difficoltà e rispettato protocolli anti Covid, un Open Day che ha avuto una grande partecipazione, in quanto siamo riuscite ad avere ben venti ragazze nella Vis Pesaro, ma allo stesso tempo avere dirigenti competenti per ogni settore».

Come è andato lo scorso campionato?
«Stavamo andando bene, ma il Covid ci ha “fregato” perché eravamo primi in classifica del girone marchigiano di Eccellenza, ma la zona nord delle Marche è stata purtroppo colpita da questo virus, mentre a sud un po’ meno, quindi chi ha potuto giocare ha vinto, noi invece no, e quando ci siamo ritrovati con l’algoritmo siamo arrivati secondi. Quest’anno cercheremo di provarlo a vincerlo, ma chiaramente farà fede su un gruppo composto da giocatrici del posto».

Un importante tassello l’avete ottenuto affiliandovi al San Marino Academy.
«L’accordo è nato durante il periodo Covid, e pensando di far crescere la società bisognava cercare di collaborare con società di Serie A. Poi ci hanno chiamato il San Marino Academy, a dimostrazione del buon lavoro che abbiamo fatto in questi anni, e dopo alcuni incontri siamo riusciti a realizzare questa affiliazione: questo è un regalo che ho fatto alle nostre tesserate e alle loro famiglie, perché al momento dobbiamo fare tanto, e quindi le nostre ragazze possono andare al San Marino e togliersi tante soddisfazioni e fare esperienze di livello, conoscere modalità diverse di organizzazione e di avversarie. Posso già annunciare che quattro nostre giocatrici del 2004 andranno a fare l’Under 17 Nazionale a San Marino, mentre alcune biancazzurre verranno a giocare da noi».

Il calcio femminile italiano sta crescendo nella giusta direzione?
«La direzione è quella giusta, grazie alla spinta ottenuta al Mondiale dello scorso anno, e ora bisogna supportarla, perché quando sono andato a numerose riunioni e c’è la voglia di fare bene, poi ci sono delle piccole regole che vanno considerate: per esempio le bambine cominciano a fare calcio a sette-otto anni, nelle società che operano come noi che operano da pochi anni nel calcio femminile, chi si avvicina giocare a pallone lo fa da tre-quattro anni e il rischi è quello di bruciarle, perché le porti in prima squadra il timore è quello che non hanno ancora l’esperienza necessaria, perciò sto cercando di battermi per stabilire delle fuoriquota anche nel calcio femminile».

Scelta corretta quella di portare nel 2022 il professionismo anche nel pallone in rosa?
«La svolta al professionismo deve essere sacrosanta, perché se alcune nostre ragazze lavorano per questo, è giusto che vengano ricompensate, ma che non si trascenda e si rovini un calcio fatto di passione e non per soldi: spero che questo meccanismo non arrivi anche nel femminile, ma prima o poi arriverà».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia la Vis Pesaro 1898 e Alberto Cavoli per la disponibilità.

Photo Credit: Vis Pesaro 1898

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.