Il calcio femminile in gran parte del Medio Oriente sta subendo un processo di consapevolizzazione importante. Sono molti i Paesi che hanno deciso di investire in questo sport. Le ragazze che possono sognare concretamente di diventare un giorno una calciatrice sono in continuo aumento. Tra le nazioni più sviluppate sotto questo punto di vista c’è il Libano, vincitore di molti trofei di categoria in quella zona del mondo. Per analizzare la situazione del calcio in rosa nella repubblica libanese abbiamo avuto l’onore di scambiare due battute con Ale Nehme, giornalista del blog FA Lebanon. Il sito in questione è il maggior portale nazionale che tratta di tutto il mondo calcistico nel Paese dei cedri.

“Il calcio femminile sicuramente sta crescendo molto negli ultimi 2/3 anni. Ho visto un cambiamento drastico soprattutto in nazionale.” Esordisce così il libanese “adottato” da Milano. Un’anticipazione però è doverosa. “Le calciatrici in Libano hanno un’età media di 18/19 anni ovvero ragazzine. Lili Iskandar, la stella del nostro movimento, è di poco sotto la media.”

Nonostante i progressi fatti negli ultimi anni, i passi avanti da compiere sono molti: “Bisogna tener conto anche che il calcio maschile in Libano è semi professionistico. Ad esempio il terzino titolare della maschile nel frattempo è chef. La maggior parte dei giocatori ha anche un secondo lavoro.”

E se questa è la situazione per il maschile, il calcio in rosa non naviga in acque migliori: “Le ragazze non vengono pagate, per loro è un hobby. Tutte loro nel frattempo sono studentesse, chi alle superiori chi all’università. Perciò realisticamente nessuna calciatrice in Libano programma il suo futuro pensando di vivere giocando a calcio. Mentre studiano giocano a calcio. Nella nazionale maggiore su 23 giocatrici circa 18 interpreti vengo dall’U-20 o dall’U-18”.

La zona del Medio Oriente non è riconosciuta per la sua posizione preminente verso le donne. Ma il Libano ha compiuto degli sviluppi importanti sotto questo punto di vista. “Sicuramente è molto meno un taboo come una volta” ha spiegato Ale. “Sono in aumento le bambine che vogliono praticare calcio e molte più accademie specializzate nel calcio femminile. Sicuramente è una situazione migliore, bisogna tener conto anche del contesto che è il Medio Oriente.”

Per concludere, traspare grande ottimismo per quanto riguarda il futuro del movimento libanese. “Non sarà mai uguale come giocare a calcio negli USA. Ma sicuramente molto meglio rispetto ai Paesi circostanti come Siria, Palestina e Kuwait. Le migliori due nazioni per il calcio femminile sono il Libano e la Giordania, con quest’ultima però che è molto più affermata. Per come la vedo e per come si sta sviluppando il Libano diventerà il Paese migliore in Medio Oriente per il calcio femminile” afferma Nheme. “Basta guardare i trofei vinti dall’U-16, l’U-15 e l’U-18. E quando non hanno vinto sono arrivate seconde. Sicuramente sta progredendo bene.”

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