La Triestina si sta preparando per ripartire bene nel Girone B di Serie C, dove attualmente occupa la sesta posizione con sette punti. La squadra può fare affidamento su un importante elemento offensivo: si tratta di Antonella Paoletti, attaccante classe ’88 e da quest’anno veste la maglia alabardata.

Come è iniziata la tua storia d’amore con il calcio?
«Ho iniziato a giocare a otto anni con i miei compagni di classe nel cortile di scuola, e i miei genitori hanno capito subito la mia passione, e sono subito entrata nel Magnano Riviera, perché la squadra di Maiano, paese in cui sono nata, era un po’ scettica».

Cosa vuol dire per te essere un’attaccante?
«Inizialmente ho svolto il ruolo di difensore, poi quando ho iniziato nel Tavagnacco mi hanno fatto giocare in avanti, e da lì non mi sono mai schiodata. Ho sempre fatto gol, e bene o male ho fatto anni soddisfacenti, grazie all’aiuto delle mie compagne che mi hanno agevolato».

Qual è il tuo gol più bello che hai realizzato?
«Era febbraio 2012 quando giocavo nel Pordenone, e affrontavamo il Sudtirol: in ballo c’era la promozione in Serie A, e grazie al gol che ho fatto al portiere Valzolgher, abbiamo vinto quella partita che sarebbe poi valsa la promozione in massima serie».

Gran parte della tua carriera è stata col Pordenone: cosa ha significato per te giocare per quella maglia?
«Ho avuto numerose emozioni, positive e negativa, anche se in Serie A ho giocato solo un anno».

Nel mezzo i periodi con Chiasellis e Bearzi.
«Col Chiasellis non è stato un anno facile, perché dopo la retrocessione la squadra si è scolta, ma ho fatto un’esperienza bellissima, visto che con quella maglia ho fatto il mio primo gol in Serie A. Col Bearzi avevamo un bel gruppo e abbiamo chiuso nelle prime posizioni in Serie B, e sono stata in cima alla classifica cannonieri al pari con Eleonora Goldoni».

Cosa ti ha portato quest’anno a scegliere di giocare per la Triestina?
«Dopo i due anni che ho fatto al Prata in Eccellenza avevo pensato di ritirarmi, perché ormai ho una certa età e non mi sentivo di prendere un impegno grande. Però tante ragazze della Triestina mi hanno corteggiato tutta l’estate, quindi ho provato a vedere se riuscivo a farcela, e alla fine ho accettato».

La sesta posizione che occupa sesta posizione la Triestina, è in linea con le aspettative?
«La squadra viene dall’Eccellenza, quest’anno, con qualche innesto, ha ancora una buona formazione, anche se deve trovare il giusto meccanismo che abbiamo trovato proprio quando il campionato si è fermato. C’è un mix di giovani e veterane interessanti, penso che si possa fare molto bene».

Dopo cinque giornate sei a quota quattro reti: ti immaginavi questa partenza?
«Non mi immaginavo una partenza come questa: ringrazio le mie compagne che mi danno dei gioiellini splendidi».

Come stai affrontando la pausa forzata?
«Mi sto allenando singolarmente, e non posso assentarmi dal lavoro: è dura, ma speriamo di poter iniziare presto ad allenarci nuovamente sul campo».

Come valuti il Girone B di Serie C?
«Abbiamo affrontato il Venezia, quindi possi dire che è una bella squadra e può dire la loro, poi c’è il Cortefranca che ha un bel gruppo e poi il Trento. Però penso sia un girone equilibrato».

Cosa pensi del calcio femminile in Friuli Venezia-Giulia?
«Le squadre purtroppo si sono ridotte: oltre alla Triestina ci sono Tavagnacco e Prata. Peccato perché col calcio femminile che viene incentivato nelle squadre. Una ragazzina attualmente ha pochi sbocchi e poche opportunità dove giocare, col timore che poi possono smettere».

Giusto il passaggio del calcio femminile italiano al professionismo?
«Sicuramente è un bel passo avanti: speriamo che arrivi, perché tante ragazzine potranno avere questa esperienza, cosa che io e tante altre della mia età non hanno potuto avere».

Che persona sei fuori dal campo?
«Mi piace stare in compagnia, vedere le mie amiche e miei amici, purtroppo il tempo a disposizione è veramente poco, tra lavoro, calcio e convivenza».

Cosa prevede il tuo futuro?
«Il mio futuro varia di anno in anno, finché non divento mamma non dirò basta al gioco del calcio».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’US Triestina Calcio 1918 e Antonella Paoletti per la disponibilità.

Photo Credit: US Triestina Calcio 1918

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.