Il Perugia quest’anno ha preso in attacco una giocatrice di valore: si chiama Azzurra Massa, nata a Napoli nel 1999. Ha un cognome importante, perché suo padre, Giuseppe, scomparso tre anni fa, è stato un calciatore significativo per il Napoli. Ma com’è Azzurra dentro e fuori dal rettangolo verde? Per questo ci siamo rivolti a lei in quest’intervista.

Azzurra come ti è entrata la passione per il pallone?
«La passione per il pallone è entrata a sei anni grazie a mio padre, anche se non era d’accordo che prendessi questa strada per vari motivi, ma grazie a lui ho scoperto di avere le doti di trequartista».

Quanto è stata importante avere a fianco una figura importante come tuo papà?
«Sicuramente è stato molto importante, perché oggi è difficile poter contare su quelle persone che aiutano nei momenti difficili, quindi per me è stata una fortuna avere mio padre avere al suo fianco. Mi ha dato tanti consigli tattici e tecnici. Mi manca tanto, e avrebbe potuto darmi le giuste parole al momento giusto. Ci sono state però altre persone che mi hanno sostenuto come Emanuela Schioppo, Paola Di Marino e Valentina Esposito che mi hanno fatto crescere tanto».

Con la maglia del Napoli hai centrato, negli ultimi due anni, la promozione in B e in A: che significato hanno avuto per te?
«Sono state emozioni forti, perché è stato molto bello giocare e rappresentare la squadra della tua città Ho vissuto però due emozioni differenti: quella in cadetteria l’abbiamo vissuta sul campo per la squadra e per me che ho giocato da protagonista, in A invece un po’ meno a causa del Covid».

Cosa ti ha portato a lasciare Napoli per andare a Perugia?
«Non è mai facile lasciare la propria città. Ma è arrivata la chiamata del Perugia, e posso dire che mi sto trovando bene».

Le prime uscite con le grifoncelle non sono andare bene: cosa è mancato?
«Sta mancando l’esperienza nell’affrontare le partite, perché siamo piccole, la cattiveria nel concretizzare, e avere una persona che ci guidi. Ma siamo un bel gruppo che si aiuta l’una con l’altra. Dobbiamo crescere ed emergere».

Credi che il Perugia possa centrare la salvezza?
«Il Perugia può centrare la salvezza, perché questo campionato è veramente strano: non c’è una squadra che è già in Serie A o in C».

Che opinione ha sul calcio femminile italiano di oggi?
«Penso che si sta facendo tanto grazie al Mondiale, noi piano piano stiamo cercando di confrontarci con altri Paesi: basti vedere il salto di qualità, sia tattico e tecnico, che ha fatto in Serie A e con la Nazionale, ma per arrivare a nazioni come Inghilterra e Stati Uniti ci vorrà tempo».

Professionismo nel calcio femminile dal 2022: come giudichi questa scelta?
«Secondo me c’è qualcuno che crede ancora poco nel calcio femminile, ma spero che possano rendere il calcio femminile professionistico».

Come sei fuori dai campi di gioco?
«Sono una persona molto solare e aperta, che cerca di andare d’accordo con tutti. Mi reputo una di quelle persone con cui può parlare senza problemi».

Quali saranno i tuoi futuri progetti?
«Spero di fare bene quest’anno col Perugia, giocare in futuro in Serie A. Poi ho un altro obiettivo che mi piacerebbe realizzare: andare a giocare in Spagna, e vivere un calcio diverso da quello italiano».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’AC Perugia e Azzurra Massa per la disponibilità.

Photo Credit: Nicolò Cesaroni

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.

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