La Speranza Agrate è una piccola società di Agrate, in provincia di Monza e Brianza, che in poco tempo è passata dai campionati regionali lombardi al girone A di Serie C femminile, dove lo scorso anno, da neopromossa, ha disputato un campionato di vertice: ma quest’anno dove possono arrivare le brianzole? A risponderci a questo quesito è Danilo Brambilla, che da cinque stagioni è allenatore delle rossoverdi.

Mister che significato ha per lei allenare una squadra femminile?
«All’inizio, essendo stato per me una cosa nuova, poiché provenivo dal maschile, volevo capire cosa potevano dare le ragazze, ma poi ho visto in loro molta professionalità, quindi mi sono messo in gioco anch’io e ora la vedo una cosa stimolante».

Lei in cinque anni ha portato la Speranza dalla Promozione alla Serie C: si aspettava questo percorso?
«Quando sono arrivato io mi sono ritrovato in una situazione difficile, dove ci sono stati numerosi cambi di allenatori e di giocatrici che volevano andarsene: perciò abbiamo cercato di riformare un gruppo, tenere insieme le ragazze e portare qui altre giocatrici. Nel secondo anno abbiamo iniziato un nuovo percorso con numerose giovani e abbiamo fatto bene, nel terzo anno abbiamo ragionato se potevamo pensare a qualcosa di importante, e alla fine siamo salite in Serie C».

Avrebbe mai immaginato di terminare lo scorso anno al settimo posto?
«Non ho mai fatto pronostici, avevo chiesto alle ragazze di fare bene e ci siamo incentrati sul lavoro che alla fine ha ripagato».

Quale sarà l’obiettivo della Speranza Agrate 2020/21?
«Purtroppo abbiamo perso tre nostre giocatrici che sono andate alla Pro Sesto, visto che economicamente sono messe meglio rispetto a noi, poi abbiamo inserito sette giovani in prima squadra, e l’obiettivo è quello di restare in C, poi penseremo a qualcos’altro».

Che cosa si aspetta quest’anno dalle sue ragazze?
«Che lavorino bene e che non abbiano paura di niente, perché i risultati arriveranno di conseguenza».

Secondo lei come sarà il prossimo girone A di Serie C?
«Sarà un girone molto combattuto, perché molte squadre si sono rinforzate tanto come Torino, Campomorone, Pro Sesto, Real Meda e Azalee: sarà un bel campionato, di sicuro meglio dell’anno scorso».

Secondo lei dove può migliorare il calcio femminile italiano?
«Serve un po’ di considerazione verso la Serie C e per le Regionali, perché il bacino è ampio, ci sono tante ragazze che vogliono fare le cose bene. Poi la gente arriva e i tecnici qualificati ci sono, perciò vedo il calcio femminile italiano in crescita».

Professionismo nel calcio femminile dal 2022: scelta giusta?
«Sono favorevole al professionismo: può dare un salto di qualità. Il calcio femminile attira molto, è piacevole. La Serie A e B sono già professioniste, visto che le giocatrici si concentrano solo sul calcio».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’ASD Speranza Agrate e Danilo Brambilla per la disponibilità.

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.