E’ una delle tante piccole realtà del calcio femminile in Sardegna quella de Su Planu Calcio 1985: pur con la tarda ripartenza, tra regole e impedimenti dovuti alla pandemia ancora in corso, il gruppo ha raggiunto un traguardo importante in eccellenza, arrivando alla tanto puntata serie C. Un periodo pieno di orgoglio, quindi, per la società sarda che con l’aggiunta della vittoria del girone regionale under 17 e le coppe disciplina ottiene punti importanti da cui ripartire e che danno una svolta in input per il prossimo anno.

Giorgia Tului, attaccante cagliaritana doc, classe 2001, ha voluto raccontarci qualcosa in più sul torneo e la squadra in cui milita ormai da tempo:

In estate la società si è iscritta al torneo di Eccellenza. Quale era l’entusiasmo all’inizio? Vi siete subito amalgamate come organico?
“L’entusiasmo all’inizio, ma così come tutto il percorso, era altissimo. La scorsa stagione i campionati erano bloccati quindi era difficile potersi allenare in maniera continuativa; ricominciare tutte le partite ci ha messo grande entusiasmo e voglia di fare. Come organico siamo una squadra che si conosceva e giocava insieme già da molti anni: l’80% di noi viene dal Cagliari, quindi come gruppo non abbiamo avuto problemi”.

Quali erano le aspettative del club e le tue?
“Le aspettative del club, così come le mie e quelle delle mie compagne, erano sicuramente quelle di arrivare fino in fondo e vincere il campionato di Eccellenza per poter finalmente approcciarci ad una nuova realtà come il campionato di serie C”.

Che stagione è stata per voi? E per te?
“Credo sia stata la stagione più importante per tutta la squadra, il mister e lo staff, non solo per aver conquistato la serie C che era il nostro principale obiettivo, ma anche perché abbiamo sposato un nuovo progetto che ci ha permesso di raggiungere ciò che meritavamo. A livello personale è stato il primo anno in cui sono riuscita a trovare continuità dopo un infortunio importante, e questo è sicuramente stato uno stimolo in più per me”.

Quale è stato il livello del torneo? Ci sono segnali di crescita del calcio femminile anche in Sardegna?
“Il livello del torneo non è stato molto alto, eravamo solo quattro squadre iscritte. Il calcio femminile in Sardegna, purtroppo, credo sia molto sottovalutato, non gode ancora dell’importanza che merita, anche perché molte ragazze non ci credono abbastanza; non considerato al livello del maschile sicuramente”.

Quale momento ricorderai di quest’anno?
“Ne dico due: la partita contro il Cagliari in casa loro, dove abbiamo vinto 4-0 e ho segnato il mio primo goal in campionato; per noi significava tanto, dopo aver giocato per parecchi anni in quel campo dove tutto è iniziato, anche se alla fine avevamo obiettivi e ambizioni differenti. L’altro è sicuramente quando abbiamo ufficialmente raggiunto la serie C”.

Nel prossimo anno vestirai ancora questi colori? Cosa vi aspettate dal prossimo campionato?
“Si, nel prossimo anno continuerò sicuramente a giocare per Su Planu. Ci aspettiamo un campionato molto difficile e intenso per il quale dovremo dimostrare di essere una squadra a tutti gli effetti. L’obiettivo è sicuramente la salvezza e non andare ai play-out”.

Tante trasferte, tutte lontanissime. E’ un orgoglio e uno stimolo far conoscere la vostra realtà in giro per l’Italia?
“Si, è un grandissimo orgoglio poter finalmente far conoscere la nostra realtà e avere l’opportunità di dimostrare che ci siamo anche noi. Abbiamo sempre avuto poca visibilità e le trasferte in altre regioni ci aiuteranno sicuramente in questo, oltre che permetterci di poter fare esperienza e confrontarci con realtà, per l’appunto, diverse dalla nostra”.

Nata a Cagliari, del '97. Perito industriale capotecnico, insegnante tecnico pratica di chimica con il calcio e la pallavolo nel cuore fin da quando ero bambina. Difficilmente mi perdo una partita (di genere maschile o femminile che sia): con le ragazze della nazionale femminile ho imparato ad apprezzare ancora di più questo sport. Quella per la musica è un'altra mia forte passione.