Attaccante classe 2000, Giulia Piselli è anche capitano della squadra che da più di 10 anni crede in lei e nelle sue potenzialità. Cresciuta al Perugia Femminile, che per lei è ormai una seconda casa, ha affrontato tante sfide a colpi di pallone indossando e onorando i suoi colori, schierandosi in prima linea anche per aiutare il gruppo a rimanere compatto di fronte a ogni avversario.

Sconfitta contro la Roma. A livello mentale e fisico, cosa vi è mancato?
La sconfitta contro la Roma è stata tosta, purtroppo spesso il campo non ripaga le fatiche e l’impegno che mettiamo in settimana. Più che a livello mentale ci è mancato quel qualcosa a livello fisico. Mentalmente siamo entrate subito in partita e abbiamo approcciato la gara nel migliore dei modi, con grinta e determinazione. A livello fisico c’è da dire che non siamo al top, c’erano alcune titolari infortunate e la Roma aveva delle giocatrici davvero forti, difficili da contenere. Ci è mancata un po’ di fisicità in alcune circostanze“.

Qual è stata o quali sono state le partite nelle quali avete avuto più rimorsi, quella o quelle dove potevate davvero fare la differenza?
Sicuramente le partite che ci hanno lasciato l’amaro in bocca sono state quelle contro il Chievo Verona e il Cittadella all’andata, e contro Cesena e Como al ritorno. Abbiamo fatto grandi prestazioni che però purtroppo non sono state ripagate nel migliore dei modi“.

Due reti segnate in questo campionato. Ti saresti aspettata più goal? Come giudichi la tua stagione?
La mia stagione è stata costellata di alti e bassi, e anche alcuni infortuni. Sono felicissima per i due gol fatti, speravo di farne più, ma il campionato di serie B è veramente difficile e non è molto semplice segnare“.

Che capitano sei? Come ti comporti con le tue compagne dentro e fuori dal campo? Cerchi di tenere unito il gruppo anche quando ci sono dissapori tra di voi?
Diciamo che la squadra è la mia seconda famiglia, passo veramente tanto tempo con loro e ciò che ci tiene unite è il bene che ci vogliamo. Ci piace stare insieme anche fuori e forse è proprio per quello che ognuna di noi arriva sempre al campo con il sorriso, perché sa che passerà le due ore dell’allenamento a divertirsi e a fare ciò che le piace. Cerco di risolvere i vari dissapori che possono crearsi nello spogliatoio il più possibile, mi piace che il gruppo sia unito, una cosa sola. Cerco anche di scherzare e sdrammatizzare sempre, anche prima delle gare nello spogliatoio. È giusto mantenere alta la concentrazione, ma credo che spesso ci sia bisogno anche di scaricare la tensione che si accumula. È proprio per questo che sono sempre la prima a fare la battuta“.

Cosa ti lega a questa società e a questi colori? Vedi qui il tuo futuro?
Sono 11 anni che vesto questi colori, ho iniziato con l’AFD Grifo Perugia Femminile a giocare a calcio, e proprio lì ho conosciuto persone come Valentina Roscini, Vania Peverini e Rita che ora compongono il nostro staff. Che dire, la cosa che mi lega di più a questa società è proprio il bene che voglio a loro. Mi hanno cresciuta e aiutata nei momenti di difficoltà, devo tanto a tutte loro. Sono davvero la mia seconda famiglia. Mi trovo molto bene anche con il resto dello staff, a partire dal preparatore atletico fino al fisioterapista, sono persone meravigliose che si fanno in quattro per noi. Sul futuro, chi può dirlo… So solo che “seguirò” fino alla fine le persone che credono in me e che danno veramente tutto per noi ragazze del femminile“.

Credit Photo: Perugia Femminile

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