Il Cittadella, dopo un mese di pausa forzata, ha fatto il suo ritorno in campo domenica scorsa, battendo il Cesena per 1-0, permettendo alla formazione di Ilenia Nicoli di riprendere il cammino in Serie B. Tra le migliori in campo di quella partita c’è Ilaria Rigon, classe ‘95 e da due anni veste la maglia granata. Abbiamo raggiunto ai nostri microfoni la calciatrice vicentina.

Ilaria com’è partita la tua storia d’amore con il pallone?
«Prima facevo ginnastica, poi, mentre ero in palestra, vedevo mio fratello giocare a calcio con i ragazzi del quartiere: una volta tornata a casa avevo chiesto a mia mamma di mandare anche a me a praticare calcio, e da lì è iniziata la mia avventura».

Cos’è per te essere una centrocampista?
«Per me significa avere velocità di pensiero, perché è un ruolo che ti stimola».

Cos’ha significato per te giocare per quattro anni con il Vicenza?
«Prima di approdare al Vicenza militavo nel Valbruna (formazione di A2, ndr), poi grazie alla fusione con Vicenza e appunto Valbruna ha portato a giocare per la mia città. Vicenza per me ha un grande valore affettivo, sia come esperienza che con le persone con le quali sono rimasta in contatto».

Gli anni col Valpolicella sono stati importanti, visto che hai esordito in Serie A.
«Estremamente divertenti, perché mi hanno permesso di crescere a livello di gioco, poi fare un anno in Serie A è diverso rispetto ad altre categorie».

Da tre anni sei al Cittadella: perché hai sposato questo progetto?
«Il Cittadella è nato grazie alla fusione di Bassano e San Bonifacio, nella stagione precedente ho giocato con quest’ultima squadra. Mi hanno presentato un progetto ambizioso, formato da un gruppo che merita di essere vissuto».

L’inizio del campionato è stato ottimo, poi è arrivato il Covid-19…
«Già in partenza ci sarebbero stati alcuni dubbi sullo svolgimento del campionato, e purtroppo la cosa si è avverata. Il fatto di allenarsi senza poter giocare non ha contribuito alla concentrazione e alla motivazione delle ragazze, ma la società e lo staff tecnico si sono impegnati in questo mese e mezzo per tenerci sul pezzo».

Ti va di lanciare un messaggio a chi pensa che il Covid-19 non esiste?
«Spero che la cosa non li colpisca».

Domenica siete tornate in campo, e avete battuto il Cesena: che sensazioni avete provato?
«Ci voleva tornare in campo, avevamo bisogno di giocare, ma eravamo agitate. Vincere è stata una soddisfazione doppia, sia per mister Nicoli che per il nostro umore, visto che la situazione pandemica sta ledendo la serenità delle squadre, e portare a casa un risultato positivo aiuta».

Secondo te dove può arrivare il Cittadella 2020/21?
«Spero il più avanti possibile».

La Serie B di quest’anno è molto equilibrata: te l’aspettavi?
«In realtà già dall’anno scorso ho notato personalmente una maggior preparazione di tutte le squadre, e via via si uniformerà in formazioni più attrezzate e organizzate: questo farà bene al movimento».

Come stai vedendo il calcio femminile in Veneto?
«Secondo me il Veneto è sempre stato un territorio ricco di squadre, e questo aiuta tantissimo per le bambine che vogliono avvicinarsi allo sport, perché ci sono tante formazioni da cui si può partire e poi proseguire la carriera. Siamo una regione abbastanza florida».

Che persona sei oltre il rettangolo di gioco?
«Nella vita sono fisioterapista in una RSA da due anni, e tra lavoro e calcio dedico il mio tempo alla mia famiglia. Sono una ragazza solare e molto determinata».

Che propositi hai per il prossimo anno?
«Spero di terminare la Serie B, Covid permettendo, nel modo più soddisfacente possibile, poi si vedrà».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Cittadella Women e Ilaria Rigon per la disponibilità.

Photo Credit: Cittadella Women

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.