Il Calcio Femminile Permac Vittorio Veneto è una società calcistica nata nel 1982 a Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. Per anni ha militato nei campionati femminili di secondo livello, come la A2 e la B, e nel 2014/15 ha ottenuto la storica promozione in Serie A.
Quest’anno ha deciso di ripartire dal girone di Serie C, e vuole provare a riprendersi la cadetteria: per questo, e molto altro, ci siamo rivolti a Laura Tommasella, centrocampista e una delle bandiere delle mafaldine.

Laura come ti è entrata la passione per il calcio?
«La passione per il calcio l’ho respirata in famiglia fin da piccola, ho iniziato a giocare da subito, sia nel giardino di casa sia nel campetto poco distante. Il mio tempo libero durante i pomeriggi era quasi esclusivamente dedicato a questo sport».

Per quel ruolo a chi ti sei ispirata?
«Il ruolo che mi era stato affidato inizialmente (nel periodo della categoria esordienti) era quello di attaccante, poi col passare del tempo la mia posizione in campo si è evoluta naturalmente grazie alle mie caratteristiche tecniche e fisiche nel ruolo di centrocampista centrale o mediano».

Com’è iniziato il tuo percorso calcistico?
«Il mio percorso è iniziato nella squadra della mia città, San Donà di Piave, attraverso la trafila delle categorie giovanili, poi già dai 14 anni sono approdata in serie B al Vittorio Veneto e da lì a Tavagnacco in serie A e Pordenone in serie A e B. Da 4 anni a questa parte sono ritornata a giocare qui a Vittorio Veneto».

Per dieci anni sei stata un punto di riferimento del Tavagnacco: elencaci i tuoi tre momenti top con la maglia gialloblù.
«A Tavagnacco ho vissuto molte stagioni intense e appaganti, ho conosciuto molte persone con cui mantengo tuttora buoni rapporti e che mi hanno trasmesso molto sia a livello umano che professionale. I tre momenti che ricordo con più grande piacere sono: la vittoria della Coppa Italia in finale contro il Verona nel 2012, la partecipazione alla Uefa Women’s Champions League contro la squadra svedese del Malmö e, personalmente, il gol contro il Brescia con un tiro dalla distanza che ci permise di pareggiare e mantenere la testa della classifica nello scontro diretto in campionato».

Sei stata a tre stagioni col Pordenone: quali sono stati, con le ramarre, i ricordi più belli?
«A Pordenone ero fra le giocatrici più esperte, il primo anno in serie A ci siamo tolte delle belle soddisfazioni arrivando settime in campionato (in squadra c’erano anche le sedicenni Boattin e Giugliano), il secondo anno purtroppo, a causa di un ridimensionamento societario e alla retrocessione di 6 squadre sulle 14 partecipanti, siamo state catapultate in serie B. È stata comunque una felice parentesi che porterò nel cuore».

Nel 2016 decidi di ritornare al Permac: perché hai deciso di tornare a casa?
«Ho deciso di ritornare al Permac grazie alla buona impressione che mi ha fatto la società, sia per le idee sul futuro sia per i progetti concreti che aveva in serbo. Appena arrivata mi sono sentita come a casa, sia grazie ai dirigenti sia grazie alle compagne che mi hanno da subito fatto sentire parte del gruppo».

Passiamo alla scorsa stagione, dove prima siete partite bene, ma poi siete calate: cosa è successo?
«La scorsa stagione siamo partite a razzo, con tre vittorie nelle prime tre gare. C’era molto entusiasmo e grande impegno e professionalità. Dopo il primo periodo però sono iniziati ad arrivare alcuni infortuni e qualche pecca di inesperienza ed i risultati sono venuti a mancare per un bel po’. Prima dell’interruzione, a causa del lockdown, avevamo iniziato ad ingranare di nuovo la marcia giusta però effettivamente non abbiamo potuto proseguire e quindi verificare realmente come sarebbe potuta finire la stagione».

A fine febbraio è arrivato il Covid che ha purtroppo strappato persone importanti in casa Permac.
«La nostra società è stata purtroppo colpita duramente dal Covid, abbiamo perso tre figure di riferimento del nostro organigramma. La decisione di autoretrocedere la squadra in serie C è stata quindi quasi necessaria».

Le mafaldine si sono per l’appunto autoretrocesse in C, ma tu hai deciso di rimanere: quali sono i motivi di questa decisione?
«Inizialmente avevo deciso di smettere di giocare, lasciando spazio alle giovani leve di farsi le ossa”. A preparazione già iniziata però ho ricevuto la richiesta di poter tornare in gruppo per trasmettere un po’  della mia esperienza in campo. Dopo averci pensato per qualche giorno ho deciso di accettare, ed ora eccomi qui ancora in campo ad allenarmi con le altre».

Quali sono gli obiettivi del Permac 2020/21? Che messaggio vuoi dare alla squadra?
«Gli obiettivi della società sono primariamente di far crescere un gruppo di giocatrici giovani affinché in futuro possano maturare su vari livelli. Per quanto riguarda la classifica l’obiettivo primario è la salvezza, ma credo che se continuiamo con il lavoro che abbiamo fatto finora, con lo stesso impegno, potremmo toglierci anche altre soddisfazioni».

Come sarà il prossimo girone B di Serie C?
«Il nostro girone di serie C credo abbia squadre più e meno esperte, abbiamo già avuto qualche riscontro durante le prime partite di coppa Italia. Immagino che le squadre trentine e lombarde siano le più attrezzate però dovremo fare attenzione a tutte per non avere rimpianti o lasciare qualcosa di intentato».

Come lo stai vedendo il calcio femminile italiano?
«Il calcio femminile in Italia si sta sviluppando soprattutto grazie alle società che hanno la possibilità di avere alle spalle le squadre professionistiche maschili, in questo contesto ci sono più risorse ed organizzazione in modo da poter lavorare con più professionalità e tranquillità».

Secondo te è giusto portare il professionismo nel 2022?
«Secondo me è giusto che il professionismo sia portato anche nello sport femminile affinché tutte le atlete possano avere le giuste tutele di cui al momento non possono usufruire. In fin dei conti anche chi pratica sport svolge una professione e per questo necessita di tutte le tutele che un lavoratore ha».

Come sei fuori dal campo?
«Fuori dal campo sono una persona alla mano, metto impegno su tutto quel che faccio e cerco di essere sempre disponibile se qualcuno mi chiede una mano».

Quali sono i tuoi progetti futuri in ambito professionale e personale?
«Per quanto riguarda il futuro, ho frequentato il corso UEFA B e attendo di dare gli esami dopo il tirocinio obbligatorio, quest’anno inoltre alleno anche la squadra Juniores nella mia società e spero che questo ruolo possa darmi col tempo delle soddisfazioni».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Calcio Femminile Permac Vittorio Venero e Laura Tommasella per la disponibilità.

Photo Credit: Calcio Femminile Permac Vittorio Veneto

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.