Il Trento Calcio Femminile si sta avvicinando a grandi falcate al girone B di Serie C, con importanti aspettative: per questo ci siamo rivolti a Mariangela Rovea, centrocampista classe ’97 e che da moltissimi anni è un punto di riferimento per la formazione trentina.

Mariangela che cosa significa per te giocare per il Trento?
«Sono molto orgogliosa di rappresentare una bella città in cui sono nata, per cui è un onore indossare questi colori. Credo che la società stia diventando grande per dare il meglio di sé, e dare un obiettivo da dare alle ragazze e dire “Per me è un vanto giocare per il Trento, perché è una bella realtà”, quindi spero che la società possa diventare, in futuro, un punto di riferimento anche per le più piccole».

A che giocatore ti sei ispirato per ambire ad essere centrocampista?
«Per lo stile di gioco penso Pavel Nedved, ma ho un mio modo di gioco, per cui mi ispiro a lui fino ad un certo punto».

Dove può arrivare quest’anno il Trento? Cosa ti aspetti dalle tue compagne?
«Ho visto una squadra che ha tanta voglia di fare, accettando la sfida dell’ingresso delle nuove che ha messo una competizione salutare. L’obiettivo è quello di migliorarsi di più e arrivare senz’altro ai vertici della classifica».

Come sarà il girone B di Serie C?
«Ci sono squadre che possono metterci a dura prova: sono personalmente incuriosita e stimolata, perché non sarà un girone semplice, bisognerà vedere partita per partita e giocarcela. Sarà comunque un campionato molto tosto».

Come sta attualmente il calcio femminile italiano?
«Sono contenta della direzione che sta prendendo il calcio femminile italiano, rispetto agli anni passati molte cose sono state fatte, a bisogna lavorare su altri aspetti, in particola modo sono soddisfatta di come la nostra società sta cercando in tutti i modi di farsi notare per far crescere il movimento».

Professionismo nel calcio femminile dal 2022; scelta giusta?
«Sono personalmente contentissima di questo traguardo: era ora che venisse riconosciuto il nostro sforzo e il nostro talento».

Com’è sei fuori dai campi di gioco?
«Sono una persona timida, solare, che ha tanto bisogno degli amici e che s’impegna in ambito sociale».

Sei felice di aver raggiunto in questo momento i tuoi obiettivi?
«Ritengo che alcuni miei risultati sono ancora da raggiungere, quindi ci sto lavorando, ma sono contenta del mio percorso calcistico».

Quali saranno i tuoi progetti futuri?
«Dal punto di vista sportivo migliorarmi dal punto di vista tecnico e togliermi la paura del contrasto, che mi sono portata avanti da un infortunio importante che ho avuto un anno e mezzo fa, quello personale cercare di finire gli studi in Scienza della Formazione e diventare una maestra. Conciliare lavoro col calcio? Cedo sia tutto una questione di organizzazione, ho conciliato lo sport con altre attività, quindi penso di farcela».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Trento Calcio Femminile e Mariangela Rovea per la disponibilità.

Photo Credit: Trento Calcio Femminile

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.