Matteo Benassi è il preparatore atletico della prima squadra del Sassuolo Femminile, dove si trova dal luglio del 2017. Precedentemente aveva lavorato nel mondo del calcio maschile, ma alla chiamata della Presidente del Sassuolo femminile, Betty Vignotto, non ha potuto rifiutare.

Come ti sei avvicinato al mondo del calcio femminile?
Il mio percorso inizia a luglio 2017, quando, dopo aver passato alcune stagioni nel maschile, tra scuole calcio e prime squadre, arriva la chiamata della Presidente del Sassuolo calcio femminile, Betty Vignotto. Conoscendo la storia di un club così importante e avendo sempre avuto grande interesse verso questo mondo, colgo questa occasione.
Fin dai primi allenamenti rimango sorpreso dalla professionalità e ancor più dalla profonda cultura del lavoro delle ragazze, sempre disposte a dare qualcosa in più per migliorarsi. Oltre alle qualità tecniche, la cosa che ancora mi sorprende, è il “Fair Play” che si crea, sia durante le partite, la correttezza e il rispetto nei confronti dell’avversaria, sia fuori dal campo, dove in molte occasioni il post partita viene vissuto come occasione per calciatrici e dirigenti per potersi rivedere e confrontarsi, una sorta di terzo tempo, veramente bello.

Quali sono i compiti principali di un preparatore atletico?
Determinante è una rigorosa programmazione dell’allenamento. Oltre alla parte puramente atletica a “secco”, si cerca di preparare esercitazioni integrate con la palla, che possano far raggiungere alle ragazze sia l’obiettivo fisico che tecnico-tattico. In tutto questo risulta fondamentale capire la filosofia di gioco che vuole proporre il mister e un continuo confronto con tutto lo staff.
Finito l’allenamento si richiede un feedback alle ragazze, rispetto a “come hanno percepito lo sforzo dell’allenamento”, attraverso la scala di Borg Cr10, con questo si può avere un primo dato importante sull’adeguatezza del carico. Finita la settimana si può stimare il carico di ogni ragazza, e avere un report sia di squadra che individuale.
Infine c’è la parte del recupero infortuni, dove, grazie alle linee guida dello staff medico, viene condiviso un programma di reinserimento con il gruppo, che poi andrà seguito direttamente sul campo.

Quanto è importante la preparazione estiva nel corso di una stagione?
E’ certamente importante per creare una solida base metabolica e muscolare, anche se non tutto viene concentrato, come alcuni anni fa, nella preparazione precampionato. Questo periodo della stagione si contraddistingue ancora per i carichi di lavoro elevati, per la presenza di molti doppi allenamenti, soprattutto durante il ritiro, ma dal punto di vista dell’intensità e della durata non differiscono molto da una normale settimana agonistica. Ancor più importante credo sia un corretto equilibrio dei carichi di lavoro per generare degli adattamenti psicofisici graduali ed efficaci.
Inoltre, il primo periodo è utile per capire il livello e le dinamiche del gruppo, e conoscere le ragazze nelle loro caratteristiche generali, dal punto di vista atletico/fisico ma soprattutto dal punto di vista umano, fattore molto spesso tralasciato. Il profilo psicologico della persona che abbiamo di fronte diventa fondamentale per poter gestire qualsiasi tipo di situazione.

Ci sono particolari accorgimenti per prevenire gli infortuni?
Si, le ragazze ad inizio stagione svolgono dei test fisici, grazie al prezioso supporto del centro ricerche Mapei sport. Dopo averne analizzato i risultati, prepariamo un programma preventivo personalizzato, dove la calciatrice troverà gli obiettivi e tipologie di esercizi per poter colmare i propri deficit. I lavori previsti nel programma vengono svolti 2 volte a settimana prima dell’allenamento, più una mattina in palestra. Inoltre durante la messa in azione delle sedute del martedì e mercoledì pomeriggio, cerchiamo di applicare i principi del protocollo FIFA 11+ proprio per la prevenzione degli infortuni.

Qual è l’allenamento standard settimanale?
Si inizia il lunedì pomeriggio con l’allenamento di ripresa, dove dividiamo il gruppo in 2 parti: chi ha giocato più di 45’ svolge un lavoro defaticante, mentre per quelle che hanno giocato meno di 45’ si propongono esercitazioni che possano ricreare gli stimoli della partita. Il martedì doppio allenamento, dove l’obiettivo principale è la forza, la mattina in palestra e il pomeriggio sul campo; mercoledì lavoriamo sull’alta intensità. Il giovedì l’intervento è principalmente tecnico-tattico, l’unica parte atletica è la parte di rapidità e psicocinetica, infine la settimana si conclude con la partita del sabato.

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

Nasce a Fiorenzuola d’Arda il 1 marzo del 1995. Appassionata del mondo Juve dalla nascita, solo recentemente si è avvicinata all’universo del calcio femminile ma ne è rimasta folgorata. Crede fermamente che sia una realtà ancora poco conosciuta in Italia, ma in rapidissima espansione, ed è entusiasta di far parte del progetto che sta permettendo questa crescita. È laureata in Storia ed è ora impegnata in una magistrale in Scienze Storiche.